. Da una collaborazione con



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Rieccolo! 

La definizione usata da Montanelli per Fanfani si addice al ritorno sul proscenio di Carlo De Benedetti.

Lasciate (sostanzialmente) Cofide e Cir alla gestione "amministrativa",  del figlio Rodolfo, (l'exploit dell'" Espresso" è legato ad Internet);  sollecitato  dal successo del figlio Marco a fianco di Colaninno; spogliandosi dai ruoli di "patriarca" in famiglia e di "notabile" nel  socio - politico che non gli sono congeniali;  l'Ingegnere  è  tornato.

Ha acquisito il controllo della Aedes pensando che una Società quotata - con un consistente patrimonio immobiliare e  meno di un migliaio di azionisti - avrebbe potuto costituire un buon  trampolino per il rilancio.

Ha dichiarato  "con sincero candore" che all'atto dell'acquisto non aveva traguardi prefissati per cui quando si sono presentate due ottime opportunità, si è affrettato a coglierle.

La prima è derivata dall'incontro, e successivo accordo, con una grande Compagnia di Assicurazioni, la tedesca  TMW.AC (Gruppo Ergs Victoria),  interessata ad investimenti in Italia nel settore immobiliare.
L'ingresso della TMW.AC nel capitale della Aedes ha consentito a De Benedetti di "esaltare"  la tradizione propria della Società e creare le premesse per " l'incontro" con altri operatori - meglio se esteri - in un comparto che attualmente offre in Italia alternative estremamente valide  (cifra  ad es. l'iniziativa Milano Centrale su Unim).

Consolidato il futuro della Aedes, l'Ingegnere si è concentrato sull' attività che gli è più congeniale, (la finanziaria) inserendosi tempestivamente nel boom che il mercato riserva alle hi-tech . 
A tal fine ha costituito  (con scorporo della Aedes) la CDB Web Tech Investiment S.p.A.  ( siglabile CDB Investiment S.p.A. ).

Per sottolinearne la " paternità", per la prima volta ha inserito nel " logo" la propria sigla - CDB:  Carlo De Benedetti. 
Per sottolinearne "l'autonomia", non ha voluto nessun figlio a fianco;  con lui soltanto Franca e Massimo Segre,  gli amici più fidati, i consiglieri più competenti.

La CDB Investimenti si porrà - a sua volta - promotrice della costituzione di una Società di gestione specializzata nei cosiddetti "Fondi non armonizzati" . Il minimo di sottoscrizione sarà di 2 miliardi; non è prevista, a tempo indeterminato, la distribuzione di utili. 
Questi Fondi operano, infatti, su prospettive di lungo periodo (anche decennali) e puntano sull'aumento di valore dell'investimento nel tempo e non sulla distribuzione di utili.

Questi Fondi, dunque, sono riservati a quelli per i quali "il cielo può attendere"  o per quanti intendano beneficiare i propri eredi.

Nel " giro " di De Benedetti, dei Segre e della Banca Intermobiliare (soci dell'iniziativa), " personalità " ricche e longeve certo  non mancano:  il successo è pertanto assicurato.

La CDB - Investiment  opererà, però, direttamente con una molteplicità di interventi finanziari differenziati nel multimediale: per questa sua caratterizzazione è prevista ( a scissione avvenuta ) la quotazione in Borsa sul " Nuovo Mercato".

Carlo De Benedetti non poteva sottrarsi al fascino del boom dei titoli hi-tec: con estrema tempistica, ha deciso di beneficiarne.

E' bastato l'annuncio che la Aedes avrebbe costituito la CDB-Investiments  per far " saltare " la quotazione del titolo Aedes in modo vertiginoso (dal primo novembre ad oggi da £ 8.000 ad oltre 17.000 ).

Il 70% di Aedes oggi vale più del doppio del prezzo pagato dall''Ingegnere. In meno di un anno De Benedetti contabilizza una plusvalenza di oltre 100 miliardi: niente male !

E' molto probabile che il titolo CDB- Investiments dopo la quotazione venga adeguatamente "valorizzato" dal mercato.

E' ipotizzabile  che il previsto aumento di capitale della CDB-Investiments avvenga con una OPVS e cioè con l'offerta da parte di De Benedetti di parte del  proprio pacchetto, con quale  beneficio è agevole immaginare.

La TMW AG ha acquisito il 25% del Capitale Aedes in azioni ordinarie e di risparmio: da chi ed a quale prezzo ?

Provare ad  immaginarlo!

Di quanto potrà lievitare la quotazione della CDB dopo l'inserimento in Borsa?

Provare ad immaginarlo!

Non c'è dubbio: rieccolo!

             ........   è Re di denari!

 

L'azienda è sana e le prospettive sono ottime. 
Secondo Roberto Colaninno, infatti, è sufficiente soltanto (e scusate se è poco!) licenziare entro il 2001, 13.500 unità  l'equivalente cioè dell'organico di una grande impresa;  soltanto  e scusate se è poco!) vendere un po' di partecipazioni non strategiche  incassandone il controvalore di alcune migliaia di miliardi, un importo, cioè  pari al 50% della manovra finanziaria del Governo per il 2000;  soltanto (e Totò avrebbe detto "quisquiglie!") migliorare l'efficienza, battere la concorrenza,  conquistare mercati ecc, ecc.

Naturalmente il tutto dovrà avvenire producendo - sempre secondo Colaninno - utili adeguati, che consentano adeguati dividendi. Questo progetto  Colaninno lo ha ribadito agli azionisti convocati in assemblea il 14 gennaio con uno sguardo ed un timbro di voce che esprimevano incrollabile fiducia nelle scelte; nella capacità sua e dei suoi collaboratori di attuarle nei tempi previsti; nella supremazia che ha il Gruppo in tema di creatività, efficienza e competitività nei confronti di tutta la concorrenza presente, e... futura.
L'uomo è fatto così. 

Lo avevano definito ai tempi dell'OPA Telecom un bulldozer ed il passare dei mesi conferma che l'appellativo è corretto. 
Questo suo procedere spesso, però, lo ha portato a scontri (più che ad incomprensioni) con azionisti di minoranza (soprattutto con quelli di risparmio), con " fondi di investimento" ( soprattutto esteri ) ed anche con quel mondo socio-politico che aveva seguito con favore e simpatia la sua ascesa.

Significativo, in questo senso, è stato l'intervento, nell'assemblea del 14, del rappresentante di un importante fondo inglese che ha stigmatizzato i limiti e le contraddizioni sui modi, sui tempi e sulle forme con cui vengono gestiti i rapporti con gli azionisti di minoranza. Confermano ed avallano i rilievi esplicitati in assemblea (ma già peraltro avanzati dal mercato e dagli analisti finanziari) la risposta data da Colaninno in merito alla determinazione del prezzo di 6,5 euro per l'Opa sulle risparmio. Una risposta lapidaria "ci è sembrato un prezzo giusto".In quel "sembrato" c'è tutto il carattere del personaggio.



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