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N. 05/2000
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Oliviero Beha
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Sul
numero 2 del 2000 di questa rivista c'è un mio articolo intitolato “Nella
trappola dell'informazione (2)”. Perché quel (2)? Perché c'era
ovviamente già stato un (1), precisamente l'anno scorso, all'epoca dello
scoppio dello scandalo “Missione Arcobaleno”, quando sostenni
che la faccenda mandava un cattivo odore troppo forte perché non avesse
degli strascichi, magari penali, forse politici, di certo di costume:
e lo sostenevo, attenzione!!!, giocando anche sul rischio cui la cadenza
di pubblicazione di un magazine espone chi scrive, perché tra la scrittura
materiale e il tempo di uscita e di lettura c'è un buco cronologico
che la realtà può allargare fino al ridicolo, se sbagli,o riempire di
significati più profondi, se cogli il bersaglio. Così nell'articolo
che ho summenzionato, appunto il (2), verificavo con il lettore la giustezza
della mia - ritengo non così difficile - “profezia”. In
effetti code della “Missione Arcobaleno” ce ne sono state,
eccome. E scrivevo alla fine, appunto riferendomi alla prima puntata,
cioè l'(1): “Concludevo, alla lettera, con:'...neppure una cosa
così seria come una tragedia e il nostro buon cuore può sfuggire alla
trappola dell'informazione perversa, mai fine e sempre, subito mezzo.'
Ma mentre scrivo è stato sepolto da poco Bettino Craxi: usando lo stesso
metodo di riflessione sulla cronaca, e che cronaca, per una storia così
'storica'... - sono convinto che l'esultanza di alcune figure politiche
di rilievo, 'sopravvissute' alla cosiddetta Prima Repubblica, figure
distribuite sia nella maggioranza che nell'opposizione, persone che
hanno partecipato del bottino politico, ma non solo, di Craxi e che
in questi anni si erano sempre mosse con circospezione per il retropensiero
“e se arriva un fax da Hammamet?”, queste figure esultando
(in privato) per la scomparsa del loro puparo dicevo, nel prossimo futuro
cambieranno gli scenari italiani, sentendosi le mani più libere. Vogliamo
scommettere?”. Allora? Con il neogoverno Amato, il sottosegretario
agli Esteri Intini, la bagarre per il ritiro di D'Alema da Palazzo Chigi
dopo la disfatta alle Elezioni Regionali, insomma quella quindicina
di giorni postpasquali, mi volete concedere che ho già vinto la scommessa?
Due considerazioni. La prima: mi scuso per il diffuso gioco di specchi
tra i due miei scritti precedenti e questo, in una sorta di rimando
borgesiano, o sub-borgesiano, di citazioni senza le quali però sarebbe
stato impossibile seguire la cronologia di ciò che ho scritto. La seconda:
se dunque chi scrive ha azzeccato in rapida successione previsioni sul
futuro prossimo, o addirittura nel caso dei postumi craxiani, assai
prossimo, vuol dire che ha la palla di vetro? O non piuttosto che a
tutto ciò, a molte se non a quasi tutte le considerazioni sulla realtà
italiana, ci si può arrivare se solo si ha il coraggio di pensare, senza
tacere per convenienza? Tesi che è la mia di sempre, e che mi conduce
- credo insieme a chi legge queste righe - dritto dritto nel fondo di
“Nella trappola dell'informazione (3)”. Morale: mi stanno
togliendo persino il gusto delle divinazioni, tanto le cose vanno secondo
logica anche nel silenzio circostante. Per cui sto trasformando come
puntualità periodica Leadership Medica in un quotidiano...
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