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Come
è composta la sua famiglia?
Sono sposato e ho una
bimba, e sono rimasto coinvolto con tutta la famiglia nella vita di
questa comunità.
Quali
sono le caratteristiche necessarie per fare parte di queste comunità?
Bisogna delegare al
maestro ogni aspetto della propria esistenza, dalla scelta più semplice
del cibo o del vestiario a quella più impegnativa del lavoro e della
dipendenza economica, per cercare in un cammino di meditazione e di
iniziazione l'equilibrio spirituale promesso.
Come
si è staccato da questo gruppo e quale è stata la sua esperienza?
Credo di essere stato
fortunato. Da tempo si erano insinuati nella mia mente alcuni dubbi
sulla benevolenza e sulla carità del maestro. Osservavo, con quel poco
di autonomia psichica che mi era rimasta, che alcune azioni del maestro
erano moralmente scorrette e non avevano proprio nulla di sacrosanto.
Può
farci un esempio?
Ricordo quando mi sono
trovato a lavorare per predisporre in modo scenografico alcune casette
inesistenti, poiché un tecnico doveva eseguire un sopralluogo per un
pratica di condono edilizio. Sembrava di essere a Cinecittà! Queste
sono azioni tipiche dell'edilizia ma dovrebbero essere del tutto estranee
ad una realtà e ad un luogo dove si cerca l'espressione massima della
spiritualità!
E
allora, che cosa è successo?
Ho aperto gli occhi,
mi è caduto un velo ed ho chiesto a me stesso: che differenza fa se
le stesse azioni fatte dai "furbi" nel mondo laico vengono riproposte
dietro la facciata della spiritualità. Che cosa c'è allora da imparare
da questa gente? Ho capito che era tutto un modo come un altro per fare
"business", approfittando della buonafede mia e degli altri adepti.
Ma
quale è stato l'episodio determinante?
Quello che ha contribuito
a "mettermi in crisi", ed è stato un campanello d'allarme inquietante
perché toccava una persona a me cara, mia moglie, anche lei coinvolta
all'interno della setta. Le era stato caldamente suggerito di vendere
il suo appartamento per poter naturalmente far confluire i proventi
nella comunità, perché, secondo le regole della comunità stessa, gli
appartenenti non possono possedere nulla di personale. Era una decisione
grave, che equivaleva a fare terra bruciata dietro e intorno a noi!
L'enorme mole di lavoro anche fisico e la mancanza di un adeguato riposo
mi avevano inoltre gettato in una forma di stanchezza e di depressione
gravissima, per cui ogni decisione mi pesava enormemente.
Vorrei
capire meglio, per quale motivo un essere umano si convince ad abbandonare
le sue proprietà disfandosene a favore di una comunità?
La spiegazione è semplice:
la persona ha un ruolo relativo, ciò che conta è il benessere della
comunità. In realtà l'unico a godere di condizioni privilegiate è proprio
il maestro, che si circondava di lusso e non si faceva mancare nulla.
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