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n. 4/2000
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ricorda le sogliole limande ? Imperversarono surgelate e fin verso la fine degli
Anni '70, poi svanirono: sostituite dai ben meno propagandati “filetti di
pleuronettide”. Venivano
presentate come se fossero “sogliole“, e per di più ”limande”, e invece non
sono nemmeno sogliole. Fra
le limande e le sogliole c'è un rapporto di parentela analogo a quello fra un
gatto e una tigre: simpatici felini entrambi, ma quanto a quali-quantità… Parimenti
la limanda è un pleuronettide, ma non ha il rango né commerciale né
gastronomico della sogliola: “indesiderata preda secondaria” la definisce il fondamentale Grzimek. La
“messa in piazza” di questa precisazione costò a suo tempo la scomparsa dai
supermercati della “sogliola limanda”, sostituita dal meno tronfio, ma più onesto “pleuronettide”. Sorte
simile pare debbano subire i radiologi “con qualche parola in più
nell'etichetta”. Mi
spiego. Quando
il Ministero della Sanità decise di sostituire la vecchia denominazione
“Radiologia” nella più moderna e medica “Radiodiagnostica”, questo termine
era già in uso nelle Università di Genova, Messina e L'Aquila, dove i 4 anni
di specializzazione sono etichettati, a programmi di studio comunque
immutati, “Radiodiagnostica e Scienza delle immagini”, con palese riferimento
all'anglosassone/internazionale “imaging”. Internazionale,
ma non nazionale: con l'occasione di un concorso a dirigenti di
radiodiagnostica, l'Ufficio IV del Ministero “sbindato” ha inviato in nome
della Rosy una nota (ai Magnifici Rettori delle tre Università incriminate, e
ad altri “correi”) firmata dal Dirigente Generale Raffaele D'Ari, che
invalida ora la specializzazione in “Radiodiagnostica e Scienza delle
Immagini” ormai da anni in possesso dei medici che l'hanno conseguita presso
quelle facoltà mediche, in quanto “non trova riscontro nell'elenco delle specializzazioni indicate dal DM
30 gennaio '98, né in quello del 31 gennaio '96 ('specializzazioni affini')”. Orbene:
la logica avrebbe voluto che il Ministero “sbindato” (o chi per esso),
accortosi di aver dimenticato di comprendere negli elenchi la denominazione
già in uso negli atenei di Genova, Messina e L'Aquila, avesse riparato
finalmente alla dimenticanza o, per essere pignoli, avesse chiesto agli
Atenei stessi di uniformarsi a tutti gli altri(!!!). La
Burocrazia applica invece la regola dell'”Ipse/a non dixit”, e quindi quei medici
specialisti si scoprono pseudo-specialisti: virtuali, onirici, per quattro
anni hanno sognato, ma ora è l'incubo. Perché
d'un sol colpo di bacchetta di legno di Rosy si trovano abusivi
professionalmente, né possono partecipare a concorsi né maturare anzianità,
né essere protetti dalle assicurazioni per i rischi professionali, né
tantomeno proporsi a livello europeo: “non risultano conformi alle direttive
dell'Unione”, là dove recepiscono i decreti etc. etc. Radiologi
schiacciati come sogliole: meglio essere radiologi e basta, senza scienza e
senza immagini, come la sogliola
senza “limanda”. Col
piccolo particolare, però che la sogliola non è una limanda, né la limanda è
una sogliola. Però
in Medicina, la Radiodiagnostica è la principale Scienza delle Immagini: il
Ministero tutto Rosy lo sa? I
maligni potrebbero pensare che, poiché il “pateracchio” è emerso in occasione
di quel concorso, cui partecipavano radiodiagnostici impegnati presso
l'Ospedale Evangelico Internazionale di Genova, il problema sia stato
innanzitutto di fede e parrocchia: si può dar fiducia ad un radiologo che si
affida ai Pastori e non è votato alla Comunione? Allora si cerca nei cavilli
burocratici la Liberazione. Com'è
radiosamente trasparente, la Radiologia /Radiodiagnostica… |
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