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C'è
in giro chi dice che - nel Terzo Millennio - siamo pieni di informazioni,
siamo addirittura travolti dalle informazioni, che nell'era di Internet
il problema sarà solo di scelta, non certo di possibilità
accesso (all'informazione). E' tecnicamente vero, e invece sostanzialmente
falso. Sono infatti convinto che più che di informazioni sarebbe
meglio parlare di "cortina fumogena", che più di qualità
dell'informazione si possa e si debba parlare della sua quantità.
Scommetterei la testa, insomma, che quanto più si allargano i confini
del noto tanto più si vanno restringendo i confini del conosciuto.
E che se invece si vuol fare chiarezza, basta tirare il capo di un filo,
e si sgomitola il mondo. Chiamiamola la teoria del gomitolo, va...
So di dover esemplificare, per tentare di
farmi capire (e per evitare che anche questa sia una cortina fumogena,
concettuale invece che di cronaca, ma pur sempre fumogena). Provo con
il (capo del) filo Berlusconi, filo lungo, robusto, via via diventato
sempre più interessante negli ultimi vent'anni di questo
paese. Prendiamo un titolo a caso, dal "Giornale" di sabato
4 dicembre scorso. Sotto la testatina "Toghe e politica", in
una pagina interna, senza neppure un'evidenza eccessiva, troviamo: "Cossiga:
strano che il Cavaliere sia il solo industriale cattivo". Nell'articolo
non c'è gran che, non viene tirato il filo, per intenderci, il
gomitolo resta bello che arrotolato, la materia è la solita, incomprensioni,
tensioni, liti nei rapporti tra politici e magistrati, il titolo potrebbe
datarsi molto prima e forse anche dopo il giorno in cui l'abbiamo trovato.
Ma poniamo il caso che Cossiga, e i giornalisti, avessero voluto sgomitolare
la matassina. E cioè che, sua sponte, o stimolato dalle domande,
l'ex presidente della Repubblica avesse formulato una sua interpretazione
degli ultimi anni italiani, facendola scorrere a partire dal titolo che
ho appena citato. Cossiga avrebbe potuto esternare all'incirca così:
"Vi pare possibile che Berlusconi sia una sorta di nemico pubblico
numero Uno di quest'Italia, per la sinistra e per quella parte ingombrante
e affilata della magistratura che ha nella sinistra politica e culturale,
gramscianamente egemone, il suo "azionista di riferimento"?
E gli altri industriali? Credete che Agnelli, Romiti, De Benedetti etc.
non ne abbiano fatte di tutti i colori, quanto a intrallazzi con lo Stato,
a evasioni o elusioni fiscali, a reati di vario genere e numero, penalmente
rilevanti e/o politicamente determinanti? Berlusconi è tanto arrabbiato
con i giudici e con i loro avvisi di garanzia o rinvii a giudizio
ad orologeria mica perché è innocente, bensì perché
è innocente (o colpevole) come quasi tutti gli imprenditori di
maggior levatura di quest'Italia. Vorrebbe fare un bel discorso in Parlamento,
a reti unificate, del tipo: sì, è vero, in sintonia con
gli altri anch'io ho commesso uno, dieci, cento errori, o reati che siano.
E' vero, sio sono politicamente in prima linea, ma, al di là delle
differenze di vetrina, all'interno del negozio la merce è la stessa.
La merce adulterata di un paese che applica le regole solo se gli conviene,
e con chi gli conviene.
Sapete perché Berlusconi non può
esternare così, alla "muoia Sansone"? E sarebbe in grado
di farlo, perché come gli altri imprenditori sanno di lui, lui
sa di loro. Non può esternare perché non vuol fare la fine
di Craxi. Che è un altro che ne ha fatte di tutti i colori, come
risulta agli atti. Ma che ha detto alla Camera: alzi la mano chi non ha
avuto a che fare con i fondi neri, con il reato di illecito
finanziamento dei partiti (e delle proprie tasche, potremmo aggiungere,
ndr.). Si riferiva ai suoi omologhi, a destra, a sinistra e al centro,
non al deputato spicciolo, ma ai capipartito.
E' evidente a chiunque che Craxi diceva così
intendendo "tutti colpevoli, tutti innocenti", ma sapete come
è finita e dove è finito. Esattamente dove non vuole finire
Berlusconi. Quindi si continuano a sventolare formule che non vengono
spiegate nel loro reale significato, e stiamo tutti pagando, come sistema-Paese,
le cambiali di quell'ultimo famoso discorso di Craxi. E sprofondiamo nei
debiti non tanto e non solo economici, bensì soprattutto politici
e culturali".
Questa sarebbe l'esternazione di Cossiga,
per sommi capi e con vari sviluppi, se lui, se noi tirassimo il filo del
gomitolo, per capire davvero qualcosa. Ma i gomitoli restano aggrovigliati,
non sappiamo, non capiamo quasi nulla, mentre qualcuno al contrario dice
che siamo ricchi di informazioni come mai prima. Cornuti e mazziati, dunque?
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