| Tab. 7 Conclusioni
AAA e patologie digestive non vascolari (8,2%)
a)
determinare se la simultaneità chirurgica comporta:
1)aumento
importante dei tempi operatori;
2)
mortalità e morbilità superiori;
3)
aumentato rischio di infezioni precoci o tardive.
b)
se si opta per la chirurgia differita:
1)
determinare il “timing” delle lesioni;
2)
stabilire l'intervallo di tempo tra i due interventi;
3)
definire il rischio di complicanze precoci e tardive delle lesioni lasciate
in sede;
4)
definire il tasso di mortalità e morbilità dei 2 interventi
successivi in rapporto a quello di un intervento contemporaneo.
c)
la diversità delle lesioni associate è tale che non esiste
un unico atteggiamento.
Va
considerato il carattere benigno o maligno delle lesioni non vascolari
e la loro curabilità.
d)
il chirurgo può trovarsi di fronte a tre tipi di lesioni addominali
associate:
1)
patologie che consentono una chirurgia associata asettica (ernia jatale,
sventramenti, ernie della parete addominale). In questi casi non si frappongono
ostacoli particolari ad un trattamento simultaneo;
2)
patologie che costringono temporaneamente ad aprire la via biliare o gastrointestinale,
risultando così potenzialmente settiche. Di solito viene preferita
la chirurgia sequenziale. Solo per la litiasi colecistica non complicata
si sta diffondendo la consuetudine di una chirurgia simultanea;
3)
patologie francamente settiche (colecistite acuta, diverticolite acuta,
appendicite acuta, peritoniti di varia causa): va trattato prima l'episodio
peritonitico e successivamente l'AAA. |