3/2000
Da una collaborazione con
 
 

 

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Seat, ritorna in Telecom per unirsi a Tin-it e dar vita ad un “colosso” (il termine è molto di moda!) e cioè al maggior “Internet provider” italiano.

Seatannuncia undividendo straordinario di L. 152 che si sommerà al dividendo sull'utile dell'esercizio '99 indicato in L. 51.

Il titolo in borsa infila una serie di record.

Foto di Lorenzo Pellicioli, sorridente, “in tutte le pose” sono pubblicate quasiquotidianamente mentre isuoi meritisono esaltati “in tutte le salse” su fiumi di colonne stampate, profumate d'incenso.

Perscrivere diSeat è beneperò sottrarsiall'euforia ed analizzarnerisultati e decisioni neitermini più obiettivi possibili.

Telecome Seat nuovamente insieme era ed è nell'ordine della “logica” dopo l'”il­logica” sepa­razione voluta da chiritienecheleSocietà si scorporino e/o si accorpinosecondo schemi teorici.

Per “sottrarre” la Seat alla Telecom fu inventato un sistema di scatole cinesi a dir poco “sconcertante”. Guardarsi indietro però non serve neppure a Francesco Chirichigno che peressersi opposto all'obbrobrio dello scorporo ci rimisel'incaricodi Amministratore Delegato e finì in esilio.

I record del titolo Seat in Borsa sono coerenti con la “viscerale” attenzionedi cuisono oggetto le azioni del cosiddetto “Nuovo Mercato” ossia delle Società High-tech.

Le quotazioni di questo comparto (come è stato detto,ridetto, scritto e riscritto) si sottraggono ad ogni “valutazione oggettiva” per essere lette in chiave (soggettiva) di risultati proiettati nel tempo, spesso ancheoltre il medio termine.

Se Tiscali, con 80 miliardi di ricavi nel '99, capitalizza più di Fiat,nonpuòsorprendere cheSeatcapitalizzialtrettanto.

Se il futurosarà coerenteo menoconle aspettative è tutt'altro discorso: ognuno è libero di pensarla come gli pare e di comportarsi di conseguenza.

Ciò premesso è bene soffermarsi su risultati “oggettivi” costituiti dalle anticipazioni sull'esercizio '99.

- Il fatturato “Seat Pagine Gialle” del '99 ha registrato un incremento del 6,5% rispetto a quello dell'annoprecedente: un dato positivo ma, francamente, non esaltante.

- L'”utile netto” del '99 è stato indicato in L. 290,7 mld: è perciò inferiore, anche se di poco, a quello del'98 che è stato di 291,5 mld.

- Per il '99 verrà assegnato un dividendo unitario di L. 51 per le “azioni ordinarie” e di L. 52 per le “risparmio”: inferiore quindi a quelli del '98 che sono stati rispettivamente di L. 54 e L. 55.

- Il dividendo straordinario indicato per il '99, è di L. 152: meno della metà di quello del '98 che è stato di L. 332.

- L'importo totale che verrà distribuito ammonterà a L. 1.125 mld: quello del '98 è stato di 2038,6 mld.

Nel comunicato stampa dellaSeat sul preconsuntivo sono stati,dunque, opportunamente omessi i confronti con il '98.

Lorenzo Pellicioli, infatti, è unabileedesperto “comunicatore di lungocorso”che saquali aspettidellagestione “illuminare” e quali mimetizzare nell'ombra. 

E' doveroso dargliene atto. 

Malignando (ma poi quanto?) si potrebbe dire che Telecomincasseràproprio dalla Seat, (a titolo di dividendo), il denaroche dovrà pagare percomperare azionidella stessaSeate così portare lapropria quota in questaSocietà dal22% c.ca ad oltre il 34% ed assumerne il controllo.

Sempre l'AmministratoreDelegato LorenzoPellicioli - con l'abile dialettica che lo sorregge - ha supportato laproposta del Consiglio (e, cioè, degliazionisti di controllo che saranno i maggiori beneficiari dei mille e passa miliardi che verranno elargiti) con una tesi che appare meritevoledi essere segnalata. 

La Seat, ha affermato Lorenzo Pellicioli, è una Società che haampie possibilitàdi contrarredebiti. Non sono dunque necessari i soldi degli azionisti in quanto può tranquillamente affrontare il suo fabbisogno finanziarioindebitandosi. In questa ottica, laSeat, distribuisceleproprieriserve, affinché ogni socio, possa reinvestirequanto gli viene restituito inaltre attivitàcome meglio crede. Lorenzo Pellicioli ha anche aggiunto che il costo del denaro, attualmente basso, supporta ulteriormente questa politica del Consiglio. In tutti i “sacritesti” di economia è scritto che gli investimentidovrebberoesserecopertiper unterzo daimezzipropri, perun terzodall'autofinanziamento generato dallagestione e soltanto perun terzo dall'indebitamento (darimborsare con la patrimonializzazione degli utili).

Secondo Pelliccioli però nella Seat, oggi, fare debiti è una strategia coscientemente voluta ed attuata, rinunciando ai cosiddetti “mezzi propri” e contraddicendo i “sacri testi”.

Attualmente l'indebitamento finanziario del Gruppo è di circa 700 mld.; pare che possa tranquillamente raddoppiarsie, forse anche, triplicarsi.

Benissimo! 

Quelloche Lorenzo Pellicioli non ha chiaritoè se i debitisi devono pagare e, se si devono pagare, da dove dovrannoarrivare i soldi per pagarli.

Vero è che si può ipotizzare di proiettare nel tempo latecnicadel “chiodo scaccia chiodo”, quella secondocui il sistema migliore per estinguere un debito è farlocontraendone un altro. 

Lorenzo Pellicioli, però, quando ha dovutospiegare perchéper il '99 è previsto un dividendo inferiore dell'8% circa a quello dell'anno precedente, ha ricordato che sulla gestione hanno pesato gli interessi passivi sull'indebitamento.

Piaccia o no l'indebitamento fa guadagnare chi prestai soldi e penalizza gli azionisti.

 


 

 

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Giuseppe Vigorelli, Presidente, Amministratore Delegato ed “anima” della Comindustria è anche Presidente della “AssociazioneSviluppo Studi Banca e Borsa” ed in tale veste presiede lagiuria cheognianno assegnal'”Oscar di bilancioe di comunicazione” un premio ambito dalle societàquotate e non quotate. Giuseppe Vigorelli, mentre è rigoroso comemembro della giuria che valuta l'altrui operato, è forse “disattento” sulla “comunicazione” della banca chepresiede. 

E'sufficiente infatti confrontare il testo del comunicato con cui si riferisce il consuntivo '99, con idati dell'allegato“Conto Economico Riclassificato” per convincersene. Il testo è all'insegna del “tutto va bene madama la marchesa” mentre i numeri indicano il contrario.

Nel confronto fra il '99 ed il '98, si rileva che “il Risultato lordo della gestione” è sceso da 262 mld a 247 mld (-5,8%); “L'utile delle attività ordinarie” è precipitato da 186 mld a 133 mld (-28,9%); “L'utile prima delle Imposte” si riduce da 190 mld a 143 mld (-24%).

L'”utile di esercizio” risulta maggiore di 61 mld contro i52 mld del '98 (+17,5%) ma soltanto perché la “Variazione del fondo rischi bancari” è stata ridotta dai 43 mld del '98 a 8,5 mld del '99.

Questi risultati probabilmente hanno concorso al rifiuto opposto dalla Novara all'”embrassons nous” proposto daVigorelli. Non basta infatti che Vigorelli proclami la bancache dirige all'avanguardia nel web e si proponga stereotipodi efficienza; quello che conta sono i risultati, ed i risultati sono quelli innanzi riportati.

Non a caso, del resto, mentre la stragrande maggioranza degli Istituti di Credito evidenzia l'incremento del ROE conseguito nel '99, la Comindustria preferisce ometternel'entità.

Per completezza di informazione si deve però precisare chele aspettative della maggioranza degli analisti sono per un 2000 all'insegna del successo. Nella “lettera all'investitore” (“Il Sole 24 Ore” dell'11 u.s.) un vistoso titolo annuncia: “Le proiezioni del 2000 indicano un balzo del 60% del risparmio gestito, un aumento del 20% degliimpieghi, un utile lordo in crescita del 30%”. Il tuttoin quanto: “Commercio e Industria lancia la sfida internet”.

La competizione su Internet fra banche ed assicurazionivedrà un campo di tutti contro tutti. 

E' francamente probabile che vincano i più “grandi”, quelli dotati di più mezzi, quelli che possono avvalersi di permanenti innovazioni. Che in questa arena primeggi Comindustria può anche essere un auspicio: Davide contro Golia?

 


 

 

 

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