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Antonella Maiolo, insegnante, dopo aver militato
per anni nel partito radicale, è entrata nelle file di Forza Italia.
Eletta al Consiglio Comunale di Milano - dove ricopre la carica
di presidente della Commissione Servizi Sociali - è candidata ora per
le Regionali. L'abbiamo intervistata alla vigilia del voto, affrontando
con lei alcune tematiche non soltanto locali ma anche di interesse nazionale.
L.M.- A cosa è dovuto, professoressa
Maiolo, questo impegno in prima persona nella politica?
M. - E' una passione coltivata fin
da ragazza, attraverso le letture e le amicizie. Poi la vita mi ha portato
a fare un'altra scelta professionale, quella di insegnante, ma alla
fine la vecchia passione è ritornata a galla, e quindi ho accettato
la candidatura per il Comune di Milano, sono stata eletta e quindi
sono entrata nel Consiglio comunale.
L.M.-
Ora però partecipa alle elezioni regionali...
M. - Proprio
così. Dopo tre anni in Comune sono candidata per la Regione Lombardia.
In fatto di leggi la Regione ha un ruolo molto più importante della
singola amministrazione comunale, e quindi ritengo che sia una scelta
in continuità con il presente.
L.M. - Stando ai giornali, il sindaco
Albertini avrebbe cercato di trattenervi, ovvero avrebbe posto il veto
alle candidature di alcuni suoi consiglieri appunto per le prossime
regionali...
M. - Questo a me non risulta, ma se fosse vero, mi farebbe molto piacere,
perché rappresenterebbe un attestato di stima nei nostri confronti per
il lavoro svolto in questi anni.
L.M.- Parliamo un po' di programmi. Che cosa vi proponete come forza
politica?
M. - Diciamo che queste regionali
sono una prova generale per le elezioni politiche del prossimo anno.
A Roma si può dire che è già in atto la campagna elettorale e il continuo
dibattere sulle alleanze è dovuto al sistema maggioritario che impone,
per vincere, accordi tra forze eterogenee. Sintetizzando, il nostro
obiettivo è vincere le regionali per poi vincere le politiche.
L.M. - A proposito di alleanze, ci può
dire quelle che lei predilige?
M. - Sicuramente avrei accolto con
favore l'alleanza del Polo con la lista Pannella-Bonino, in quanto ho
sempre condiviso con i radicali, partito transnazionale, alcune delle
grandi battaglie civili condotte nel nostro paese.
L.M. - Secondo
lei quali sono le motivazioni del mancato accordo?
M. - In realtà è difficile dire se
il fallimento della trattativa sia dovuto a incompatibilità non risolvibili
o se si tratta soltanto di una questione di tempo, ovvero che l'accordo
maturerà per le politiche del 2001.
L.M. - Con tutta la stima che ho per
la Bonino, che ha fatto onore con la sua attività a tutte le donne,
ritengo che si faccia condizionare troppo dalla personalità, irruente
e imprevedibile, di Pannella, il cui linguaggio, a volte contorto e
incomprensibile, finisce col nuocere alla Bonino stessa, che invece,
nelle sue argomentazioni, è molto più chiara.
M. - Questa è un'opinione diffusa, ma, al di là della differenza di stile
tra i due personaggi, credo che, nella fattispecie, il mancato accordo
sia da addebitare più alla Bonino che a Pannella. E' lei che, attualmente,
grazie al risultato delle elezioni europee, gioca un ruolo di primo
piano nelle trattative politiche.
L. M. - Staremo a vedere. Tornando a
noi, lei si è sempre occupata di problemi sociali, ora qual è la sua
aspirazione?
M. - Di continuare a occuparmene,
senza però trascurare la questione della formazione professionale, che,
come insegnante, mi sta molto a cuore. In qualità di presidente della
commissione comunale per i servizi sociali sono venuta a contatto con
una realtà che non conoscevo, e spero che questa esperienza mi serva
per la futura attività. Mi sono occupata del disagio giovanile, dell'Aids,
della tossicodipendenza, delle case di riposo; le questioni sociali,
sanitarie e assistenziali mi hanno sempre affascinato e mi auguro di
avere la possibilità di occuparmene ancora.
L.M.- Insomma si vuole occupare
di problemi concreti...
M. - Io sono una persona concreta
ma sono anche del parere che la donna, in politica, non debbano essere
delegata soltanto alle tematiche sociali, per le quali dicono sia più
predisposta. E' finito il tempo delle superspecializzazioni, la donna
deve potersi occupare anche di altro. E tuttavia le donne candidate
alle prossime elezioni sono ancora poche, anche nel mio partito, Forza
Italia.
L.M. - Un altro tema fondamentale,
nella nostra società è quello dell'immigrazione. Come pensa che sia
più corretto affrontare la questione?
M. - Il nostro
è un paese dove già ci sono tante leggi in proposito, ma non vengono
applicate come si dovrebbe. Il nodo essenziale, a questo punto, è di
stabilire - e questo è un dovere del governo - che l'accesso al nostro
paese non può essere indiscriminato come è stato finora. Va bene accogliere
un certo numero di immigrati per lavori che forse gli italiani non fanno
più; dobbiamo certo avere un comportamento civile nei confronti
di questi lavoratori, offrire loro l'assistenza necessaria, ma non si
può concedere un ingresso facile nel nostro paese. In particolare bisogna
fare attenzione a quell'immigrazione che va ad alimentare la delinquenza
organizzata.
L.M. - Va poi tenuto conto delle barriere
culturali che permangono e, inevitabilmente, rallentano l'integrazione.
M. - Certo noi dobbiamo avere il
massimo rispetto verso chi lavora onestamente e cerca di integrarsi
pacificamente nel nostro paese. Purtroppo questo non sempre succede
e avviene anzi che la sinistra facilita l'ingresso in Italia in
quanto punta a dare il diritto di voto amministrativo agli immigrati,
per poi ottenerne il consenso.
L.M. - Non dimentichiamo che in Italia
ci sono alcuni milioni di disoccupati e, soprattutto in certe parti
del meridione, condizioni di lavoro disumane. Forse sarebbe meglio prima
cercare di risolvere questi problemi e poi affrontare quelli degli altri.
M. - La priorità è quella di creare
nuovi posti di lavoro, senza incappare in quell'assistenzialismo che
per tanti anni lo stato ha perseguito senza creare un vero
sviluppo, in molte zone d'Italia. Bisogna quindi ovviare a questo tipo
di disagio sociale che colpisce molti nostri connazionali, dando avvio
a quelle riforme che il parlamento lascia tuttora senza attuazione.
L.M. - Il tempo trascorre velocemente
e dobbiamo chiudere l'intervista, per impegni reciproci. La ringraziamo
per la disponibilità e le auguriamo di superare le fatiche della campagna
elettorale con successo.
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