La
presenza contemporanea di patologie diverse nei
pazienti anziani spesso richiede al medico la somministrazione di numerosi
farmaci.
Per evitare un sovradosaggio
farmacologico i medici prescrivono terapie fisiche non invasive allo scopo
di ottenere una remissione del dolore nell'apparato osteoarticolare che
molto spesso negli anziani presenta fenomeni di deterioramento e/o
flogosi.
Nel nostro Istituto la laserterapia
di bassa potenza è stata inclusa per la sua efficacia nel programma
di riabilitazione nei pazienti geriatrici affetti da patologie alla colonna,
alle ginocchia [3], alla spalla [4,5,6] e nella sindrome algodistrofica
nei pazienti emiplegici [7].
Poiché nelle persone
anziane diverse patologie possono presentarsi contemporaneamente con caratteristiche
ed evoluzioni peculiari molto spesso i medici modificano i protocolli di
terapie fisiche e farmacologiche.
Per questo motivo la laserterapia
nel trattamento di riabilitazione può includere diversi fattori
clinici e tecnici particolari per i pazienti geriatrici; la scelta delle
condizioni tecniche ottimali per ottenere il miglior risultato è
ancora oggetto di studio.
E' necessario infatti prendere
in considerazione i risultati delle ricerche di base su colture cellulari,
su animali di laboratorio [8-19] e anche quelli delle precedenti ricerche
cliniche in diverse patologie [20-24].
Dal momento che l'efficacia
del trattamento laser può dipendere dalle condizioni cliniche del
soggetto e dai parametri fisici di trattamento, è stata pianificata
una revisione dei risultati rilevati nel nostro Istituto nella terapia
dei pazienti geriatrici affetti da differenti patologie osteoarticolari.
Finora è stata completata
l'analisi dei dati ottenuti con la laserterapia in individui affetti da
artrosi del ginocchio e della colonna e nella sindrome algodistrofica riflessa
dei pazienti emiplegici.
Materiale e metodi
La nostra ricerca è
stata condotta su 485 pazienti ricoverati nell'Istituto Geriatrico Pio
Albergo Trivulzio.
Il presente lavoro si riferisce
a soggetti trattati per dolore osteoarticolare da sindrome algodistrofica
del paziente emiplegico (140), artrosi del ginocchio (228) e artrosi della
colonna (117). Gli apparecchi laser utilizzati per la terapia nella nostra
ricerca sono i seguenti (Fig. 1):
1. CO2 laser (Etoile) lunghezza
d'onda 10600 nm ad emissione continua e potenza in uscita 3.5 W.
2. Laser HeNe (Mectronic)
lunghezza d'onda 632.8 nm, emissione continua e potenza d'uscita 7,3 mW,
con velocità di scansione variabile da 2.5 a 2.8 cm/sec.
3. Laser GaAs (Mectronic)
lunghezza d'onda 904 nm, emissione pulsata, con frequenza di ripetizione
del segnale a 0.5 a 5000 Hz, uguale alla massima frequenza ad una potenza
media in uscita di 19 mW. L'apparato laser è costituito da una consolle
di controllo e da due manipoli connessi ad essa da due cavi flessibili.
4. Laser GaAs (Mectronic)
904 nm, emissione pulsata, frequenza di ripetizione del segnale da 0 a
5000 Hz che corrisponde alla massima frequenza ad una potenza media in
uscita di 19 mW. Velocità di scansione variabile da 2.5 a 2.8 cm/sec.
La procedura seguita nel
nostro Istituto comporta in primo luogo stabilire la diagnosi clinica del
paziente e in seguito elaborare una cartella nella quale vengono registrati
i dati personali, la diagnosi clinica, l'anamnesi, il giudizio del fisiatra,
il rilievo del reperto radiologico e il giudizio del fisico.
Inoltre viene completata
una scheda di rilevazione preparata specificamente per i pazienti affetti
da patologie della spalla, del ginocchio e della colonna nella quale si
indicano:
1. l'intensità del
dolore, valutata secondo una scala analogico-visiva (scala di Huskisson);
2. l'articolarità
attiva e passiva misurata in gradi con un goniometro;
3. la presenza di edema;
4. il referto del radiologo,
con particolare riferimento ai radiogrammi standard, all'ecografia, alla
teletermografia e, se necessario, anche all'esame T.C.;
5. la noxa patogena.
Ogni paziente viene esaminato
da un'équipe alla quale partecipa un fisiatra, un reumatologo, un
ortopedico, un radiologo ed un fisico. In caso di prescrizione di un ciclo
di laserterapia, viene elaborato un piano di trattamento (a scansione o
per punti) con schede di valutazione dei pazienti redatte in funzione della
diagnosi clinica e delle condizioni del soggetto.
Nel trattamento a scansione,
l'area interessata è delimitata direttamente sulla cute del paziente
mediante una matita dermografica; nel trattamento per punti, per mezzo
della digito-pressione o misurando le variazioni della conduttività
elettrica della cute nel canale di agopuntura, vengono localizzati i punti
scelti per la terapia.
L'ampiezza dell'area da
trattare nel metodo a scansione e la posizione scelta nella tecnica per
punti sono riportate in una mappa anatomica che viene utilizzata dal tecnico
per completare il trattamento secondo lo schema pianificato.
Per ogni programma di trattamento
il fisico completa la cartella personale del paziente con una scheda che
riporta la dosimetria (Fig. 2).
Al termine della terapia
il paziente è visitato dagli stessi specialisti e viene completata
la cartella clinica con l'opinione del medico e del paziente.
I risultati ottenuti sono
classificati secondo una scala semiquantitativa di 5 punti: molto buono,
buono, discreto, scarso, nullo, secondo un giudizio funzionale-obiettivo
del fisiatra e secondo la valutazione soggettiva del paziente.
Artrosi del ginocchio
La nostra ricerca è
stata condotta su 228 anziani (maschi e femmine con età media di
76 anni) ricoverati all'Istituto Geriatrico Pio Albergo Trivulzio, affetti
da grave artrosi del ginocchio (II e III stadio radiologico); 36 sono stati
trattati con laser CO2, 31 con laser HeNe e 82 con laser GaAs.
La tecnica a scansione è
stata utilizzata nel caso del laser CO2 e del laser HeNe, mentre il laser
GaAs è stato usato sia con tecnica a scansione (65 pazienti) che
per punti (17 pazienti).
In particolare nel caso
di tecnica a scansione, l'area da trattare include l'articolazione del
ginocchio con un campo di dimensioni generalmente di 10x15 cm; la distanza
tra sorgente e pelle viene mantenuta costante e uguale ad un metro (Fig.
3).
Nel trattamento per punti
l'applicazione viene fatta in corrispondenza del condilo mediale e laterale
del femore, dell'interlinea articolare femoro-tibiale, dei condili laterali
e mediali della tibia, della testa del perone, della rotula, e del muscolo
vasto mediale e laterale (Fig. 4).
Il tempo di applicazione
della terapia a scansione con laser HeNe è di circa 30 minuti (velocità
di scansione da 2,5 e 2,8 cm/sec), con laser GaAs di 10-15 minuti e con
laser CO 2 di 10 minuti.
Nella terapia con laser
GaAs, condotta per punti, il tempo di applicazione è di 1 minuto
per punto con un numero di punti variabile da 10 a 15 per ginocchio secondo
la patologia e la struttura anatomica del soggetto.
In tutti i casi citati,
tranne per il laser CO2, si variano le condizioni di trattamento aumentando
la frequenza di ripetizione del segnale al fine di raggiungere una dose
media prefissata di 15 J per seduta. Il numero totale di sedute previste
per un intero ciclo di laserterapia viene mantenuto uguale a 20 (Tab. 1).
Risultati molto buono -
buono sono stati ottenuti nel 67.5% di pazienti trattati con laser CO2,
dal 72.3 di pazienti trattati con laser GaAs con la tecnica per punti,
dal 61.3% dei pazienti trattati per mezzo di laser con GaAs con la tecnica
a scansione, e dal 42.6% dei pazienti trattati con laser HeNe.
Non sono state notate differenze
statisticamente significative tra i risultati dei trattamenti con laser
CO2 e GaAs (p=0,975), ma l'analisi statica ha dimostrato una differenza
significativa (p=0,02) tra l'effetto di CO2 e HeNe.
Inoltre, è stato
considerato l'effetto delle diverse lunghezze d'onda del laser quando la
laserterapia era eseguita esclusivamente con la tecnica a scansione.
I risultati ottenuti sono
presentati nella Tabella 2, nella quale per ogni tipo di trattamento
si è indicato il numero di pazienti che avevano ottenuto risultati
molto buono, buono, discreto, scarso o nullo.
Il risultato molto buono
- buono è stato ottenuto sul 61.3% dei pazienti trattati con laser
GaAs, nel 42,6% nei pazienti trattati con Laser HeNe e nel 67.5% in pazienti
trattati con laser CO2.
Artrosi Lombare
Finora sono stati inclusi
117 pazienti con schede complete. Essi erano maschi e femmine (età
media 69.3 anni) affetti da dolore lombare dovuto ad artrosi.
Il trattamento è
stato condotto con l'utilizzo di laser GaAs a diodi o HeNe mediante la
tecnica a scansione, per punti o combinata scansione-punti (Figg. 5, 6,
7).
La terapia è stata
ripetuta ogni giorno per un totale di 5 trattamenti/settimana con dose
media a trattamento di 15 J per il laser a GaAs e di 4 J per il laser a
HeNe.
Nei trattamenti per scansione
l'area includeva la colonna lombare preferibilmente di 10-15 cm e nel caso
di trattamento per punti venivano trattate le radici nervose lombari.
I risultati ottenuti sono
presentati nella Tabella 3, dove per ogni tipo di laser e di tecnica
di trattamento è stato indicato il numero dei pazienti che hanno
presentato risultati: molto buono, buono, discreto, scarso o nullo. I risultati
molto buono furono ottenuti su 28 pazienti (46%) dei 61 trattati con laser
GaAs con la tecnica a scansione, mentre solo su 7 pazienti (31.8%) dei
22 trattati con laser HeNe con la tecnica a scansione; 20 pazienti (32.7%)
dei 61 trattati con laser GaAs e 7 (31.8%) dei 22 trattati con laser HeNe
presentarono risultati discreti.
Risultati scarsi o nulli
furono ottenuti in 13 (21.3%) dei 61 pazienti trattati con laser GaAs ma
solo in 8 (36.4%) dei 22 pazienti trattati con laser HeNe (Tab. 3).
Inoltre si presentano i
risultati ottenuti usando il laser GaAs con due diverse tecniche (scansione
o per punti) (Tab. 4).
Dodici (44.5%) dei 27 pazienti
trattati con laser GaAs con la tecnica a scansione e 16 (47%) dei 34 trattati
con laser GaAs con la tecnica per punti hanno presentato risultati molto
buoni; 11 (40.7%) dei 27 pazienti trattati con tecnica a scansione e 9
(26.5%) dei 34 pazienti trattati con tecnica per punti hanno presentano
discreti risultati; 4 (14.8%) dei 27 pazienti trattati con tecnica a scansione
e 9 (26.5%) dei 34 trattati con la tecnica per punti hanno presentato scarsi
o nulli risultati.
I risultati preliminari
controllati con valutazione statistica (x2) confermano che il laser GaAs
è stato più efficace che il laser HeNe nel trattamento dell'artrosi
lombare.
Sindrome Algodistrofica
Riflessa
Al momento attuale sono inclusi
140 pazienti con schede completate. I trattamenti furono condotti per mezzo
della tecnica a scansione sulla spalla (area di 10 x 15 cm) e sulla mano
(area 10 x 10 cm) (Fig. 8).
La nostra ricerca è
stata effettuata per mezzo del laser CO2 defocalizzato a differente dose
(densità di energia) per ottenere le condizioni tecniche che possono
determinare i migliori effetti di trattamento. La terapia è stata
ripetuta ogni giorno (5 trattamenti/settimanali) per un totale di 20 sedute.
Nella valutazione degli
effetti obiettivi del trattamento nei pazienti emiplegici affetti da sindrome
algodistrofica riflessa, per le condizioni cliniche non collaborative dei
soggetti e la presenza di diversi sintomi nella spalla e nella mano che
possono essere singolarmente o insieme implicati nel disturbo (con dolore
e riduzione della motilità articolare nella spalla e con edema nella
mano) abbiamo classificato gli effetti per mezzo di una scala semiquantitativa
(già presentata in una precedente pubblicazione) nella quale ogni
effetto ottenuto in ogni singolo sintomo (diminuzione del dolore, ripresa
della motilità articolare e dell'edema della mano) contribuisce
alla somma totale dell'effetto secondo la scheda riportata nella Tabella
5.
Nelle tabelle 5a e 5b è
indicato il numero di pazienti, classificati secondo risultato ottimo,
buono, discreto, scarso e nullo, per ogni tipo di laser usato e dosimetria
(densità di potenza).
Risultati ottimo-buono si
sono ottenuti per 7 pazienti (38.9%), discreto per 9 pazienti e scarso-nullo
per 2, su un totale di 18 trattati con laser HeNe (0.311 J/cm2).
Per pazienti trattati con
lo stesso laser, ma con dose minore (0.229 J/cm2) si sono avuti risultati
ottimo-buono per 5, discreto per 4 e scarso-nullo per 1 paziente su un
totale di 10.
La casistica per il laser
CO2 mette in evidenza la differenza di distribuzione tra le basse (137
J/cm2) e le alte dosi (425 J/cm2), poi confermata con l'analisi statistica.
I risultati sono ancora
preliminari, a causa della diversità numerica dei soggetti sottoposti
alla laserterapia con HeNe e CO2, ma esiste una significativa differenza
statistica tra l'effetto dei due diversi tipi di laser (p=0.026).
Inoltre è stata verificata
statisticamente anche una significativa differenza tra l'effetto del laser
CO2 a basse ed alte dosi (p=0.024) e tra i risultati del trattamento con
basse dosi di laser CO2 e alte dosi di laser HeNe (p=0.006).
Discussione
Prima di tutto sulla base
dei risultati ottenuti si può osservare che diverse apparecchiature
laser presentano differente efficacia quando utilizzate per terapie nelle
malattie osteoarticolari dei pazienti geriatrici.
Infatti, si è notato
che il laser GaAs può essere più efficace del laser HeNe
per patologie osteoartrosiche. Questi risultati possono dipendere da fattori
fisici, poichè la lunghezza d'onda del laser HeNe (632.8 nm) è
meno penetrante nel tessuto e non può interagire con cellule bersaglio
al di sotto della superficie della pelle.
Per quanto riguarda i differenti
risultati ottenuti con il CO2 ed il laser HeNe, bisogna considerare la
complessità strutturale e la disomogeneità della pelle: quando
la radiazione del laser CO2 ed HeNe interagisce con il tessuto, a causa
della disomogeneità strutturale della superficie della pelle si
possono produrre zone di focalizzazione che, nel caso della luce laser
CO2, determinano punti di elevato incremento locale di temperatura.
Questa distribuzione non
omogenea di temperatura, dovuta alla trasmissione di energia nello spessore
della pelle determina aree di aumento di concentrazione di prodotti biochimici
i quali possono indurre effetti terapeutici.
Inoltre bisogna ricordare
che spesso non è corretto paragonare gli effetti ottenuti applicando
le stesse dosi di radiazione laser prodotte da diverse sorgenti, proprio
perché dosi molto diverse di radiazioni possono essere riemesse
come sopracitato riguardo i laser HeNe e CO2.
Si può comunque concludere
con la stima dell'effetto della terapia in pazienti che soffrono di malattie
osteoarticolari e notare come i laser GaAs e CO2 sono più efficaci
dell'HeNe nel trattamento di artrosi lombare e gonartrosi.
Questo effetto conferma
i risultati ottenuti dal nostro gruppo nella terapia di anziani sofferenti
di artrosi lombare [1-2] e da Suriano [24] in pazienti sofferenti di dolori
osteoartrosici ed è anche confrontabile con i risultati di Oshiro
e Shirono [23] nella laser terapia dell'artrosi lombare in pazienti di
età media inferiore.
Un secondo punto di discussione
è l'effetto della laserterapia sulla sindrome algodistrofica riflessa.
Mentre l'osteoartrosi è
una malattia degenerativa delle articolazioni ben conosciuta, che può
manifestarsi frequentemente nel paziente anziano, i fattori patogenetici
(dovuti al sistema nervoso centrale e/o periferico) della sindrome algodistrofica
riflessa non sono definiti e sono ancora argomento di discussione.
I pazienti emiplegici possono
sviluppare la sindrome algodistrofica riflessa e, a causa del dolore osteoarticolare,
non possono essere sottoposti a riabilitazione tramite FKT.
E' noto che la laserterapia
di bassa potenza diminuisce il dolore articolare, inoltre De Luca e coll
[25] hanno notato che il laser CO2 defocalizzato può essere efficace
per la diminuzione del dolore osteoarticolare della spalla nei pazienti
emiplegici, e Rochkind ha dimostrato l'effetto stimolante del laser HeNe
a basse dosi sul nervo sciatico ferito dei ratti e sul sistema nervoso
centrale e periferico [20-22].
Circa la laserterapia nella
sindrome algodistrofica riflessa del paziente emiplegico, nella nostra
preliminare esperienza abbiamo trovato che il laser CO2 defocalizzato sembra
essere efficace nel ridurre la sindrome algodistrofica del paziente emiplegico
(essendo particolarmente efficace nel ridurre il dolore articolare della
spalla) quando vengono utilizzate base dosi.
Tale effetto è in
linea con i risultati di Von Bruegel et al (1994) sulla proliferazione
di cellule Schwann nei ratti che presenta un significativo aumento alle
più basse intensità.
In conclusione nella nostra
ricerca abbiamo cercato di determinare la lunghezza d'onda del laser che
può indurre l'effetto terapeutico migliore nelle diverse malattie
del paziente geriatrico; il prossimo passo sarà quello di stabilire,
sulla base della cartella clinica di ogni soggetto, la dose ottimale
effettivamente assorbita ed il numero di trattamenti settimanali e totali
ottimali necessari a raggiungere il previsto beneficio.
Pertanto si suggerisce che
la laserterapia può essere inclusa nel trattamento di anziani sofferenti
di artrosi lombare o del ginocchio, in modo particolare quando altre malattie
concomitanti richiedono la prescrizione di più medicine e nella
terapia riabilitativa del paziente emiplegico sofferente di sindrome algodistrofica
riflessa.
S. Giavelli1, G. Fava1, A.
Galanti2,
E. Hartmann3, L. Pisani4,
G. Castronuovoo e L. Spinoglio1
Istituto Geriatrico
Pio Albergo Trivulzio -
Milano.
Dipartimenti di: Radiologia
e Laserterapia1, Reumatologia2, Day Hospital3, Riabilitazione II4
Ospedale Martini Nuovo,
Torino |