LICHEN
PLANUS
Il llichen planus può
essere presente sulla cute e sulle mucose orale e genitale.
Sebbene l'eziologia rimanga
misteriosa, pare essere una malattia causata dal fattori multifattoriali
con un comune meccanismo patogenetico, rappresentato da una modificazione
antigenica delle cellule basali epiteliali, che innesca una risposta autoimmune.
Il lichen planus orale (LPO)
è più comune rispetto alla forma cutanea. La prevalenza è
dell'1,9% per la LPO e dello 0,23% per il lichen planus cutaneo. |
LICHEN
PLANUS
Lichen
planus can occur on the oral and genital mucosa and skin. Although the
precise etiology remains mysterious, it seems to be a disease caused by
multifactorial factors with a common pathogenetic mechanism represented
by an antigenic modification of the epithelial basal cell that trigger
an autoimmune response.
Oral
lichen planus (OLP) is more common than the cutaneous form. Prevalence
studies report a 1.9% incidence of OLP and a 0.23% incidence of cutaneous
lichen planus. |
Eziopatogenesi
Il primo evento che determina
l'insorgenza del lichen planus è il danno alle cellule basali che
attiva una risposta immune cellulo-mediata con un deposito nella lamina
propria di un infiltrato infiammatorio composto principalmente dai linfociti
T (CD4+ e CD8+).
Il LPO è stato associato
a malattie sistemiche come il diabete mellito e l'ipertensione, e recentemente,
all'epatite cronica da HCV.
Lesioni lichenoidi, simili
al lichen planus, possono essere indotte da vari medicamenti, come anti-ipertensivi,
antibiotici, farmaci anti-infiammatori e antimalarici.
Anche le otturazioni in
amalgama o in oro possono indurre reazioni lichenoidi nella mucosa orale
adiacente. |
Etiopathogenesis
The
primary event leading to lichen planus is basal cell damage that leads
to a cell-mediated immunological response with deposition in the lamina
propria of an inflammatory infiltrate composed mainly of T-cell lymphocytes
(CD4+ and CD8+). OLP has been associated with systemic disorders
such as diabetes mellitus and hypertension and recently with HCV-related
chronic hepatitis.
Lichenoid
lesions can be induced by a variety of medications such as antihypertensives,
antibiotic, anti-inflammatory drugs and antimalarials. Metals dental restorations
also can induce lichenoid reactions in the adjacent oral mucosa. |
Aspetti clinici
Il LPO si presenta con strie
bianche reticolari, placche bianche, eritema o ulcerazioni.
Il LPO può avere
un'apparenza multiforme. Le lesioni reticolari sono localizzate solitamente
sulla mucosa della guancia (Fig. 4), sulla gengiva, sul palato, sulla lingua
e sulle labbra.
Le forme eritematose e atrofiche
mostrano una preferenza per il dorso della lingua, la gengiva e la mucosa
buccale.
Placche bianche con una
morfologia variabile possono svilupparsi sul dorso della lingua (Fig. 5).
Le forme sintomatiche sono quelle eritematose, atrofiche e ulcerative (Figg.
6 e 7).
La forma ulcerativa si presenta
più frequentemente sulla mucosa vestibolare e sulla superficie della
lingua.
Le lesioni cutanee da lichen
planus appaiono come papule poligonali con un reticolo di strie bianche
sulla superficie, come se fossero ornate di trine (strie di Wickham) (Fig.
8).
È importante ricordare
che diversi studi hanno suggerito un'accresciuta incidenza di displasia
o di carcinoma a cellule squamose nei pazienti con lichen planus. Recenti
studi hanno mostrato un aumento statistico potenziale del carcinoma orale
dallo 0,5 all'1,2%.
Lo sviluppo del carcinoma
orale sembra essere più frequente nei pazienti con ulcerazioni linguali
di lunga durata.
Tuttavia, e nonostante queste
considerazioni, non c'è nessuna prova conclusiva per affermare che
il LPO è associato allo sviluppo del carcinoma orale. |
Clinical
aspects
OLP
presents as reticular white striae, white plaques, erythema or ulcerations.
In any given patient OLP can have a multiform appearance. Reticular lesions
are usually localized on the buccal mucosa (Fig. 4), gingiva, palate, ventrolateral
tongue and lips. The erythematous and atrophic forms show a preference
for the dorsum tongue, gingiva and buccal mucosa. White plaques with variable
morphology may develop on the dorsum tongue (Fig. 5).
The
symptomatic forms are the erythematous, atrophic and ulcerative forms (Figg.
6 and 7). The last occurs most commonly on the buccal mucosa and ventrolateral
surface of the tongue. The skin lesions of lichen planus appear as polygonal
papules with on the surface a lace-like network of white lines (Wickham's
striae) (Fig. 8).
It
is important to discuss that several reports have suggested an increased
incidence of dysplasia or squamous cell carcinoma occurring in patients
with lichen planus. Recent studies have shown a potential statistical increase
in oral cancer from 0.5% to 1.2%. Development of oral cancer appears to
be more frequent in patients with long-standing ulcerations on the tongue.
However despite these reports, there is no certain evidence that cancerous
transformation is very common in OLP. |
Patologia
La biopsia è sempre
necessaria per confermare la diagnosi di LPO e per escludere la displasia,
soprattutto quando sono presenti lesioni a placca e lesioni eritematose
o ulcerative.
Le caratteristiche istopatologiche
classiche del LPO consistono nell'ispessimento dello strato granulare,
nella degenerazione delle cellule basali, nelle creste epiteliali a denti
di sega e nell'atrofia degli strati epiteliali, nei corpi di Civatte e
in un infiltrato linfocitico a banda (Fig. 9).
L'immunofluorescenza diretta
rivela la fibrina a livello della membrana basale oppure di IgG nei corpi
di Civatte.
Si tratta tuttavia di alterazioni
non specifiche, in quanto rilevabili anche in altre malattie bollose. |
Pathology
A
biopsy specimen of OLP should always be obtained to confirm the diagnosis
and rule out dysplasia when plaque, erythematous or ulcerative lesions
are present.
The
classic histopathological features of OLP consist of thickening of the
granular layer, basal-cell degeneration, sawtooth ridging, atrophy of the
epithelial layers, elongation of rete pegs, Civatte bodies and a bandlike
lymphocytic infiltrate (Fig. 9).
Direct
immunofluorescence reveals fibrin below the basement membrane or in the
Civatte bodies. However, these changes are nonspecific because they can
be found in other bullous diseases. |
Terapia
Il trattamento del LPO viene
istituito generalmente solo quando siano presenti erosioni od ulcerazioni.
Poiché il lichen
planus reticolare è asintomatico non è necessario alcun trattamento.
Prima di intraprendere qualunque
terapia locale o sistemica, sarà importante eliminare tutti i fattori
locali potenzialmente responsabili della genesi delle lesioni orali.
Deve poi essere istituito
un buon regime igienico del cavo orale e rimuovere l'amalgama di otturazioni
dentarie di vecchia data e curare le carie eventuali.
I pazienti con gravi lesioni
erosive necessitano di un trattamento aggressivo con corticosteroidi che
rappresentano ancora l'approccio terapeutico di elezione.
Il flucinonide topico o
l'unguento di clobetasol mescolato con orabase sono tra i migliori medicamenti
locali.
Per le lesioni gengivali,
è molto utile un soft-bite che funga da portaimpronte per tenere
in luogo l'unguento.
Le ulcerazioni di grandi
dimensioni rispondono ai farmaci intralesionali come il triamcinolone acetonide.
Il prednisone sistemico
può essere indicato occasionalmente per il lichen planus erosivo
grave con un dosaggio di 50-75 mg/die. I retinoidi sintetici (etretinato)
sono stati impiegati recentemente nel trattamento del LPO con risultati
positivi.
Purtroppo l'efficacia di
questi farmaci è limitata a causa degli effetti collaterali come
la secchezza della cute e delle labbra.
A causa della loro teratogenicità
potenziale, i retinoidi devono essere impiegati con cautela.
Nel LPO erosivo, sebbene
siano stati riportati risultati contraddittori, l'uso della ciclosporina
topica può essere utile. |
Management
Treatment
of OLP is usually instituted only when erosions or ulcerations are present.
Since reticular lichen planus is asymptomatic no treatment would be necessary.
Before commencing any local or systemic therapy it is important to eliminate
all factors that may be responsible for initiating or precipitating oral
lesions.
Thus
good hygiene should be instituted as well as removal of maloccluded or
fractured teeth and old amalgam restorations. Patients with severe erosive
lesions need aggressive treatment with corticosteroids that still
represent the mainstay therapeutic approach.
Topical
flucinonide or clobetasol ointment mixed with orabase are among the best
local medications. For gingival lesions, a medication splint, similar
to a soft-bite splint but with longer flanges is very useful as a tray
to held in place the ointment.
Large
ulcerations respond best to intralesional drugs as triamcinolone acetonide.
Systemic prednisone may be occasionally indicated for severe erosive lichen
planus at doses of 50-75 mg/day.
Synthetic
retinoids (etretinate) have been recently used in the treatment of OLP
with positive results.
Unfortunately
side effects such as skin and lip dryness and hair loss limit the efficacy
of these drugs. Caution should be used when using retinoids because of
their potential teratogenicity. Topical cyclosporin may be of benefit in
erosive OLP although contradictory results have been reported. |
ERITEMA
MULTIFORME
L'eritema multiforme (EM)
è una malattia mucocutanea ulcerativa ad eziologia incerta. Si presenta
in giovani adulti di età compresa fra i 20 e i 30 anni.
Gli uomini sono colpiti
più frequentemente delle donne. |
ERYTHEMA
MULTIFORME
Erythema
multiforme (EM) is an ulcerative mucocutaneous disease of uncertain etiology.
It usually occurs in young adults of the age of 20-30 years.
Males
are affected more frequently than women. |
Eziopatogenesi
L'EM è considerato
un processo immuno-mediato, simile alla vasculite.
In circa il 50% dei pazienti
affetti è possibile individuare un'esposizione precedente ad antibiotici
o ad analgesici, o un'infezione da Herpes simplex o Mycoplasma pneumonia.
Questi agenti possono innescare
il processo responsabile della malattia. L'ibridizzazione in situ e le
tecniche PCR hanno dimostrato la presenza di DNA di Herpes simplex in campioni
da pazienti con EM ricorrente.
Il ruolo eziopatogenetico
del virus Herpes simplex resta tuttavia da chiarire |
Etiopathogenesis
EM
is considered to be an immunological mediated process similar to vasculitis.
In about 50% of the affected patients it possible to recognize either a
preceding exposure to antibiotics or analgesics, or an infection with Herpes
simplex or Mycoplasma pneumonia.
These
agents may trigger the immunological process responsible for the disease.
In situ hybridization and PCR techniques have demonstrated the presence
of Herpes simplex DNA in samples from patients with recurrent EM. However,
the etiopathogenetic role of Herpes simplex virus remains inconclusive. |
Aspetti clinici
L'EM ha un'insorgenza acuta
e si presenta con un ampio spettro di manifestazioni cliniche.
Nelle forme più lievi
si osservano solo le ulcerazioni orali (EM minore).
Nelle forme più gravi,
possono essere osservate rilevanti ulcerazioni cutanee e delle mucose genitali.
Queste varietà sono
la sindrome di Stevens-Johnson e la sindrome di Lyell (necrolisi epidermica
tossica) che possono avere una prognosi grave.
I sintomi prodromici includono
febbre, mal di gola, mal di testa e malessere che appaiono una settimana
prima dell'insorgenza della malattia.
La malattia, solitamente
autolimitante, dura da 2 a 6 settimane, ma in circa il 20% dei casi mostra
una tendenza a recidivare, in particolare in primavera e in autunno.
Le lesioni cutanee che si
manifestano sulle estremità sono caratterizzate da anelli rossi
concentrici, simili ad un bersaglio.
Le lesioni della mucosa
orale iniziano come lesioni eritematose, che si trasformano in erosioni
e quindi ulcerazioni. Le ulcere possono essere diffuse, coinvolgendo la
maggior parte della superficie mucosa.
È piuttosto caratteristico
il formarsi di croste emorragiche sul bordo vermiglio delle labbra (Figg.
10 a-d).
Una forma più grave
della malattia, nota come EM maggiore oppure sindrome di Stevens-Johnson,
ha luogo quando vengono coinvolte anche le mucose oculari, genitali e la
cute. |
Clinical
aspects
EM
has an acute onset and presents a wide spectrum of clinical manifestations.
On the mild side of the spectrum, only oral ulcerations are seen (minor
EM). In the most severe forms, diffuse sloughghing and ulceration of the
entire skin may be observed. These forms are the Stevens-Johnson syndrome
and Lyell's disease (toxic epidermal necrolysis) which may have a
grave prognosis.
Prodromal
symptoms include fever, sore throat, headache, malaise that develops 1
week before onset.
The
disease, which is usually self-limiting, last 2 to 6 weeks but in about
20% of patients shows a tendency to recur, especially in the spring and
autumn.
Skin
lesions, appearing on the extremities, consist of highly characteristic
concentric red rings resembling a target (bull's-eye lesions). Lesions
of the oral mucosa start as red patches that evolve into large, shallow
erosions and ulcerations.
The
ulcers may be diffuse involving the majority of the mucosal surface. Hemorrhagic
crusting of the vermilion zone of the lips is common and quite peculiar
(Figg. 10 a-d). A more severe form of the disease, recognized as major
EM or Stevens-Johnson syndrome, is when ocular, genital and oral mucosa
and skin are affected. |
Patologia
Gli esami istopatologici
della mucosa perilesionale nei casi di EM rivelano un quadro caratteristico
ma non specifico. Dato che non sono specifici neanche gli aspetti della
immunofluorescenza, la diagnosi definitiva di EM è spesso basata
sul quadro clinico e sull'esclusione di altre malattie.
La vescicolazione sottoepiteliale
è normalmente associata a cheratinociti necrotici dello strato basale.
Nella lamina propria e nella
lamina epiteliale è presente solitamente un infiltrato infiammatorio
composto da leucociti neutrofili eosinofili e linfociti
(Fig. 11). |
Pathology
Histopathologic
examination of the perilesional mucosa in EM reveals a pattern that is
characteristic but not specific. Because the immuno fluorescent features
are also nonspecific the definitive diagnosis of EM is often based on the
clinical presentation and exclusion of other disorders.
Subepithelial
vesciculation is usually seen in association with necrotic keratinocytes
of the basal layer. In the lamina propria is usually present a mixed inflammatory
infiltrate formed by neutrophils, eosinophils and lymphocytes (Fig. 11). |
Terapia
Il trattamento dell'EM include
l'utilizzo dei corticosteroidi, in particolare nei primi stadi. Di solito
il dosaggio di prednisone varia fra 50 e 75 mg/die.
Nei casi di episodi ricorrenti
di EM, deve essere indagata una possibile causa scatenante, quale un'infezione
da Herpes virus o l'esposizione ad un farmaco.
Se l'EM è provocato
da Herpes simplex ricorrente, è utile la somministrazione di aciclovir
orale per prevenirne la ricorrenza.
Sia la sindrome di Stevens-Johnson
che la sindrome di Lyell devono essere trattate da un dermatologo. |
Management
Treatment
of EM includes the use of corticosteroids, especially in the early
stages. Usually dosage of prednisone ranges between 50 and 75 mg/day. In
cases of recurrent episodes of EM a possible initiating cause such
as herpesvirus infection or drug exposure should be investigate. If EM
is triggered by Herpes simplex chronic administration of oral acyclovir
may be useful to prevent recurrence. Stevens-Johnson syndrome and Lyell's
disease should be treated by a dermatologist. |
PEMFIGOIDE
DELLE MEMBRANE MUCOSE
Il pemfigoide delle membrane
mucose (PMM) è una malattia autoimmune vescicolo-ulcerativa delle
mucose in cui gli autoanticorpi vengono diretti contro i componenti della
membrana basale. Questa malattia mostra una prevalenza maggiore nelle donne
di 50-60 anni.
Si usa il termine “pemfigoide”
perché, clinicamente, la malattia imita il pemfigo volgare.
Il PMM, però, è
più comune del pemfigo volgare orale ed è completamente differente
per quanto riguarda le caratteristiche cliniche e patogenetiche.
Il PMM è denominato
anche “pemfigoide cicatriziale” perché quando la mucosa congiuntivale
ne è affetta si possono avere cicatrici e cecità. |
MUCOUS
MEMBRANE
PEMPHIGOID
Mucous
membrane pemphigoid (MMP) is an vesiculoulcerative autoimmune disease of
skin and mucosae in which autoantibodies are directed against components
of the basal membrane.
This
disease shows preference for women with an age of 50-60 years. The
term pemphigoid arises because clinically the disease mimics pemphigus
vulgaris.
However,
MMP is more common than oral pemphigus vulgaris and completely different
as clinical and pathogenetic features. MMP is also called cicatricial pemphigoid
because when the conjunctival mucosa is affected severe scarring and blindness
may occur. |
Eziopatogenesi
Questa malattia è
dovuta ad una anomala produzione di autoanticorpi diretti contro un antigene
nella lamina lucida della membrana basale epiteliale. Le lesioni da PMM
mostrano la formazione di una bolla sottoepiteliale caratteristica. |
Etiopathogenesis
The
blistering that characterizes this disease is due to an abnormal production
of autoantibodies directed against an ill-defined antigen in the lamina
lucida of the epithelial basement membrane.
MMP
lesions show a characteristic subepithelial clefting. |
Aspetti clinici
Il PMM coinvolge principalmente
la mucosa orale ma possono risultare coinvolte anche altre sedi, quali
le mucose genitali, oculari, nasali, esofagee e laringee.
Le lesioni della mucosa
orale appaiono come ulcere sulle mucose gengivali, vestibolari e del palato.
A volte si osservano vescicole o bolle ma si rompono facilmente, lasciando
ampie aree ulcerate (Fig. 12). Quando il PMM coinvolge la sola gengiva
produce un aspetto clinico detto “gengivite desquamativa”.
Il termine gengivite desquamativa
non è specifico per il PMM in quanto si può affiancare anche
per il lichen planus e il pemfigo volgare.
La complicazione più
significativa del PMM è quella del coinvolgimento oculare che si
presenta nel 25% circa dei pazienti con lesioni orali. Le ulcerazioni e
la fibrosi della mucosa congiuntivale costituiscono le prime alterazioni
che, specialmente se il paziente non è trattato, conducono alla
cicatrizzazione progressiva e al fenomeno di sinfisi tra palpebra e globo
oculare (simblefaron) provocandone la cecità. |
Clinical
aspects
MMP
mainly involves the oral mucosa but other sites, such as genital, ocular,
nasal, esophageal and laryngeal mucosa may be involved. Lesions of the
oral mucosa appear as ulcers on the gingival, buccal and palatal mucosa.
Sometime vesicle or bullae can be visible but they easily rupture leaving
large ulcerated areas (Fig 12).
When
MMP involves only the gingiva produces a clinical aspect termed desquamative
gingivitis.
This
pattern is not specific of MMP and may also be seen in lichen planus and
pemphigus vulgaris. The most serious complication of MMP is ocular involvement
that occurs in about 25% of patients with oral lesions.
Ulceration
and fibrosis of the conjunctival mucosa are the earliest changes that,
especially if the patient is not treated, lead to progressive scarring
and adhesions of the eyelids to the ocular globe (symblefaron) producing
blindness. |
Patologia
La biopsia della mucosa
perilesionale evidenzia la separazione caratteristica della lamina epiteliale
dalla lamina propria (Fig. 13).
Nella maggior parte dei
casi è presente soltanto un infiltrato infiammatorio cronico nella
lamina propria.
E' necessaria l'immunofluorescenza
diretta per confermare la diagnosi attraverso la dimostrazione di un deposito
lineare continuo di IgG e C3 (Fig. 14). L'immunofluorescenza indiretta
è di rado positiva (5% dei casi). |
Pathology
Biopsy
of perilesional mucosa shows the characteristic separation of the epithelial
lamina from the lamina propria (Fig.13).
In
most cases only a mild chronic inflammatory infiltrate is present in the
upper connective tissue. Direct immunofluorescence is often necessary to
confirm the diagnosis demonstrating a continuous linear deposition of
IgG and C3 (Fig 14). Indirect immunofluorescence is rarely positive (5%
of cases). |
Terapia
I corticosteroidi sono molto
efficaci nel trattamento del PMM. Efficaci e dotati di scarsi effetti collaterali
sono il triamcinolone, il flucinonide e il clobetasol propionato che vengono
applicati con una base adesiva oppure attraverso un portaimpronte “ad hoc”.
Per i pazienti con gravi
manifestazioni orali o con coinvolgimenti oculare, laringeo e genitale,
occorrono terapie più aggressive come il prednisone (50-75 mg al
giorno) associato ad agenti immunosoppressivi quali l'azatioprina (50-100
mg al giorno).
Un trattamento sistemico
alternativo è rappresentato dal dapsone, un derivato dei sulfamidici.
Alcuni Autori riportano
buoni risultati con questo farmaco, mentre altri hanno osservato una risposta
insufficiente e gravi effetti collaterali. Le controindicazioni all'uso
del dapsone sono un deficit di glucosio-6-fosfato deidrogenasi e pregresse
allergie ai sulfamidici. |
Management
Topical
corticosteroids are very effective in the treatment of MMP.
Triamcinolone,
flucinonide and clobetasol propionate applied with an adhesive base or
a suitable tray are effective and do not cause side effects. Patients with
severe oral manifestations or with ocular, laryngeal and genital involvement
require more aggressive therapy with systemic prednisone (50-75 mg/day)
plus immunosuppressive agents such as azatioprine (50-100 mg/day).
An
alternative systemic treatment can be dapsone, a sulpha drug derivative.
Some authors report good results with this drug, while others have observed
insufficient response and serious side effects. Contraindications to the
use of dapsone are glucose-6-phosphate dehydrogenase deficiency or allergy. |
PEMFIGO
Il pemfigo è una
malattia autoimmune complessa che si presenta in quattro varianti cliniche,
delle quali la più comune è il pemfigo volgare (PV).
Rari sono invece il pemfigo
vegetante, il pemfigo eritematoso e il pemfigo foliaceo. In queste varianti
è molto insolito il coinvolgimento del cavo orale.
L'incidenza del PV è
di 1-5 casi diagnosticati annualmente su ogni milione di persone.
Anche se raro, il PV costituisce
una malattia importante poiché, se non viene curata, mette a rischio
la vita del paziente e può causarne la morte.
Le lesioni orali rappresentano
spesso le prime manifestazioni cliniche. |
PEMPHIGUS
Pemphigus
is a complex autoimmune disease that presents four clinical variants. The
most common variant is pemphigus vulgaris (PV). Pemphigus vegetans, erythematosus
and foliaceus are rare and involvement of the oral cavity is very unusual.
The
incidence of PV is of one to five cases per million people diagnosed
each year. Although rare PV is an important disease because, if not treated,
is life-threatening and may results in patient's death. Oral lesions often
represent the first clinical manifestation. |
Eziopatogenesi
L'eziologia del PV è
legata ad un'anomala produzione di autoanticorpi verso un componente glicoproteico
del desmosoma.
Questa struttura svolge
un ruolo fondamentale nel mantenimento dell'architettura dell'epitelio
stratificato. Il danno immunologico determina il distacco delle cellule
epiteliali e la formazione di una caratteristica bolla intraepiteliale. |
Etiopathogenesis
Etiology
of PV is related to an abnormal production of autoantibodies against a
glycoproteic component of desmosomes.
These
structures have a pivotal role in maintaining the architecture of stratified
epithelium. The immunologic damage causes detachment of the epithelial
cells and formation of a characteristic intraepithelial clefting. |
Aspetti clinici
L'età media al momento
della diagnosi di PV è di 50 anni. Non è stata osservata
una preferenza relativa al sesso dei pazienti. Raramente la malattia compare
nell'infanzia.
In circa il 50% dei pazienti
la comparsa delle manifestazioni orali precede, anche di un anno, quelle
della cute. Le lesioni orali consistono in ulcerazioni superficiali diffuse.
Raramente si vedono vescicole.
Le localizzazioni più comuni sono il palato, la mucosa labiale,
la mucosa vestibolare, la lingua e la gengiva (Fig. 15a). Le lesioni cutanee
si manifestano come vescicole, bolle o ulcere (Fig. 15b).
Recentemente è stata
descritta una nuova forma clinica di pemfigo detto “pemfigo paraneoplastico”,
che colpisce i pazienti con linfoma o leucemia linfocitica cronica. |
Clinical
aspects
The
average age at diagnosis of PV is 50 years. No sex preference has been
observed. Rarely the disease is seen in childhood. In about 50 % of patients
the oral manifestations appear before the skin involvement sometime even
one year earlier. Oral lesions consist of widespread superficial
ulcers. Blisters are rarely seen. Palate, labial mucosa, buccal mucosa,
ventral tongue and gingivae are the most common sites (Fig. 15a). Skin
lesions manifest as vesicles, bullae or large ulcers (Fig. 15b).
Recently,
a new clinical form of pemphigus called paraneoplastic pemphigus
has been described. This type affects patients who have lymphomas or chronic
lymphocytic leukemia. |
Patologia
La biopsia del tessuto perilesionale
rivela acantolisi, che consiste nel distacco delle cellule dallo strato
spinoso e nella formazione di una vescicola intraepiteliale. Di solito
le cellule basali rimangono attaccate alla lamina propria formando la cosiddetta
“fila di pietre tombali” (Fig. 16).
È importante confermare
la diagnosi impiegando l'immunofluorescenza diretta che rivela i depositi
di IgG o IgM e C3 negli spazi intercellulari (Fig. 17). È altrettanto
utile l'immunofluorescenza indiretta per il rilevamento degli autoanticorpi
circolanti nel siero che risultano positivi nell'80-90% dei casi. |
Pathology
Biopsy
of perilesional tissue shows acantholysis a feature that consists of detachment
of the cells of the spinous layer and formation of an intraepithelial blister.
The
basal cells usually remain attached to the upper lamina propria forming
the so-called “row of tombstone” (Fig. 16).
It
is important to confirm the diagnosis by direct immunofluorescence that
reveals the deposition of IgG or IgM and C3 in the intercellular spaces
(Fig. 17) between the epithelial cells.
Indirect
immunofluorescence is also useful to detect the serum circulating
autoantibodies that are positive in 80-90% of cases. |
Terapia
Il PV è una malattia
rischiosa che occorre trattare in modo aggressivo con corticosteroidi sistemici.
Nella situazione ideale
il paziente deve essere trattato da un dermatologo esperto di terapie immunosoppressive.
L'odontoiatra, con una esperienza specifica nella medicina orale, gioca
un ruolo significativo nella diagnosi e nel trattamento iniziali delle
manifestazioni orali. La terapia di prima linea consiste nel dosaggio elevato
di prednisone in associazione con azatioprina.
L'uso a lungo termine dei
corticosteroidi sistemici può provocare diversi effetti collaterali
e complicazioni.
Giuseppe Ficarra
Ist. di Odonto-Gnato-Stomatologia
Università degli
Studi di Firenze
|
Management
PV
is a life-threatening disorder that needs to be treated aggressively with
systemic corticosteroids.
In
an ideal situation the patient should be managed by a dermatologist with
experience in immunosuppressive therapy. The dentist with expertise in
oral medicine plays an important role in the initial diagnosis and treatment
of the oral manifestations.
The
first line therapy consists in high dose of prednisone in association with
azatioprine. Long term use of systemic corticosteroids may cause several
side effects and complications. |