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N. 3/2000
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Franco Manzoni |
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Frammenti
di vita quotidiana si trasformano in metafore eterne, svelano i segreti,
le debolezze dell'animo umano, il dolore di vivere, annegati nel sogno
forse vano di mutare radicalmente la propria esistenza. Anton Cechov
riuscì appieno nel tentativo di costruire strutture drammaturgiche imperniate
su atmosfere, inquietudini, scontri generazionali, sentimenti, rivendicazioni
sociali: una radiografia della Russia a cavallo tra Ottocento e Novecento. Egli,
nato in Ucraina nel 1860, conseguita la laurea in medicina, si dedicò
completamente alla letteratura, divenendo in breve assai noto come narratore
e scrittore di racconti.
I
suoi drammi sono ambientati nella campagna rurale russa: qui domina
la noia, la routine della classe proprietaria terriera. L'autore
sottolinea, anche nella sfumatura psicologica dei personaggi,
il divario effettivo tra aspirazioni - sogni e la realtà quotidiana,
che li circonda. Apparentemente
lineari, i testi cechoviani sono tra i più complessi del repertorio
moderno, ogni singolo dettaglio è stato considerato e scelto con cura
per dare l'impressione di fortuita casualità, per svelare a poco a poco
l'atmosfera, gli stati d'animo e le idee che permeano i vari testi.
Nelle pieghe dei dialoghi s'intravedono le determinanti emozioni e le
pulsioni istintive, che formano l'azione scenica. Si
trovano nella tenuta della madre, quando appunto giunge Irina Arkadina
con il proprio amante Trigorin, famoso scrittore. Il giovane ha in animo
di organizzare una rappresentazione teatrale, ma in quel mentre Trigorin
riesce ad affascinare e sedurre Nina e parte con lei a Mosca.
Due anni dopo Nina e Kostantin si ritrovano; ella, abbandonata da Trigorin,
seppur distrutta, sta reagendo e fa l'attrice di provincia, mentre il
giovane, a causa dei diversi fallimenti nel campo dei sentimenti e in
quello artistico, si trova al limite del totale sconforto: alla fine
decide di uccidersi.
La
proprietaria Ljubov'Ravenskaja, vessata dai debiti, e suo fratello nullafacente
Gaev assistono impotenti alla distruzione del giardino. Lopachin, l'acquirente
della proprietà, lottizza il giardino, caccia i vecchi padroni dalla
casa e fa abbattere tutti i ciliegi, mentre gli ex proprietari si lamentano
di quella perdita. Solamente Anja, figlia di Ljubov'Ravenskaja,
sembra avere entusiasmo di vivere e un futuro nell'amore per Trofimov,
eterno studente.
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