|
Brioschi
Finanziaria...per un pugno di Euro
Il Bilancio chiuso
al 31.12.99, approvato a maggioranza dall'assemblea del 31 u.s., chiude
con un utile di 120 milioni a fronte della perdita di 8.552 milioni
dell'esercizio precedente.
Il confronto fra queste
due cifre starebbe ad indicare una decisa inversione di rotta nell'attività
della Società, ma, a ben guardare, il passaggio dei conti dal "rosso"
del '98 al "nero" del '99 deriva tutto dall'aumento di capitale che,
apportando liquidità per circa 225 miliardi, ha consentito non soltanto
di estinguere l'ingente indebitamento del '98 (c.ca 145 miliardi) -
e quindi di non gravare più il conto economico degli interessi passivi
- ma anche di "lucrare" dalla gestione della liquidità residua.
L'aumento di capitale
è stato reso possibile da interventi del sistema bancario interessato
al riequilibrio delle partite di debito - credito fra la Brioschi, le
sue controllate e soprattutto la controllante Bastogi .
A questo fine più di
un Istituto di Credito è intervenuto nel Capitale della Brioschi; attualmente
fra gli azionisti con quota superiore al 2% figurano ancora MPS (3%)
e la Lodi (3,49%) mentre sembrano "uscite" Banca Intesa e la Vi-fin
che detenevano complessivamente circa il 6%. In questo contesto va probabilmente
interpretato l'ingresso in Brioschi della Cisalpina Gestioni (controllata
dalla Fineco Holding) con il 9%. Il 2 u.s. è stato comunicato l'acquisto
dalla "RCS Libri" di un immobile per 56 miliardi giustificato con la
politica di "focalizzare gli investimenti in opportunità con valide
prospettive di reddito".
La nota della Società
non fornisce dettagli sulla asserita "buona redditività" ma, per alti
che siano i canoni di affitto, si dovrebbe escludere che siano tali
da consentire un adeguato dividendo ai sottoscrittori dell'aumento di
capitale dal quale provengono i 56 miliardi. In una società come la
Brioschi l'acquisto di immobili ha una logica se finalizzata ad attività
di trading, non appare coerente, invece, se fine a se stessa. La Società
dovrebbe, infatti, impegnare le proprie risorse nella valorizzazione
e monetizzazione dell'ingente patrimonio immobiliare costituito dai
Cabassi della generazione precedente.
E' pur vero che sono
stati annunciati mega - progetti, la cui realizzazione, però, dovrebbe
essere finanziata con un project-financing, una formula tutt'altro che
agevole da attuare per i "vincoli" normativi della attuale legislazione.
La gestione dei fratelli Cabassi che, tramite la Bastogi, governano
la Holding sembra più propensa ad una "amministrazione dell'esistente"
piuttosto che "tarata" per una attività imprenditoriale con l'assunzione
dei rischi che ne derivano. La mentalità "sparagnina" emerge in Brioschi
anche dall'entità dei compensi deliberati per gli Amministratori ed
i Sindaci. L'assemblea ha nominato Consiglieri Dario Fischer, Matteo
Cabassi, Massimo Busnelli, Lucia Buroni, Riccardo Cajrati Crivelli,
Roberto Golini, Giampaolo Gandolfi e Raimondo Targetti: otto, in totale,
fra i quali noti liberi professionisti. Il compenso per l'intero Consiglio
è stato fissato in 198 milioni lordi annui. Presupponendo che al Presidente
vengano assegnati 40 milioni (poco più di 3 milioni lordi mensili e
cioè poco più di 1,5 milioni netto mese) ed all'Amministratore Delegato
50 milioni (poco più di 4 milioni lordi al mese e cioè a poco più di
2 milioni netti mese), fra gli altri 6 Consiglieri resterebbero da ripartire
108 milioni lordi e, cioè, 54 milioni netti che diviso 6 corrisponde
a 9 milioni annui e cioè a L. 750.000 mensili.
Non certo migliore
il trattamento riservato dall'assemblea: a Maurizio Comoli Presidente
del Collegio Sindacale ed ai Sindaci effettivi Fabrizio Colombo e Carlo
Tavormina. Venticinque milioni lordi al primo, quindici milioni lordi
ai secondi: come dire un milione netto al mese al Presidente, seicentoventicinquemila
nette mensili ai secondi.
Se questi personaggi
non fossero al di sopra di ogni sospetto, verrebbe da pensare che il
compenso ufficiale è integrato da contropartite alternative, in quanto
è del tutto anomalo che gente con studi professionali accreditati -
per siffatti compensi - svolga con diligenza, completezza e professionalità
i compiti che competono agli Amministratori ed ai Sindaci. Verrebbe
anche da pensare - sbagliando - che se sono pagati poco o è perché valgono
poco o perché lavorano poco e che in ciò risiede la motivazione della
loro scelta da parte dei Cabassi.
E' banalmente ovvio
come tutto ciò non giovi all'immagine di una Società quotata, a quella
dei Cabassi ma anche, e soprattutto, a quella degli interessati. Matteo
Cabassi a chi, in assemblea ha esposto queste considerazioni ha risposto
che i compensi ai Consiglieri ed ai Sindaci saranno riesaminati se e
quando il bilancio salderà con utili adeguati. Questa affermazione è
priva di qualunque supporto logico. Soprattutto l'attività dei Sindaci
- garanti anche per le minoranze - è, e deve essere, svolta e remunerata
quale che sia il saldo del bilancio così come avviene per quella della
Società di certificazione. Strano mondo quello delle Società quotate
in cui ai compensi multimiliardari di tanti Amministratori di Società
costantemente in perdita, si contrappongono professionisti che accettano
di essere al servizio della Brioschi... solo per un pugno di Euro !
|