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N.3/2000
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Gli
ultimi sono gli ultimi Potremmo
definire un pamphlet questo libro di Onorati, ristampato a più di trent'anni
dalla sua uscita.L'autore infatti - giornalista e scrittore - racconta
della sua esperienza come insegnante elementare in quello che sulla
copertina del libro viene definito "un orfanotrofio lager",
nei pressi di Roma. Erano i primi anni Sessanta e il libro fece scalpore,
fu tenuto a battesimo, tra gli altri, da Carlo Levi e tradotto in numerose
lingue.
Le
pubblicazioni della Positive Press coprono una ampia gamma di soggetti
- dalle medicine alternative alla narrativa - ma ispirata da una sorta
di "filosofia del benessere" che potrebbe essere annoverata
nella cosiddetta "new age".Nel caso specifico l'autrice -
psicanalista, scrittrice e nota femminista americana - narra la storia
di un amore "diverso". Una donna, ad un certo punto
della sua esistenza, dopo anni di matrimonio e una figlia ormai
all'università, sente che è giunto il momento di "cambiare vita".
E non potrebbe esservi cambiamento più radicale, al di fuori dei valori
convenzionali e sull'onda di scelte impensabili solo qualche tempo prima.Una
lettura avvincente. Malati
di vita. Le
nostre testate si occupano di bioetica ormai da molti anni, fin da quando
questa disciplina era agli albori e forse da molti veniva considerata
superflua. Ora i progressi della scienza, soprattutto la scienza medica,
sono arrivati a tal punto che quello sulla bioetica non è più un dibattito
accademico ma una necessità. |
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