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n. 5/2000
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Giovanni Motta,Erik esposito |
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Le neoplasie maligne laringee sono in genere costituite da carcinomi.
Premesse indispensabili per garantire la validità necessaria agli interventi
oggetto della trattazione sono la loro corretta indicazione e l'impiego
di tecniche adeguate che consentano una rigorosa escissione dei processi
patologici, cercando di limitare i danni alle strutture laringee. I
vantaggi principali che il Laser offre in generale nel trattamento di
processi patologici laringei sono: Nel
settore oncologico in particolare il Laser a CO2 permette altresì di
attuare per via endoscopica interventi chirurgici che, se correttamente
eseguiti, oltre ai vantaggi segnalati assicurano elevate percentuali
di guarigioni; questi risultati non si differenziano, tenendo naturalmente
conto della sede e dell'estensione del tumore, da quelli che si conseguono
con le tecniche tradizionali, nettamente più traumatizzanti. Introduzione Assai
spesso il Laser (Light Amplification by Stimulated Emission of Radiation)
nell'immaginazione popolare viene collegato ad armi fantascientifiche;
esso, nell'ambito delle tecniche operatorie endoscopiche,è invece una
tecnologia avanzata che consente di ottenere validi successi. Nella
chirurgia laringea, in particolare,il Laser a CO2 viene usato per incidere,
sezionare e vaporizzare tessuti interessati da processi patologici di
varia natura, utilizzando per l'accesso chirurgico le vie naturali con
l'impiego della microlaringoscopia diretta. Le
relative metodiche chirurgiche, anche se talora si è costretti ad operarein
campi molto ristretti, sono estremamente precise, grazie al diretto
controllo del campo operatorio assicurato dal microscopio: esse permettono
così di evitare interventi molto più aggressivi, impegnativi e traumatizzanti
(Fig.1). La
laringe, come è noto, svolge un ruolo importante: Tale
organo può essere interessato da processi patologici di varia natura:
infiammatori, tumorali, malformativi, post-traumatici, ecc.; essi compromettono
in misura più o meno rilevante la sua funzionalità e richiedono in genere
trattamenti chirurgici, talora molto complessi e responsabili di postumi
gravemente invalidanti: ricorderemo fra questi la laringectomia totale,
che in genere viene effettuata nei tumori estesi: essacomporta l'asportazione
della laringe e quindi, fra l'altro, il sacrificio della capacità di
parlare con i meccanismi naturali. Nella
microchirurgia laringea il Laser a CO2 è stato impiegato per la prima
volta nel 1972, sfruttando le attrezzature ideate da Polany, un autorevole
fisico della scuola di Fermi. Dopo le prime esperienze condotte a Boston
da Strong e Jako (1970), il Lasera CO2 ha avuto una rilevante diffusione
in varie nazioni. Alla
sua affermazione nella chirurgia laringea ha sicuramente contribuito
la Scuola di Napoli, che ha precisato le sue indicazioni ed ha proposto
nuove metodiche per un suo migliore impiego: la casistica oggetto della
nostra esperienza comprende oltre 3.000 pazienti operati negli ultimi
20 anni ed è fra le più numerose in campo mondiale, specie per quanto
riguarda il trattamento dei tumori laringei. L'impiego
del Laser a CO2 nella microchirurgia laringea trova precise indicazioni
principalmente nel trattamento delle seguenti manifestazioni patologiche: -
neoformazioni benigne impiantate sulla mucosa (noduli, polipi, edemi
di Reinke, granulomi, ecc.) ovvero poste nel contestodella parete laringea
(cisti, fibromi, amiloidosi, ecc.); I
tempi chirurgici fondamentali per tutti gli interventi eseguiti con
la tecnica presa in considerazione sono i seguenti (fig.1): -
il paziente è posto sul tavolo operatorio in decubito dorsale con il
capo esteso e con la nuca su un poggiatesta; I
carcinomi costituiscono infatti, nell'ambito delle manifestazioni patologiche
laringee, il settore di maggiore rilevanza circa le indicazioni e le
possibilità di impiego di tale chirurgia, tenuto conto della loro elevata
incidenza e dei notevoli vantaggi che questa tecnica offre nei confronti
di tutte le altre metodiche tradizionali, correntemente impiegate. Va
tuttavia sottolineato che anche per questi processi morbosi i presupposti
irrinunciabili per il successo degli interventi considerati sono una
corretta selezione dei casi in cui tali interventi trovano una effettiva
indicazione e l'impiego di tecniche corrette. I
tumori maligni della laringe vengono suddivisi in forme glottiche-ipoglottiche
o sopraglottiche, a seconda che laneoplasia abbia origine sul piano
delle corde vocali vere e al di sotto di esse, ovvero nella regione
posta al di sopra delle corde stesse (Fig.2). Per
uniformare i criteri di trattamento e di classificazione delle neoplasie
in questione si fa in genere riferimento alla classificazione TNM, proposta
dall'UICC: essa consente un inquadramento delle lesioni neoplastiche
tenendo conto dell'estensioneiniziale della lesione (T1, T2, T3, T4),
dell'eventuale presenza di metastasi ai linfonodidel collo (N1, N2,
N3) ed, infine della presenza o meno di localizzazioni secondarie a
distanza(M0 -M1). Per
quanto riguarda le indicazioni delle tecniche chirurgiche basate sull'utilizzo
del Laser a CO2, sin dal 1982 noi abbiamo sostenuto che con opportuni
accorgimenti è possibile intervenire con successo, mediante il suo impiego,
per le vie naturali sotto il controllo del microscopio, non solo nei
tumori laringei che interessano segmenti limitati delle corde vocali
vere, ma anche in casi in cui la neoplasia sia diffusa a tratti relativamente
estesidella regione glottica-ipoglottica e della regione sopraglottica,
purché non sia gravemente compromessa la motilità delle strutture interessate
e non vi siano localizzazioni secondarie ai linfonodi regionali o metastasi
a distanza. Più
precisamente riteniamo che tutti i tumori laringei T1-T2 N0 M0 possano
essere trattati con successo con tali tecniche. Inoltre a nostro parere,
contrariamente all'opinione di altri AA., sono comprese nelle indicazioni
della chirurgia considerata anche le neoplasie glottiche estese ad ambedue
le corde vocali, cheinteressano la “commessura anteriore”
(T1b, T2 bilaterali). Infine desideriamo segnalare l'elevata percentuale
di guarigioni rilevabile anche in casi - accuratamenteselezionati -
con tumori più estesi, con motilità laringea compromessa, classificati
cioè T3N0M0. Dal
punto di vista tecnico, nelle patologie considerate, tutti gliinterventi
in endoscopia eseguiti con il Laser a CO2 devono prevedere sempre il
rispetto dei criteri di rigorosa radicalità che si impongono nella chirurgia
oncologica; in altri termini anche le operazioni endoscopiche devono
comportare l'asportazione del tumore con un adeguato margine di tessuto
sano circostante, seguendo gliindirizzi della chirurgia laringea tradizionale. Le
nostre osservazioni relative a 605 pazienti sottoposti adun follow-up
di almeno 5 anni, ci permettono una serie di rilievi e di considerazioni
che ci sembrano non prive di interesse, tenuto conto del numero di casi
trattati e del lungo periodo di tempo nel quale le nostre esperienze
sono maturate. Le
tecniche chirurgiche, danoi proposte sin dal 1982 sono schematicamente
le seguenti: Tumori glottici (Fig.3, 4a-b-c-d-e) -
Cordectomia bilaterale (T1b) Tumori sopraglottici (Fig.5,
6a-b-c-d) Asportazione
della corda vocale falsa, di una parte più o meno estesa dell'epiglottide,
della plica ariepiglottica di un lato (T1). I
nostri risultati, riportati sinteticamente nelle tabb. 1 e 2 per i tumori
glottici e nella tab. 3 per i tumori sopraglottici, sono stati valutati
calcolando - con un follow-up di 5 anni - la sopravvivenza attuariale
globale e la sopravvivenza attuariale corretta. La sopravvivenza attuariale
globale considera tutti i decessi avvenuti indipendentemente dalle cause
che hanno procurato l'exitus; la sopravvivenza attuariale corretta rielabora
questi risultati sulla base di dati statistici, tenendo conto delle
possibilità che un certo numero di decessi sia avvenuto per cause indipendenti
dal processo tumorale. La
chirurgia endoscopicaattuata con il Laser a CO2 nei carcinomi laringeioffre,
nei confronti della chirurgia tradizionale, i seguenti vantaggi: Ricorderemo
in proposito che Myers in un recente studio effettuato negli Stati Uniti
ha rilevato come nei tumori cordali T1 le spese relative altrattamento
chirurgico in microlaringoscopia mediante il laser CO2 sono statepari
a circa il 50% di quelle sostenute per un intervento di emilaringectomia
o per un ciclo di terapia radiante: perestrapolazione è stato calcolato
che l'impiego del Laser a CO2 nella microchirurgia laringea comporterebbe
negli USA un risparmio di 2.4 milioni di dollari ogni 100 pazienti con
processi patologici suscettibili di tale trattamento. Quanto abbiamo
esposto documenta quindi che le tecniche chirurgiche da noi adottate
oltre a dare dal punto di vista della sopravvivenza garanzie analoghe,
se non migliori, nei confronti delle metodiche tradizionali offrono
rilevanti vantaggi chirurgici e funzionali, con evidente ripercussioni
positive dal punto di vista socio-economico. In
effetti, i successi ottenuti con le tecniche illustrate ed una più precisa
informazione dei pazienti hanno indotto negli ultimi anni una percentuale
sempre più alta di malati con disfonia a consultare tempestivamente
gli specialisti, favorendo le diagnosi precoci degli eventuali processi
neoplastici e quindi gli interventi di chirurgia conservativa. In proposito
abbiamo osservato nel nostro Istituto un'evidente riduzione degli interventi
di laringectomia totale, che se da una parte consente di salvare la
vita a molti malati, dall'altra ne determina un grave handicap a causa
del sacrificio della voce e della creazione di un tracheostoma permanente.
Questo dato costituisce un'ulteriore dimostrazione della validità degli
indirizzi chirurgici illustrati. Conclusioni Nei
carcinomi laringei le metodiche endoscopiche basate sull'utilizzazione
del Laser a CO2, non solo consentono di ottenere percentuali di guarigione
uguali o addirittura superiori a quelle che si conseguono con le tecniche
tradizionali, ma offrono, rispetto a queste ultime, notevoli vantaggi,
tra cui vanno in particolare segnalati: Erik Esposito Dip.Clinica
Otorinolaringoiatrica Univ.
Federico II Napoli |
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Giovanni
Motta Fig.
2 : Schema anatomico della laringe e delle sue regioni
Fig.
4/a: Tumore gl’ottico interessante la corda vocale vera e falsa
di destra, e che si estende sino alla commessura anteriore
Fig.
4/c: Campo operatorio al termine dell’intervento
Fig.
4/d: Pezzo chirurgico
Fig.
4/e: Controllo postoperatorio 6 mesi dopo l’intervento
Fig.
5: Schemi di escissione dei tumori sopraglottici
Fig. 6/a: Tumore della faccia laringea dell’epiglottide
Fig.
6/b: Campo operatorio al termine dell’intervento
Fig.
6/c: Pezzo chirurgico
Fig. 6/d: Controllo 6 mesi dopo l’intervento
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