N. 03/2000


                                                           Genina Jacobone

 

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Antonella Maiolo, insegnante, dopo aver militato per anni nel partito radicale, è entrata nelle file di Forza Italia. Eletta al  Consiglio Comunale di Milano - dove ricopre la carica di presidente della Commissione Servizi Sociali - è candidata ora per le Regionali. L'abbiamo intervistata alla vigilia del voto, affrontando con lei alcune tematiche non soltanto locali ma anche di interesse nazionale.


L.M.- A cosa è dovuto, professoressa Maiolo, questo impegno in prima persona nella politica?


M. - E' una passione coltivata fin da ragazza, attraverso le letture e le amicizie. Poi la vita mi ha portato a fare un'altra scelta professionale, quella di insegnante, ma alla fine la vecchia passione è ritornata a galla, e quindi ho accettato la candidatura per il Comune di Milano, sono stata eletta  e quindi sono entrata nel Consiglio comunale.

L.M.- Ora però partecipa alle elezioni regionali...
 

M. - Proprio così. Dopo tre anni in Comune sono candidata per la Regione Lombardia. In fatto di leggi la Regione ha un ruolo molto più importante della singola amministrazione comunale, e quindi ritengo che sia una scelta in continuità con il presente.


L.M. - Stando ai giornali, il sindaco Albertini avrebbe cercato di trattenervi, ovvero avrebbe posto il veto alle candidature di alcuni suoi consiglieri appunto per le prossime regionali...

M. - Questo a me non risulta, ma se fosse vero, mi farebbe molto piacere, perché rappresenterebbe un attestato di stima nei nostri confronti per il lavoro svolto in  questi anni.


L.M.- Parliamo un po' di programmi. Che cosa vi proponete come forza politica?

M. - Diciamo che queste regionali sono una prova generale per le elezioni politiche del prossimo anno. A Roma si può dire che è già in atto la campagna elettorale e il continuo dibattere sulle alleanze è dovuto al sistema maggioritario che impone, per vincere, accordi tra forze eterogenee. Sintetizzando, il nostro obiettivo è vincere le regionali per poi vincere le politiche.


L.M. - A proposito di alleanze, ci può dire quelle che lei predilige?


M. - Sicuramente avrei accolto con favore l'alleanza del Polo con la lista Pannella-Bonino, in quanto ho sempre condiviso con i radicali, partito transnazionale, alcune delle grandi battaglie civili condotte nel nostro paese.
 

L.M. - Secondo lei  quali sono le motivazioni del mancato accordo?


M. - In realtà è difficile dire se il fallimento della trattativa sia dovuto a incompatibilità non risolvibili o se si tratta soltanto di una questione di tempo, ovvero che l'accordo maturerà per le politiche del 2001.


L.M. - Con tutta la stima che ho per la Bonino, che ha fatto onore con la sua attività a tutte le donne, ritengo che si faccia condizionare troppo dalla personalità, irruente e imprevedibile, di Pannella, il cui linguaggio, a volte contorto e incomprensibile, finisce col nuocere alla Bonino stessa, che invece, nelle sue argomentazioni, è molto più chiara.

M. - Questa è un'opinione diffusa, ma, al di là della differenza di stile tra i due personaggi, credo che, nella fattispecie, il mancato accordo sia da addebitare più alla Bonino che a Pannella. E' lei che, attualmente, grazie al risultato delle elezioni europee, gioca un ruolo di primo piano nelle trattative politiche.


L. M. - Staremo a vedere. Tornando a noi, lei si è sempre occupata di problemi sociali, ora qual è la sua aspirazione?


M. - Di continuare a occuparmene, senza però trascurare la questione della formazione professionale, che, come insegnante, mi sta molto a cuore. In qualità di presidente della commissione comunale per i servizi sociali sono venuta a contatto con una realtà che non conoscevo, e spero che questa esperienza mi serva per la futura attività. Mi sono occupata del disagio giovanile, dell'Aids, della tossicodipendenza, delle case di riposo; le questioni sociali, sanitarie e assistenziali mi hanno sempre affascinato e mi auguro di avere la possibilità di occuparmene ancora.


L.M.-  Insomma si vuole occupare di problemi concreti...


M. - Io sono una persona concreta ma sono anche del parere che la donna, in politica, non debbano essere delegata soltanto alle tematiche sociali, per le quali dicono sia più predisposta. E' finito il tempo delle superspecializzazioni, la donna deve potersi occupare anche di altro. E tuttavia le donne candidate alle prossime elezioni sono ancora poche, anche nel mio partito, Forza Italia.


L.M. -  Un altro tema fondamentale, nella nostra società è quello dell'immigrazione. Come pensa che sia più corretto affrontare la questione? 
 

M. - Il nostro è un paese dove già ci sono tante leggi in proposito, ma non vengono applicate come si dovrebbe. Il nodo essenziale, a questo punto, è di stabilire - e questo è un dovere del governo - che l'accesso al nostro paese non può essere indiscriminato come è stato finora. Va bene accogliere un certo numero di immigrati per lavori che forse gli italiani non fanno più; dobbiamo certo avere un comportamento  civile nei confronti di questi lavoratori, offrire loro l'assistenza necessaria, ma non si può concedere un ingresso facile nel nostro paese. In particolare bisogna fare attenzione a quell'immigrazione che va ad alimentare la delinquenza organizzata.


L.M. - Va poi tenuto conto delle barriere culturali che permangono e, inevitabilmente, rallentano l'integrazione.


M. - Certo noi dobbiamo avere il massimo rispetto verso chi lavora onestamente e cerca di integrarsi pacificamente nel nostro paese. Purtroppo questo non sempre succede e avviene anzi che la sinistra facilita l'ingresso in Italia  in quanto punta a dare il diritto di voto amministrativo agli immigrati, per poi ottenerne il consenso.


L.M. - Non dimentichiamo che in Italia ci sono alcuni milioni di disoccupati e, soprattutto in certe parti del meridione, condizioni di lavoro disumane. Forse sarebbe meglio prima cercare di risolvere questi problemi e poi affrontare quelli degli altri.


M. - La priorità è quella di creare nuovi posti di lavoro, senza incappare in quell'assi­sten­zialismo che per tanti anni lo stato ha  perseguito  senza creare un vero sviluppo, in molte zone d'Italia. Bisogna quindi ovviare a questo tipo di disagio sociale che colpisce molti nostri connazionali, dando avvio a quelle riforme che il parlamento lascia tuttora senza attuazione.


L.M. - Il tempo trascorre velocemente e dobbiamo chiudere l'intervista, per impegni reciproci. La ringraziamo per la disponibilità e le auguriamo di superare le fatiche della campagna elettorale con successo.

 
 
 
 
 

 

 


 
 
 
 
 
 
 
 
 


Antonella Maiolo 
 
 

 

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