Anno XVI-N°01-2000

 

 

 

 

 

 

 

Genina Iacobone

Due sono gli avvenimenti importanti da prendere in considerazione. Il primo è la morte di Bettino Craxi, della quale hanno parlato tutti i mass media, e che ci ha riportato alla memoria una frase di Ernest Heminghway: "Non chiedere per chi suona la campana, essa suona anche per te". Una frase ritornata in mente vedendo in televisione i falsari dei sentimenti, che non si fermano davanti a niente, nemmeno davanti alla morte. Nessun pudore li trattiene, sfilano con facce contrite dietro una bara, affinché venga dimenticato quanto da essi detto e fatto, o non detto e non fatto. Amici che sono stati tali fino a quando il leone ruggiva, nemici che hanno operato per colpire, per distruggere il personaggio scomodo, oggi tutti apparentemente pentiti e affranti, pronti ad utilizzare a loro favore anche la morte.

Ovviamente qualcuno dirà che siamo craxiani, non lo siamo stati ai tempi in cui era utile esserlo e non lo siamo neanche oggi. Da sempre però abbiamo sostenuto che Tangentopoli era e non poteva essere altro che lotta politica, lotta politica esercitata con sistemi stalinisti, attraverso perizie psichiatriche e processi fatti ad hoc. Il tempo ci ha dato ragione. A Craxi va comunque tutta la nostra umana comprensione e il nostro rispetto. Se ha sbagliato ha pagato un prezzo molto alto.

Emblematica di una situazione giudiziaria incomprensibile è la libertà riacquistata da banditi pluriomicidi, per la scadenza dei termini di carcerazione preventiva. Una domanda ci poniamo: per quali motivi non sono stati celebrati i processi?

Di chi sono le responsabilità?

In Germania è iniziato il calvario di un altro grande statista. Nell'occhio del ciclone è entrato Helmut Kohl; anche con lui vengono usate le medesime procedure. Quale sarà la reazione di Kohl? Andrà anche lui in esilio?

L'altro avvenimento riguarda lo scandalo che coinvolge direttamente il governo in carica, in quanto attiene alla "Missione Arcobaleno" fiore all'occhiello della Protezione Civile tanto esaltata dai mass media e per la quale è il caso di ribadire "vero e proprio fiore all'occhiello".

Del nuovo millennio l'inizio non è entusiasmante, mentre la fine del '900 ci ha riservato un vero e proprio miracolo: il Presidente del consiglio, da sempre dichiaratamente ateo, a Natale è andato prima a Betlemme, e poi... a riflettere, in un convento. Nel n. 5/99 sulla nostra testata abbiamo scritto che le vie del Signore sono infinite, ma forse anche quelle per il potere lo sono.