Tab. 8
Al di fuori dell'emergenza nella pratica clinica in elezione, si possono verificare quattro evenienze:

 1) pazienti con una malattia neoplastica intra o extraddominale diagnosticata e trattata prima della scoperta dell'aneurisma; in questo caso la decisione di un trattamento e elettivo dell'AAA sarà condizionata dal rischio di rottura aneurismatica e dalla prognosi “quoad vitam” legata alla patologia tumorale; si tratta di soggetti nei quali è proponibile l'applicazione di un'endoprotesi vascolare per via femorale;
 2) pazienti nei quali la diagnosi delle due affezioni è contemporanea e preoperatoria; le modalità del trattamento (intervento chirurgico simultaneo o differito, o astensione terapeutica) saranno decise in base alla storia naturale delle due patologie  associate, alla speranza  di vita del paziente in esame e alla localizzazione intra- o extraddominale della neoplasia. Il trattamento simultaneo di un AAA e di un tumore intraddominale è  condizionato soprattutto dal rischio di sepsi protesica;
 3) pazienti ai quali, durante un intervento chirurgico per una neoplasia intraddominale, viene diagnosticato intraoperatoriamente un AAA, in precedenza misconosciuto;
 4) pazienti ai quali, durante un intervento chirurgico per AAA, viene diagnosticata introperatoriamente una neoplasia intraddominale, in precedenza misconosciuta. Come si è già detto la condotta terapeutica in queste ultime due eventualità è condizionata soprattutto dal rischio di infezione protesica. 
Nel caso di interventi che non prevedano l'apertura del canale gastrointestinale, è lecito, qualora le condizioni generali del paziente lo consentano, procedere all'asportazione della lesione neoplastica e al trattamento dell'AAA in una unica seduta operatoria. E' il caso delle neoformazioni epatiche, surrenaliche e renali o dei tumori primitivi retroperitoneali.