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Clelia Toscano
 
 
   English
 
 
Lo stato di malattia a cui segue una prolungata degenza ed un cambiamento delle condizioni di vita particolari e generali, è definito “evento stressante” in accordo con il Social Readjustment Rating Scale (SRRS) di Holmes e Rahe (1967). In particolare, nei soggetti con infezioni HIV avanzate è possibile osservare che la prolungata ospedalizzazione determina reazioni difensive psicologiche e comportamentali, riconducibili a reazioni di angoscia ed ansia connesse al senso di pericolo e di allarme per la propria condizione di salute. Il senso di angoscia e l'ansia hanno rapporti neurofisiologici diretti con le reazioni di vigilanza e di allarme, in quanto correlati psicologicamente al senso di ineluttabilità ed irreversibilità della perdita della salute con secondari cambiamenti del life-style. A seguito di questa prima fase, insorge facilmente un sentimento depressivo inteso come senso di perdita e come disturbo dell'organizzazione temporale, manifestandosi in vissuti e comportamenti che esprimono una condizione di impoverimento di stimoli psicosociali.  
L'ospedalizzazione si caratterizza, quindi, quale situazione di impoverimento/restrizione degli stimoli psicosociali, responsabili di un adeguato livello di benessere e, di per sé, quale agente responsabile di un tale depauperamento. Difatti, la separazione dalla famiglia, l'isolamento, il senso di abbandono e l'effetto traumatizzante dell'ambiente ospedaliero svolgono un ruolo negativo, quale inducente lo stress, e ciò rinforza lo stato di ansia e di depressione correlate alla di malattia. E' noto come la persistenza delle modificazioni causate da un tale evento stressante determini una risposta (sintomo) funzionale, in quanto il potere patogeno dell'evento stressante dipende sia dalla sua intensità che dalla sua durata. 
La nostra ricerca, svolta in collaborazione con il gruppo del dr. Oreste Perrella, ha un preciso endpoint: analizzare la base molecolare dell'interazione tra la prolungata degenza e la immunodepressione. Il disegno dello studio è basato sull'indagine dell'espressione fenotipica della risposta immune ed in particolare sulla polarizzazione dello switch Th1/Th2, sull'espressione del recettore per la IL-2 e sul livello di determinati ormoni glicorticoidi ed ipofisari.  
Metodologicamente saranno esaminate diverse popolazioni di pazienti, assimilabili per età, sesso e tipo di patologia quali le infezioni HIV, patologie virali autolimitantesi ad evoluzione benigna, ed un gruppo di controllo in terapia domiciliare. 
In tutti i pazienti l'evento stressante sarà caratterizzato dalla degenza in ospedale e lo stress sarà valutato con uno score in base a tabelle in uso per tali scopi. In particolare saranno esaminate le seguenti variabili di laboratorio: 
a. mRNA ed espressioni proteiche di IL-2, gamma-IFN, IL-4, IL-10 mediante polymerase chain reaction (PCR) e metodi ELISA; 
b. espressione dell'IL-2R, CD69 e CD30 in citofluorimetria a flusso; 
c. fenotipi di attivazione quali CD8+CD30+;    
CD4+CD45RO+;   
CD8*CD38+. 
E' noto da tempo che lo stress ed una varietà di disordini psichiatrici sono correlati ad un'espressione fenotipica di immunodepressione. 
Il concetto che stress psichici possono predisporre a malattie mediche e/o alla loro possibile cronicizzazione ha sempre interessato molte comunità scientifiche.  
Negli ultimi tempi si sono accumulate notevoli informazioni sul rapporto intercorrente tra sistema nervoso centrale, neuroendocrino e sistema immune ed in particolare studi recenti hanno dimostrato che le alterazioni della psiche possono causare: 
1. stimolazione della secrezione di ormoni adrenocorticoidi; 
2. aumento sierico di ormoni glicorticoidi; 
3. attivazione del sistema nervoso simpatico; 
4. rilascio di catecolamine. 
Tra il sistema nervoso, endocrino ed immune esiste, quindi, una sorta di loop (Fig. 1) in cui le interazioni sono bidirezionali. 
E' noto che numerosi prodotti o espressioni recettoriali di popolazioni cellulari del sistema immune quali citochine possono determinare un aumento di ormoni (es. cortisolo --> IL-4 o DHEA -->IL-2) e viceversa (-->IL-1 cortisolo). 
Pertanto lo studio di questo impatto tra SNC e sistema immune potrebbe fornire un utile strumento per eventuali strategie terapeutiche e l'adozione di misure assistenziali alternative. 

Clelia Toscano  
Psicologa  
Osp. “D. Cotugno” - Napoli 
 

 
 
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