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Revisione  
della Riforma Sanitaria 
Revision of the Health Care Reform 
 
Amedeo Pavone
 
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 Il riordino della Sanità, stralciato dagli articoli della Legge Finanziaria '98,  
è stato inserito in un Disegno di Legge attualmente in discussione alla Commissione Affari Sociali del Parlamento e dovrà comunque essere trasformato in Legge entro il 30 giugno 1998. 
Per la verità oltre allo stralcio della finanziaria c'è anche uno stravolgimento del concetto di potere legislativo da parte del Parlamento in quanto il testo del DDL prevede ben 17 deleghe al Ministro della Sanità che potrà emanare una serie di decreti delegati che di fatto modificheranno integralmente la attuale legislazione sanitaria senza che tali decreti delegati debbano tornare in Parlamento per la approvazione. 
Il Disegno di Legge prevede infatti all'articolo 2 una serie di deleghe che potremmo così riepilogare: 
1) rideterminazione del ruolo del Comune, con l'aggiunta di un'altra istituzione  alle ASL e Regione nella programmazione e gestione della Sanità; 
2) integrazione dei servizi sanitari con quelli socio-assistenziali, con i noti rischi di confusione di ruoli e spese; 
3) estensione del regime di diritto privato nel rapporto di lavoro della dirigenza, con facoltà di contratti a tempo determinato, con commistioni di differenti regimi lavorativi nell'ambito delle stesse Strutture; 
4) omogeneità di trattamento delle figure del direttore generale - direttore amministrativo - direttore sanitario; 
5) elaborazione di linee-guida in materia di formazione del personale sanitario direttamente da parte del Ministero della Sanità; 
6) collegamento della ricerca in campo sanitario con la complessiva ricerca in campo biomedico; 
7) ridefinizione dei livelli di assistenza posti a carico del Fondo Sanitario Nazionale; 
8) integrazione della medicina generale e pediatria nella organizzazione distrettuale subordinando quota capitaria spettante al medico per la cura dei malati in carico ai livelli di spesa programmati per il distretto con una strana commistione tra spesa per cura dei malati e spesa per organizzazione del Distretto; 
9) rimescolamento delle competenze nelle forme integrative di assistenza sanitaria tra vari Enti; 
10) revisione delle modalità di rilascio di autorizzazione a realizzare strutture sanitarie; 
11) valutazione e promozione della qualità dell'assistenza; 
12) vincolo dell'accreditamento delle strutture convenzionate ai programmi sanitari nazionale e regionali; 
13) ridefinizione dei criteri di individuazione di ASL e Ospedali in base al territorio e al rapporto costi - benefici; 
14) ridefinizione dei finanziamenti di ASL e Ospedali; 
15) controllo del Ministero, attraverso l'Agenzia per i servizi sanitari regionali, dell'attività di ASL e Ospedali; 
16) stabilire modalità e garanzie per la effettuazione del controllo da parte del Ministero di ASL e Ospedali attraverso l'Agenzia per i servizi sanitari regionali; 
17) stabilire modalità e termini di riduzione dell'età pensionabile per la dirigenza dell'area medica e cessazione dell'attività assistenziale da parte del personale Universitario nonché: la “cessazione di rapporti convenzionali” dell'area della medicina generale. 
Come si può notare si tratta di ben 17 deleghe che vengono conferite al Ministero della sanità con libertà di legiferare in tutto lo scibile del campo sanitario senza dover rendere conto a nessuno. 
Povero Parlamento della Repubblica, succube di un Governo che non accetta alcun tipo di critica al suo operato! 
D'altronde perché perdere tempo con leggi così complesse per aver mano libera su tutto ? 
Sarebbe stato più semplice usare i metodi della vecchia Unione Sovietica, cui il Ministro si ispira, e fare una Legge chiara di un solo articolo che dava al compagno Ministro, commissario del popolo, voluto però dalla nomenklatura, pieni poteri in materia di Sanità. 
 
 
 
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