Anno XVI-N.02-2000

 

 

 

 

 

 

 

Oliviero Beha

La periodicità di questa testata sembrerebbe sconsigliare editoriali suggeriti dalla cronaca: il prezzo minimo da pagare al lettore sono di solito premesse del tipo "quando leggerete queste righe...", ecc.ecc, per prendere le distanze da ulteriori sviluppi che taglino fuori i commenti. Personalmente, invece, ritengo che riflettere sulla realtà, meglio se con l'evidenziatore di un preciso fatto di cronaca di qualunque colore, sia l'operazione più seria, necessaria, sensata che si possa tentare in questo mestiere strampalato di "opinionista", o se preferite di "sensazionista" (proto," non sensazionalista", che è il suo contrario), di estensore di sensazioni.

Figuratevi quando lo sviluppo dei fatti mi dà ragione, intendo ragione al summenzionato metodo: è appena successo con la piega giudiziaria presa dallo scandalo della "Missione Arcobaleno" e delle ruberie di Valona.

Nel numero 9 dell'anno scorso, infatti, in un articolo intitolato "Nella trappola dell'informazione", e scritto per Leadership ovviamente mesi prima, quando l'estate ci portò le prime notizie (cfr. "Panorama" e "Striscia la notizia") sul caso, ragionavo sul medesimo "indipendentemente dallo sviluppo che lo scandalo avrebbe avuto". Identificavo 4 punti, a "scandalo caldo": il primo è che la raccolta di 128 miliardi dalla tasche - e dal cuore - degli italiani restava una straordinaria dimostrazione di solidarietà. Il secondo che all'origine di "Arcobaleno" c'era comunque un equivoco: e cioè che la levatrice della missione fosse la Presidenza del Consiglio invece che qualche organizzazione non governativa come succede di solito. Di qui un governo che con una mano fa la guerra e con l'altra coordina gli aiuti ai kosovari.

E poi, mi cito, "l'equivoco è alla base del fatto che se scandalo grande, medio o piccolo che sia, viene alla luce, è follia minimizzarlo politicamente ed è follia non prevedere che l'opposizione se ne servirà politicamente".

Aggiungo ora che all'interno del paradosso ce n è un altro: ricordate come D'Alema si adontò per i sospetti sollevati anche da giornali come "Repubblica"di Scalfari, con Bobbio e Montanelli speciali "testimonial" della colletta? E adesso i giudici che indagano non si sperticano nel precisare che la Presidenza del Consiglio li ha aiutati nelle indagini? E non sarebbe stato meglio prendere pubblicamente e con energia questa posizione da subito?

Il terzo punto era di costume: se fai leva sulle emozioni nel domandare aiuto, come puoi lamentarti del fatto che sia emotiva anche la reazione alle notizie sulle allora ipotetiche ruberie? E' ovvio oggi, e lo era all'epoca, che la ferita inferta alla credibilità della missione non sarebbe stata emozionalmente facile da chiudere. Il quarto punto riguardava l'informazione (come da titolo): si assisteva a una strumentalizzazione in dosi industriali della brutta faccenda.

La stampa, scritta e radiotelevisiva, vicina al governo "sopiva e troncava", quella dell'opposizione strillava come un'aquila, dando purtroppo entrambe l'impressione (ma la prima assai di più della seconda) che non dei fatti si intendeva riferire o non riferire bensì della loro utilizzazione politica. Si speculava sulla disponibilità dimostrata da un popolo, il nostro, lasciando il dubbio che a maggioranza inversa sarebbe capitato lo stesso, deprimente fenomeno poli-mediatico. Concludevo, alla lettera con: "...neppure una cosa così seria come una tragedia e il nostro buon cuore può sfuggire alla trappola dell'informazione perversa, mai fine e sempre, subito mezzo"

Ma mentre scrivo è stato sepolto da poco Bettino Craxi: usando lo stesso metodo di riflessione sulla cronaca, e che cronaca, per una storia così "storica"...- sono convinto che l'esultanza di alcune figure politiche di rilievo, "sopravvissute" alla cosiddetta Prima Repubblica, figure distribuite sia nella maggioranza che nell'opposizione, persone che hanno partecipato del bottino politico, e non solo, di Craxi e che in questi anni si erano sempre mosse con circospezione per il retropensiero " e se arriva un fax da Hammamet?", queste figure esultanti (in privato) per la scomparsa del loro puparo dicevo, nel prossimo futuro cambieranno gli scenari italiani, sentendosi le mani più libere. Vogliamo scommettere?