Genetica della sordita`: Il ruolo della Connexina26
Genetics of hearing loss: The role of Connexin26
Abstract
 

L'incidenza della sordità prelinguale rappresenta l'1/1000 delle nascite e si pensa che circa la metà dei casi abbia origine genetica (1 su 2000 individui). 
Lo spettro della sordità ereditaria è ampio e va dalla semplice sordità senza altre anomalie cliniche a sindromi determinate geneticamente nelle quali la sordità è uno dei numerosi segni clinici riconoscibili. 
Le forme più comuni di sordità genetica sono le sordità neurosensoriali autosomiche recessive non sindromiche (SRNS) che ammontano a oltre il 75% dei casi. L'eterogeneità genetica, cioè la presenza di differenti geni che conducono allo stesso fenotipo, è stata chiaramente dimostrata nell'SRNS, e finora sono stati identificati 17 differenti loci genetici. Uno dei principali obbiettivi è quindi l'identificazione e la clonazione di questi geni. 
In un recente studio è stato dimostrato come un locus SRNS, localizzato nella regione pericentromerica del cromosoma 13q e chiamato DFNB1, giochi un ruolo importante nell'80% delle famiglie caucasiche affette da sordità. 
Recentemente è stato individuato il gene connexina-26 (GJB2) che è mutato nelle famiglie DFNB1. 
La connexina-26 è un componente di una grande famiglia di proteine coinvolte nella formazione delle giunzioni gap che facilitano la diffusione delle molecole tra le cellule. 
Il rilevamento di mutazioni nel gene GJB2 aiuta, nella maggioranza dei casi di sordità, a fornire le basi per la diagnosi e la prevenzione e ad aprire nuove prospettive sia nella comprensione della biologia dell'udito (normale e non), sia nell'attuazione di strategie per nuovi trattamenti di questo comune tipo di disordine genetico. 

The incidence of prelingual hearing loss is 1/1000 births, of which approximately one-half is thought to have a genetic origin (1 in 2000 individuals). Its spectrum is broad and ranges from simple deafness without other clinical abnormalities to genetically determined syndromes in which deafness is one of a number of clinically recognizable signs. 
Overall the most common forms of genetic deafness are the non-syndromic neurosensory autosomal recessive deafness (NSRD) accounting for >75% of all cases. 
Genetic heterogeneity, that means the presence of different genes leading to the same phenotype, has been clearly demonstrated in NSRD, and 17 different genetic loci have been so far identified. 
Thus, one of the major goal is the identification and cloning of these genes. In a recent study, we demonstrated that one NSRD locus mapping to the pericentromeric region of chromosome 13q, named DFNB1, plays an important role in 80% of Caucasian families. 
Recently, we and others identified that connexin-26 gene (GJB2) is mutated in DFNB1 families. Connexin-26 is a member of a large family of proteins involved in formation of GAP-junction channels which facilitate diffusion of molecules between cells. 
The finding of mutations in GJB2 gene in the majority of deafness cases helps to form the basis for diagnosis and prevention, and open new perspectives in understanding of the biology of normal and abnormal hearing and in effecting strategies for new treatments of this common genetic disorder.