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Si possono chiamare
culti distruttivi o gruppi totalitari ma la prassi di certe organizzazioni
è sempre la stessa: offendere deliberatamente e in modo continuato la
dignità umana dei loro membri e probabilmente anche i diritti dell'uomo.
I culti distruttivi
si celano dietro quella libertà di fede, di coscienza e di associazione
che sono garantite in tutti i Paesi democratici, sfruttano l'area effettivamente
non regolata dal diritto in riferimento alla manipolazione mentale fino
al limite estremo. E' proprio da questo che deriva la difficoltà di
far luce dietro la facciata. Si ha così un paradosso: le stesse norme
e le stesse leggi che sono state emanate per la tutela delle libertà
dell'uomo, consentono ai culti distruttivi di indottrinare i loro membri
e ridurli in schiavitù. I metodi usati vanno dai procedimenti ipnotici
alle dinamiche di gruppo.
L'individuo durante
tutta la fase di iniziazione è ingannato e manipolato, ma mai direttamente
minacciato, in modo tale che faccia le scelte che sono previste. Una
volta all'interno del culto il controllo del contesto sociale è mantenuto
grazie all'intervento di diversi fattori:
- Processi interni
- Isolamento da altre
persone - Pressione psicologica
- Distanza geografica
- Mancanza di mezzi
propri
- A volte pressione
fisica
L'imposizione di un
forte controllo dell'ambiente è strettamente connessa al processo di
cambiamento dell'individuo.
Nel caso in cui sia
molto intenso, il controllo mira a divenire interiorizzato, nel tentativo
di gestire la comunicazione interiore dell'individuo.
Pur non realizzandosi
mai in maniera completa il controllo può arrivare in profondità.
Si manifesta come il
convincimento che il possesso della verità sia un'esclusiva del gruppo
e così può entrare in conflitto con l'autonomia dell'individuo, vissuta
come una minaccia.
L'indottrinamento effettuato
dai culti distruttivi passa attraverso sofisticate e potenti tecniche:
- Controllo del comportamento
- Controllo dei pensieri
- Controllo delle emozion
i - Controllo dell'informazione
Il
controllo del comportamento
E' ciò che regola la
realtà fisica di un individuo. Include il controllo del contesto in
cui la persona si trova - dove abita, quali vestiti indossa, che cibo
mangia, quanto dorme, che tipo di lavoro svolge - come pure le sue abitudini
e altre attività. I culti totalitari sanno bene che se per un motivo
qualsiasi il comportamento di un individuo cambia, l'intera gamma di
valori e l'immagine che ha di se stesso muteranno a loro volta, per
accordarsi al mutamento. Quindi la necessità di esercitare cambiamento
è alla base dei rigidi programmi di vita imposti agli adepti.
Nei culti distruttivi
c'è sempre qualcosa da fare. In alcuni gruppi i membri devono chiedere
il permesso per qualsiasi cosa. In altri casi l'individuo viene reso
così dipendente dal punto di vista finanziario che la sua facoltà di
scelta comportamentale si restringe automaticamente. Il seguace deve
essere autorizzato a telefonare a un amico o a un parente fuori dal
gruppo e deve rendere conto di ogni ora della giornata. In un ambiente
così strutturato, tutti i comportamenti possono essere premiati o puniti.
L'ubbidienza è la più importante lezione da apprendere. Chi comanda
sa che non potrà mai controllare completamente i pensieri di un individuo,
ma sa anche che nel determinarne il suo comportamento riuscirà ad arrivare
anche al cuore e alla mente di quel soggetto.
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