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Parliamo di mosaici
e di tessere di mosaico.
Credo che ci siano
da noi eccellenti facitori di tessere e rari compositori di mosaici.
Parto da un esempio della primavera scorsa: l'eliminazione della Lazio
dalla Champion's League nei quarti di finale ad opera del Valencia,
che all'epoca, prima dell'insperato scudetto all'ultimo secondo in una
vicenda in realtà tutta da decifrare (ma perché, se un campionato è
pochissimo credibile, quando lo “ruba” la Juventus diventa una specie
di “Dash lava più bianco”, e non è così se finisce alla Lazio?), parve
un'autentica “tregenda”.
Ma che tipo di tregenda?
E' proprio questo il punto, cioè la tessera che non forma un mosaico:
vediamo.
Prima tessera: discorso
calcistico sulla Lazio, il proprietario, l'allenatore, i giocatori ecc.
Tessera che trovate dappertutto.
Seconda tessera: un
affresco del calcio italiano. Perché non c'è più nessun club nostrano
nelle manifestazioni europee, nesso con la Nazionale che di questi tempi
vale poco, confronti con il calcio degli altri clubs europei e con le
loro Nazionali, ecc. Anche qui, commentatori a iosa dalla faconda parola
e dallo scritto penetrante. Qualcuno si può addirittura spingere fino
a un discorso di sistema tra calcio italiano e calcio spagnolo, rievocando
i numerosi precedenti che negli ultimi mesi hanno visto una nettissima
prevalenza iberica, cercandone le spiegazioni in una differente struttura
che vede il calcio in Spagna già assimilato in età scolare, con uso
delle palestre ad hoc e apprendimento dei cosiddetti fondamentali della
tecnica individuale fin da allora (leggi l'allenatore della Roma, Capello,
che proprio di questo aveva parlato), ecc.
Terza tessera: ma da
questa evidenza strettamente “pallonara” non discende null'altro? Davvero?
Per esempio una diversa attenzione da parte degli spagnoli nei confronti
dello sport, anche attraverso le più recenti edizioni da loro ospitate
come i Mondiali di calcio e le Olimpiadi di Barcellona? E a proposito
di manifestazioni, non solo sportive ma culturali e più in generale
“politiche”, chi ricorda la superiorità spagnola per le Colombiadi del
'92, Sevilla assai meglio di Genova? Ma continuando ad aggiungere tessere
che nessuno aggiunge, non fa parte di questo sviluppo spagnolo la constatazione
che negli ultimi tre lustri la Spagna - sotto qualunque governo - ha
imparato a muoversi nei confronti della Comunità Europea assai meglio
di noi, a partire dalle iniziative finanziate da Bruxelles fino ai corsi
di studi in linea con aspettative e indicazioni Cee, mentre l'Italia
arriva solo oggi, sfinita, agli ammodernamenti accademici di cui si
è appena parlato? Quarta,o quinta, o sesta tessera:e le due donne che
presiedono Camera e Senato nel governo Aznar, di che cosa sono la dimostrazione?
Colore locale, femminismo di cariche e caricature, oppure un costume
più rispettoso, nel profondo, di sessi più vicini? Allora, ho reso l'idea
di cosa intendo per tessere e per mosaico? Solo che dal mio mosaico
può evincersi che la vecchia frase consolatoria “per fortuna che in
Europa c'è la Spagna” intesa come fanalino di coda che ci rivaluti oggi
non va più bene, mentre da un discorso su Nesta, Cragnotti e soci al
massimo se ne ricava un compianto per un'eliminazione prematura.
E la stessa maniera
di ragionare, lo stesso atteggiamento culturale rintracciamo purtroppo
da parte della nostra classe dirigente - e quindi, indistintamente,
da parte di un'opinione pubblica con pochissime, spezzettate opinioni
- nei confronti del cinema e dell'ambiente, dell'economia e della politica
ecc. ecc. Cercansi mosaicisti, insomma, sprezzanti del pericolo (intellettuale)...

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