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N. 3/2000
Francesco Beltrame
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Le
tecnologie informatiche hanno un ruolo importante e stanno effettivamente
producendo una serie di grandi opportunità per la gestione delle strutture
sanitarie in Italia. Il ruolo delle tecnologie informatiche con riferimento alla salute (ma “qualità della salute” o “benessere” sono termini più appropriati) va inteso come un elemento catalizzatore e di supporto per l'intero sistema sanitario italiano. Un elemento di supporto per l'attività professionale dell'operatore sanitario ma, cosa più importante, anche un fattore che metta in grado tutti gli individui di assumere un ruolo più attivo nel campo della salute.
Tuttavia,
oggi il mercato è molto frammentato e di difficile accesso. Ciò
è principalmente dovuto a una limitata conoscenza dei benefici potenziali
(che a sua volta può essere messa in relazione a una generale carenza
di alfabetizzazione nel campo informatico) e anche alla incapacità -
ad ogni livello - di formulare una domanda appropriata e coerente. Il mercato in Italia può essere strutturato secondo un modello diviso in quattro punti: 1.
infrastruttura di telecomunicazione: disponibile, largamente diffusa
e gestita dagli operatori di telecomunicazione; 2. servizi
applicativi a valore aggiunto di tipo generale (e-mail, banche
dati, Internet...): disponibili da altri settori; 3.
servizi applicativi a valore aggiunto specifici: (database regionali
certificati da terze parti): parzialmente disponibili; 4. applicazioni interoperabili: disponibili solo in piccola percentuale. Ovviamente il punto di incontro di tutti gli attori coinvolti (utenti, privati, industria, fornitori) sta negli ultimi livelli del modello, cioè nei punti 3. e 4. Il
principio della continuità di cura La
meta più importante che la progressiva introduzione in Italia di sistemi
e servizi di telematica sanitaria può raggiungere è la realizzazione
del principio di continuità tra la cura del cittadino che ha bisogno
di assistenza e del malato. Ciò rappresenta un obiettivo raggiungibile
secondo due linee ortogonali: garantire continuità attraverso l'interconnessione
dei punti territoriali di cura su una base geografica, offrendo così
un più ampio spettro di opportunità per le aree isolate, come le zone
rurali, per navi e aerei in navigazione in mare e in cielo, e
garantire continuità attraverso l'integrazione distrettuale fra i differenti
livelli di cura (cura primaria, cura secondaria - gli ospedali -, cura
a domicilio, etc.). Il
raggiungimento di questa meta permetterà una riduzione di
duplicazioni e, quindi, una ottimizzazione dello sforzo, raggiungendo
standard qualitativi elevati principalmente mediante lo sviluppo di
applicazioni interoperabili. La
telematica sanitaria viene percepita in Italia come un importante
fattore abilitante per la qualità della salute delle persone. Infatti,
vi sono crescenti aspettative per ciò che i servizi sanitari possono
e devono dare al cittadino (ad esempio i programmi televisivi dedicati
alla salute, Internet): il cittadino ha una maggiore coscienza e una
diretta responsabilità verso il proprio corpo (livelli di prestazione)
e il suo benessere (speranza di una vita più lunga, più alto livello
di istruzione, maggiore attività e maggiore mobilità). In questo senso,
le applicazioni telematiche in sanità forniranno mezzi efficaci ed efficienti
per permettere una scelta oculata della cura sulla base di indici obiettivi
di qualità della prestazione richiesta, permettendo trasparenza e anche
inducendo competizione a livello internazionale per le istituzioni che
si occupano di sanità, che possono ulteriormente migliorare le loro
strategie di razionalizzazione e indirizzare meglio la propria offerta
di cura. In
genere l'introduzione della telematica sanitaria in Italia può essere
considerata come uno strumento di evoluzione per il paradigma classico
della sanità. Essa tende a spostare il centro di attenzione dalla cura
durante la fase acuta a una visione che comprenda il realizzarsi del
benessere e la prevenzione della malattia; da un sistema-sanità centrato
sugli ospedali a un sistema-sanità che comprenda tutti i livelli di
cura (dal medico generico alla cura fatta a domicilio); dall'attitudine
del paziente a dare un quasi cieco ed esclusivo mandato per la sua salute
al suo medico, a una più diretta responsabilità sul proprio corpo e
sul proprio benessere. Il
risultato finale sarà quello di affidare la cura della propria salute
a una istituzione e ad attori di eccellenza su scala internazionale.
Paradossalmente, il sistema sanitario potrebbe perdere capacità di controllo
a livello nazionale e regionale. Nonostante
il prevalente approccio pubblico alla sanità, bisogna tenere presente
che circa il 30% di questa cifra proviene direttamente dalle tasche
dei cittadini italiani. 1.
il livello delle risorse umane (grado di competenza e motivazione); 2.
il livello di organizzazione (sia clinica sia amministrativa); 3. il livello tecnologico. Nella
situazione attuale, in Italia i livelli 2 e 3 richiedono il più alto
grado di attenzione da parte delle autorità centrali e regionali. E'
necessario osservare che tali livelli hanno necessità di strategie e
azioni concordate poiché è noto quanto dannosa per il sistema nel suo
complesso possa essere l'introduzione di tecnologie avanzate su un substrato
di risorse umane e di processi di lavoro con scarsa motivazione e male
organizzati. In questo senso, il sistema sanitario italiano richiede
un intervento sinergico per evitare tentativi sterili e spreco
di risorse. Da
questo quadro si comprende come il grado di penetrazione della telematica
sanitaria nel sistema della sanità italiana sia del tutto (qualcuno
potrebbe dire: fortunatamente!) limitato, avendo in ogni caso seguito
un approccio “dal basso verso l'alto”, con molte esperienze
disperse sul territorio, senza un effettivo coordinamento. Infatti,
in Italia non esiste un piano nazionale di telematica sanitaria e solo
poche Regioni recentemente hanno iniziato a fare studi in ambiti limitati
come, per esempio, l'area dell'emergenza sanitaria (vedi i vari sistemi
regionali 118) o l'area di accesso alla sanità da parte del pubblico
(CUP, Centro Unico di Prenotazione, vedi i casi della Regione Emilia
Romagna e della Liguria). La
mancanza di piani (nazionali o regionali) significa più specificatamente
una mancanza di linee guida che fondamentalmente impedisce un'effettiva
pianificazione e potenziali investimenti (sia pubblici sia privati)
di telematica sanitaria. Confindustria
è - ed è stata per anni - a conoscenza del problema, ma continua a incontrare
difficoltà per la mancanza di linee guida e di regole assestate e condivise.
Una
spiegazione per questo stato di cose nella sanità in Italia (e probabilmente
anche nelle altre nazioni europee) può essere offerta considerando la
complessità del sistema sanitario. Certo
nessuno ha la chiave per una soluzione “ottimale”.
I
cambiamenti culturali suscitati dalla Società dell'Informazione finiranno
comunque per comprendere anche l'universo sanità-salute. Francesco
Beltrame * L'articolo
nasce dalla collaborazione del prof. Beltrame con Leadership Medica
e la rivista inglese Healthcare Information Technology
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