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N. 2/2000
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Aristide Malnati |
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piana di Gizah è senza alcun dubbio il luogo archeologico più famoso
al mondo. E' appunto quella di Gizah un'enorme area sepolcrale
dove, oltre a tombe di tutti i tipi, possiamo trovare tutto quanto è
connesso ai riti funerari, come il tempio alto e quello della valle,
i recinti sacri e le imbarcazioni funebri; e poi la Sfinge, questo mostro
dal volto di donna montato su un corpo leonino, che aveva funzione protettiva
di tutta la zona cimiteriale. Ma se le piramidi, i mastaba, la Sfinge e i santuari
sono stati da sempre visibili - e celebrati da tutti i popoli e dai
grandi personaggi venuti in Egitto (si pensi a Erodoto, ad Alessandro
Magno, a Cesare, a Germanico, ai sovrani arabi, a Napoleone, agli inglesi
e agli europei in genere) -, nel sottosuolo di Gizah vi è un reticolo
di cunicoli, che collegano tombe, pozzi e canali, dando vita a un fitto
intrico di misteri, che giorno dopo giorno si dipana, senza - diciamolo
subito! - ricorrere a extraterrestri o ad altre stravaganze irrazionali
dettate dall'enfasi millenaristica, ma nel più totale rispetto degli
avvenimenti storici che qui hanno lasciato tracce indelebili. Direttore degli scavi di Gizah ormai da 15 anni è
Zahi Hawass, lui sì una sorta di faraone del terzo millennio, che qui
è a casa sua e che fra sondaggi e scavi veri e propri, tassello dopo
tassello ricompone l'intricato mosaico del sottosuolo di questo luogo
di sepoltura. E' un'ipotesi suggestiva che va comunque vagliata
con rigore scientifico e maggiormente sostanziata con altri elementi,
che potranno prima o poi emergere. Ma le imprese di Hawass non si fermano certo qui;
è recentissima l'apertura della tomba del sacerdote Kay, eseguita in
diretta sotto l'occhio curioso delle telecamere del Network americano
Fox TV. All'interno, meraviglia delle meraviglie, la mummia
ancora perfettamente conservata e avvolta nel suo scuro bendaggio; subito
il cadavere mummificato è stato prelevato e portato nei laboratori del
Museo Egizio del Cairo per essere restaurato e studiato ai raggi X,
da un punto di vista storico e medico: qui sarà affidato alle amorevoli
cure di Nasri Iskander, che si occupa nel suo laboratorio di restauro
della salute di tutte le mummie del Museo e che ha sapientemente organizzato
la sala, in cui riposa quel che resta dei grandi del passato dai vari
Ramses a Tuthmosis IV per finire con la bella Nefertari. Ma le sorprese non sono finite: all'interno della
struttura funeraria ecco che le telecamere della Fox TV riprendono una
stanza più piccola, sede per la vita eterna della famiglia di Kay, con
ancora gli scheletri della moglie e di una figlia. E così, mistero dopo mistero, Zahi Hawass, moderno signore di Gizah, dipana la matassa dei segreti di un'area che diviene così sempre meno "misteriosa". Aristide
Malnati |
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