Index- SommarioHome page

Anno XVI -No. 06 - 2000

 

 

 

 

 

Luisa Miccoli

 1/2

Come è composta la sua famiglia?

Sono sposato e ho una bimba, e sono rimasto coinvolto con tutta la famiglia nella vita di questa comunità.

Quali sono le caratteristiche necessarie per fare parte di queste comunità?

Bisogna delegare al maestro ogni aspetto della propria esistenza, dalla scelta più semplice del cibo o del vestiario a quella più impegnativa del lavoro e della dipendenza economica, per cercare in un cammino di meditazione e di iniziazione l'equilibrio spirituale promesso.

Come si è staccato da questo gruppo e quale è stata la sua esperienza?

Credo di essere stato fortunato. Da tempo si erano insinuati nella mia mente alcuni dubbi sulla benevolenza e sulla carità del maestro. Osservavo, con quel poco di autonomia psichica che mi era rimasta, che alcune azioni del maestro erano moralmente scorrette e non avevano proprio nulla di sacrosanto.

Può farci un esempio?

Ricordo quando mi sono trovato a lavorare per predisporre in modo scenografico alcune casette inesistenti, poiché un tecnico doveva eseguire un sopralluogo per un pratica di condono edilizio. Sembrava di essere a Cinecittà! Queste sono azioni tipiche dell'edilizia ma dovrebbero essere del tutto estranee ad una realtà e ad un luogo dove si cerca l'espressione massima della spiritualità!

E allora, che cosa è successo?

Ho aperto gli occhi, mi è caduto un velo ed ho chiesto a me stesso: che differenza fa se le stesse azioni fatte dai "furbi" nel mondo laico vengono riproposte dietro la facciata della spiritualità. Che cosa c'è allora da imparare da questa gente? Ho capito che era tutto un modo come un altro per fare "business", approfittando della buonafede mia e degli altri adepti.

Ma quale è stato l'episodio determinante?

Quello che ha contribuito a "mettermi in crisi", ed è stato un campanello d'allarme inquietante perché toccava una persona a me cara, mia moglie, anche lei coinvolta all'interno della setta. Le era stato caldamente suggerito di vendere il suo appartamento per poter naturalmente far confluire i proventi nella comunità, perché, secondo le regole della comunità stessa, gli appartenenti non possono possedere nulla di personale. Era una decisione grave, che equivaleva a fare terra bruciata dietro e intorno a noi! L'enorme mole di lavoro anche fisico e la mancanza di un adeguato riposo mi avevano inoltre gettato in una forma di stanchezza e di depressione gravissima, per cui ogni decisione mi pesava enormemente.

Vorrei capire meglio, per quale motivo un essere umano si convince ad abbandonare le sue proprietà disfandosene a favore di una comunità?

La spiegazione è semplice: la persona ha un ruolo relativo, ciò che conta è il benessere della comunità. In realtà l'unico a godere di condizioni privilegiate è proprio il maestro, che si circondava di lusso e non si faceva mancare nulla.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Click Here!