E'
una dieta corretta, scientificamente equilibrata, per quanto lo possa essere
una dieta ipocalorica, ma che acquista il suo perfetto equilibrio quando,
nel mantenimento, si aumenta l'apporto calorico così come in seguito
verrà precisato. La distribuzione dei pasti è ottimale e
per ogni pasto vengono precisate le calorie e da quali gruppi possono essere
presi gli alimenti.
In questo modo il paziente
che segue una dieta ha ampia possibilità di scelta e, per quanto
possa variare, rispetterà o quanto meno non si discosterà
di molto dalle proporzioni ottimali tra i nutrienti energetici e dovrebbe
anche introdurre le giuste quantità di vitamine e sali minerali.
Può essere anche
utilizzata come base per una dieta normocalorica aumentando l'apporto di
energia mediante l'utilizzo di alimenti preferibilmente appartenenti ai
gruppi 3 – 4 e aggiungendovi anche del vino, dei dolci; avremo così
una dieta equilibrata, varia, e limitatamente personalizzata.
Per quanto un soggetto si
voglia attenere alla dieta prescritta, sia pure con la possibilità
dell'autogestione e della scelta degli alimenti, è ben difficile
che non infranga “le regole”. Infatti le diete ipocaloriche spesso debbono
essere seguite per un lungo periodo di tempo e non si possono (e non si
debbono) evitare le infrazioni. Compleanni, ricorrenze varie, cene di lavoro
o di amici, festività religiose etc. sono altrettante occasioni
di deroghe che producono aumento di peso e spesso demoralizzano il soggetto
e creano l'alibi per l'interruzione del regime dietetico dimagrante ipocalorico.
Per ovviare a tale inconveniente
è stata realizzata e proposta “una dieta del giorno dopo” che abbiamo
definito dieta di compenso. Consiste in un giorno di dieta ipocalorica
spinta tra le 600 e le 700 calorie, ma sufficientemente equilibrata nel
suo piccolo. E' così composta:
Colazione: latte 1,8%
(parzialmente scremato) g 100, caffè a piacere, una fetta biscottata.
Pranzo:
Secondo piatto: tonno sott'olio
sgocciolato una confezione da g 80.
Contorno: pomodori o fagiolini
g 250.
Pane: g 40 o pane integrale
g 50.
Pomeriggio:una mela.
Cena:Secondo piatto:
petto di pollo g 100 o un hamburger da g 100.
Contorno: insalata verde
mista g 250.
Olio: un cucchiaino extravergine
di oliva.
Pane: g 40 o pane integrale
g 50. (750 kcal)
Effettuata per un giorno
intero è stata da me definita di “compenso esterno”.
E' contemplato anche
un “compenso interno” cioè da seguire nello stesso giorno della
“deroga” e che può essere così schematizzato:
Colazione: latte 1,8%
(parzialmente scremato) g 100, caffè a piacere, una fetta biscottata.
Uno dei due pasti:
Secondo piatto: tonno sott'olio
sgocciolato una confezione da g 80.
Contorno: pomodori o fagiolini
g 250.
Pane: g 40 o pane integrale
g 50.
L'altropasto: Libero.
Questa metodica permette
di mantenere il peso o di riacquistare poche centinaia di grammi; raramente
si ottiene anche un dimagrimento, ma è incoraggiante e permette
al paziente di non sentirsi “ossessionato” da una dieta eterna.
L'utilizzazione della dieta
di compenso permette quindi delle deroghe sia in corso di un regime dietetico
dimagrante sia nel caso del soggetto normopeso che abbia solo la necessità
di mantenere il proprio peso.
Dopo una dieta dimagrante
e dopo aver raggiunto il peso desiderato, si pone il problema del mantenimento
che è uno dei più complessi della dietologia; è una
fase difficile e deve essere effettuata con impegno, applicazione e particolare
attenzione.
Infatti se nel periodo della
dieta ipocalorica non si sono cambiati anche lo stile di vita e le abitudini
alimentari, si riprende, a più o meno breve scadenza, tutto il peso
precedentemente perso e talvolta anche con gli interessi.
Questo succede tanto più
facilmente quanto più il dimagrimento è stato rapido; è
inoltre una evenienza che si verifica, quasi puntualmente, se la perdita
di peso è stata ottenuta con digiuni più o meno modificati,
pasti sostitutivi ed in particolare, come già accennato, con farmaci
(anfetamine, anoressizzanti, ormoni, diuretici, cocktail di vari farmaci
etc.).
La metodologia studiata
per il mantenimento si basa sul presupposto, sperimentalmente provato,
che per 700 kcal introdotte in meno rispetto alle necessità dell'organismo
si perdono mediamente 100 g di peso corporeo.
Si potrà allora procedere
dividendo la perdita totale di peso espresso in grammi per il numero dei
giorni della dieta e si avrà il dimagrimento per giorno.
Moltiplicando questo dato
per 7 avremo la quantità giornaliera di Calorie introdotte in meno
rispetto alle necessità dell'organismo.
Utilizzando la proporzione:
700 kcal : 100 g = X:
peso giornaliero perduto
Avremo che
X = 700 x perdita di
peso giornaliera /100
Semplificando
X = 7 x perdita di peso
giornaliera
Dove x rappresenta la
quantità di calorie
introdotte ogni giorno
in meno
rispetto alle necessità
dell'organismo.
Sommando il risultato ottenuto
alle kcal della dieta precedentemente prescritta si avrà il fabbisogno
quotidiano per il mantenimento.
Per esempio se un soggetto
è dimagrito, facendo una dieta di 1200 kcal, di 10 kg in 100 giorni,
sarà dimagrito di 100 g al dì e cioè avrà ingerito
ogni giorno 700 kcal in meno rispetto alle sue necessità.
Pertanto, teoricamente,
sommando alle 1200 kcal di base di una dieta ipocalorica le 700 provenienti
dal calcolo avremo 1900 kcal che dovrebbero rappresentare il fabbisogno
quotidiano.
Se questo calcolo viene
effettuato anche sul dimagrimento dell'ultimo mese di dieta avremo delle
ulteriori informazioni che possono essere utili per una più corretta
prescrizione del mantenimento.
Si tratta, ovviamente, di
un calcolo teorico in quanto presuppone che il dimagrimento sia stato lineare
e non un'iperbole come abitualmente in realtà avviene: un dimagrimento
più rapido al principio e poi sempre più lento fino a rimanere
ad un peso costante a parità di introduzione calorica.
Ma almeno si avrà
un punto di riferimento in base al quale si potrà effettuare il
mantenimento che occuperà un periodo di tempo di circa 30-40 giorni;
a questo scopo verranno utilizzati gli alimenti dei gruppi meno rappresentati
nella dieta ipocalorica personalizzata.
Quindi dopo aver raggiunto
il peso considerato ideale, di solito precedentemente deciso e possibilmente
concordato con il paziente, si procederà nel seguente modo: i primi
dieci giorni si dovranno aumentare le calorie della dieta di una certa
quantità, in relazione al deficit calorico pregresso, prendendole
da alimenti appartenenti ai gruppi 3 e 4; successivamente si aumenteranno
gradatamente le calorie di dieci giorni in dieci giorni, prendendole da
alimenti degli altri gruppi e poi anche al di fuori dei gruppi, fino ad
arrivare all'equilibrio del bilancio energetico (entrate=uscite).
Tuttavia, anche dopo la
stabilizzazione, sarà necessario un controllo periodico del peso
(una volta al mese per due anni), possibilmente presso lo stesso studio
dietologico o presso lo stesso centro pubblico o privato, e visite mediche
complete distanziate nel tempo. |