N. 5/2000
 
 
 

Andrea Di Lieto

 

CURRICULUM

 


 

La Puericultura Prenatale è la scienza che, con mezzi opportuni ed idonei, protegge il nuovo essere già prima del concepimento, assicura lo sviluppo armonico dell'embrione e del feto, evita tutti i pericoli al momento del parto.

La prevenzione di molte sindromi materno fetali (gestosi, emorragie in gravidanza, gravidanza protratta, cardiopatie gravi, emopatie ecc.) è fondamentalmente basata su una valida e corretta assistenza alla gravida sia dal punto di vista sociale che sanitario. E' noto che la mortalità perinatale o le malattie sostenute da lesioni del sistema nervoso che si manifestano a distanza sono in buona parte dovute a gravi deficienze nell'assistenza durante la gravidanza ed il parto.

Vero è che le finalità della moderna Puericultura Prenatale sono quelle di conoscere sempre meglio e con maggior profondità le condizioni di vita intrauterina anche attraverso lo studio del comportamento del feto con tutti i risvolti ontologici, clinici e terapeutici che tale prospettiva comporta.

Nell'ambito della prevenzione della mortalità e morbilità perinatale un notevole passo avanti è stato realizzato dal monitoraggio delle gravidanze a rischio mediante la biometria fetale ultrasonica, la dopplerflussimetria del distretto materno-fetale e la cardiotografia in gravidanza ed in travaglio di parto. Con la nuova semeiotica fetale il controllo così articolato ed integrato consente una conferma dello stato del benessere fetale od una diagnosi di distress fetale che possa richiedere un tempestivo intervento ostetrico; in tal modo si contribuirà a ridurre la mortalità perinatale, che nell'Italia meridionale continua ad essere tra le più alte rispetto alle regioni del Nord, con un preciso obiettivo di migliorare la qualità della vita dellagestante e del nascituro e di razionalizzare la spesasanitaria dedicata alle cure materne e neonatali.

La cardiotografia è la registrazione in continuo mediante una apparecchiatura biomedicale dell'attività cardiaca fetale, delle contrazioni uterine e dei movimento attivi fetali. L'uso della registrazione cardiotografica è uno dei più frequenti metodi con i quali il distress fetale è diagnosticato prima del travaglio. Van Geejn riferisce in maniera convinta che la tranquillità che gli ostetrici traggono da un tracciato di normale attività cardiaca fetale ha reso la cardiotografia uno strumento importante per monitorare le condizioni del feto durante la gravidanza ed il parto.

La telemedicina prenatale

La Telemedicina prenatale è una nuova disciplina biomedica che nasce dall'impiego combinato di apparecchiature elettromedicali- i cardiotografi ed una centralina di monitoraggio – di tecnologie informatiche e di sistemi di telecomunicazione indirizzati alla assistenza prenatale.

I suoi principali obiettivi sono di rendere disponibili competenze medico-specialistiche anche a gestanti che non possano accedere direttamente, per motivi logistici od in casi di emergenza, a specifici servizisanitari di Medicina dell'Età Prenatale; in tal modo sarà anche possibile non allontanare le pazienti dal proprio ambiente familiare e dalle proprie abitudini, lasciandole quindi, fin quando è possibile, in un ricovero domiciliare “protetto” dalle innovazioni tecnologiche.

Progetto di telemedicina prenatale

In data 4/3/2000 nel corso della trasmissione Check-up (RAI 1) è stato presentato lo stato di realizzazione del nostro progetto di Telemedicina Prenatale in un collegamento in diretta con l'Unità operativa di medicina dell'Età Prenatale, di cui ha responsabilità primariale il sottoscritto – afferente al Dipartimento Universitario di Scienze Ostetrico-Ginecologiche, Urologiche e Medicina della Riproduzione dell'Università degli Studi di Napoli“Federico II”.

Il progetto, primo in Italia, approvato con finanziamento dell'Università degli studi di Napoli “Federico II” e dell'assessorato alla Ricerca Scientifica della Regione Campania, e realizzato dal sottoscritto con la collaborazione del prof. Marcello Bracale, professore di Bioingegneria della facoltà di Ingegneria, verte sulla “Analisi simultanea in rilievo tematico, finalizzata all'elaborazione, comparazione, gestione ed archiviazione dei tracciati cardiotografici trasmessi da unità feto-materne regionali, interregionali, nazionali ed internazionali per la diagnosi precoce delle patologie prenatali”. 

Unità periferiche materno fetali

Tenuto conto delle necessità ambientali e della collaborazione offerta, sono state identificate alcune Unità periferiche feto-materne aventi a disposizione tecnologie elettromedicali necessarie alla realizzazione del progetto, cioè cardiotografi dotati di interfaccia-modem con foglio elettronico a codici a barre per penna ottica in grado di effettuare un tracciato cardiotografico (perifericamente) e trasmetterlo via telefax (all'Unità Centrale Operativa). Le unità inizialmente coinvolte nel progetto di ricerca sono l'Ospedale di Capri, il Consultorio di Procida, il Consultorio di Ischia, l'Ospedale di Nola e l'Ospedale di Polla; a tali strutture verranno nei prossimi giorni affidati in comodato d'uso i cardiotocografi che saranno utilizzati per il controllo delle condizioni fetali in pazienti con gravidanza a rischio. Sono stati in via preliminare privilegiate quelle strutture assistenziali materno-fetali da cui il trasferimento di pazienti con gravidanze di pazienti con gravidanze a rischio presso un Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia ad Alta Specializzazione potrebbe risultare disagevole per problemi ambientali; in tal modo si riuscirà anche ad evitare di allontanare queste gestanti per un periodo più o meno lungo di tempo dal proprio ambiente familiare e dalle proprie abitudini.

Inoltre gli ospedali Cardarelli e Loreto Mare, alcuni Consultori di Napoli, l'Ospedale Civile di Caserta, l'Ospedale Civile di Capua, l'Ospedale di Lecce e l'Ospedale di Potenza hanno dichiarato la loro disponibilità a partecipare alla realizzazione del progetto.

Centrale operativa di ascolto

La Centrale Operativa di Ascolto presente nel Dipartimento Universitario è dotata di particolari apparecchiature elettromedicali: l'”Obstetric trace Vue”, con programmi sofisticati deputati al ricevimento, visualizzazione, analisi del segnale, nonché alla memorizzazione, gestione ed archiviazione su disco ottico. Inoltre, per migliorare l'interpretazione dei patterns cardiotografici mediante la elaborazione computerizzata, è presente il sistema 2CTG, anche in grado di raccogliere e gestire tutti i dati trasmessi - comprese eventuali altre informazioni cliniche della paziente -memorizzati in un sistema database e disponibili per un eventuale riutilizzo o elaborazione statistica successiva. La lettura convenzionale visiva dei tracciati varaia di interpretazione tra i vari osservatori o nell'ambito dello stesso osservatore; per tale motivo deve essere integrata da un'analisi numerica on line della frequenza cardiaca fetale, della variabilità basale, del calcolo degli stati comportamentali fetali, della short term variability, del calcolo accurato della linea di base (definita come il livello medio di frequenza cardiaca in assenza di movimenti del feto e di contrazioni uterine) necessaria per poter identificare le accelerazioni e le decelerazioni, quantificando infine anche indici statistici. Infine, la Centrale di Operativa di Ascolto è fornita di fax di trasmissione per l'invio della risposta refertata alla unità periferica.

E' opportuno segnalare, tra le caratteristiche che deve avere un buon software di gestione di una Centrale Operativa di Ascolto, la necessità di funzioni che consentano la pulizia del tracciato ricevuto dagli artefatti, soprattutto per i sistemi analogici, e di funzioni per analizzare il tracciato e ricavarne indicazioni in automatico, con la disponibilità di metodiche di registrazione e di recupero delle informazioni rapido ed efficiente.

Lo staff operante presso la centrale di ascolto è formato da una componente medica e da una tecnica che assicurano un servizio multidisciplinare (una o più specialità) e lavorano in fasce orarie coperte; per ora il progettoè limitato ad alcune ore della giornata, dalle 9 alle 14, ma in futuro potrà essere disponibile un servizio continuativo 24/24 ore con risposta in temporeale o differita, assicurando teleassistenza ad un certo numero di utenti. Lo staff è costituito da un gruppo di medici specialisti, competenti negli specifici settori scientifico-disciplinari oggetto del servizio di Telemedicina Prenatale ed in numero tale da potersi organizzare in turni che assicurino adeguata copertura durante l'erogazione del servizio stesso, da personale tecnico in grado di affiancare il Medico in attività quali la refertazione e il teleconsulto, e da personale informatico di provata esperienza nel settore medico, nella gestione delle apparecchiature elettromedicali e nella gestione di nuovi sistemi informatici hardware, in grado di assicurare continuità ed efficienza dei sistemi hardware e software.

La Telemedicina Prenatale in futuro si potrà articolare attraverso una grande retetelematica, anche satellitare, con una dotazione periferica di apparecchiature ubicate oltre che in consultoried ospedali di aree decentrate, anche su navi, aerei, auto-ambulanze ed idro-ambulanze.

La Centrale Operativa di Ascolto potrebbe inoltre essere in connessione con il 118 Regionale in modo da effettuare, in seguito a controlli domiciliari o consultoriali, un ricovero ospedaliero programmato o di urgenza.

Per far crescere in maniera equilibrata la Telemedicina prenatale è necessario, come in altre branche, superare le resistenze da parte di alcuni specialisti che temono di perdere la propria individualità professionale. Nel caso specifico, per esempio, un ginecologo può avere il timore che se un paziente si sottopone a domicilio o in Consultorio ad un tracciato cardiotocografico inviato alla Centrale Operativa di Ascolto di Telemedicina Prenatale, potrebbe non avere più bisogno in seguito di richiedere le sue prestazioni. 

A tal proposito va specificato che il centro di Ascolto si dedica a problemi particolari in aree decentrate che non possono essere risolti dal singolo specialista, rimandando per il resto alla sua competenza e professionalità per inquadrare e gestire il caso clinico in maniera globale. Se poi si pensa a situazioni di emergenza in cui è impossibile raggiungere un medico specializzato come in alta montagna, nelle isole, in zone decentrate, su una nave o in aereo, allora si comprende appieno quali possano essere le applicazioni della telemedicina prenatale. 

Le diffidenze iniziali da parte degli specialisti stanno così diminuendo, anche perché per alcuni di loro si sta rendendo realistica la possibilità di poter entrare nel vivo della funzione dei centri di telemedicina.

La nostra Centrale Operativa di Ascolto (www.tele­medicinaprenatale.org) dovrà fungere da incubatore favorendo l'attivazione di altri Centri di Ascolto regionali ed interregionali e dovrà peraltro partecipare in maniera adeguata alla formazione ed all'aggiornamento permanente del medico e del personale non medico mediante la promozione di un servizio di teledidattica, finalità che rientra tra i principali compiti di una moderna Facoltà di medicina. La Telemedicina Pre­natale contribuirà in tal modo a migliorare la qualità della vita delle gestanti e del prodotto del concepimento anche attraverso la diffusione della telediagnosi e del teleconsulto specialistici.

Andrea Di Lieto

Primario di Medicina dell'età prenatale

Università degli studi di Napoli “Federico II”

 

 

 


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

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