|
In questi ultimi anni
la politica economica italiana, e più in generale quella dei paesi membri
dell'Unione Europea, si è confrontata con il "dilemma pensioni", ovvero
con la necessità di ridurre la spesa pubblica, e quindi anche quella
previdenziale, senza danneggiare i lavoratori, delle presenti e delle
future generazioni.
Si è di conseguenza
rivelato utile il ricorso alla previdenza integrativa, peraltro già
diffusa e con successo, in molti paesi europei, oltre che negli Stati
Uniti.
Più difficile è stato
però il cammino di queste forme di investimento nel nostro paese, dove
il lavoratore dipendente associa quasi automaticamente il concetto di
pensione con istituzioni, come l'INPS, di carattere pubblico. Con il
passare del tempo e grazie anche alle maggiori informazioni disponibili,
quelle che una volta erano scelte adottate da pochi, è proprio il caso
di dire, "previdenti", stanno diventando opzioni presenti più frequentemente
nei bilanci familiari.
Stiamo parlando ovviamente
dei FONDI PENSIONE, uno strumento di risparmio previdenziale attraverso
il quale i lavoratori possono integrare il proprio trattamento pensionistico
di base. I fondi pensione vengono costituiti, tra l'altro, dalle società
assicurative autorizzate che ne gestiscono direttamente o indirettamente,
tramite società controllate, il patrimonio. Anche in questo ambito SAI
è in prima linea, con il suo Fondo Pensione Aperto. Come funzionano
i fondi pensione aperti Parlando di fondi pensione una premessa è fondamentale,
vi possono aderire: - i lavoratori dipendenti (sia privati che pubblici)
per i quali non sussistano o non operino fonti istitutive di fondi pensione
aziendali o di categoria, settore, raggruppamento, cioè i cosiddetti
"fondi negoziali" o "ad ambito negoziale definito"; - i lavoratori autonomi;
- i liberi professionisti; - i soci lavoratori di cooperative. L'adesione
ai fondi pensione aperti può essere prevista anche su base contrattuale
collettiva. Gli iscritti in pratica versano, con frequenza e importo
a loro scelta, contributi che mensilmente vengono trasformati in quote
rappresentative del patrimonio del fondo.
Al momento dell'assegnazione
delle prestazioni, il controvalore delle quote possedute viene corrisposto
in forma di rendita. Il Fondo prevede per chi ne usufruisce le seguenti
prestazioni: - pensione complementare di vecchiaia, al compimento dell'età
pensionabile prevista dal regime obbligatorio d'appartenenza con un
minimo di cinque anni di partecipazione al Fondo; - pensione complementare
di anzianità, alla cessazione dell'attività lavorativa con almeno quindici
anni di iscrizione al Fondo e un'età di non più di dieci anni inferiore
a quella prevista per il pensionamento di vecchiaia del proprio regime
obbligatorio. L'iscritto può eventualmente richiedere la liquidazione
della prestazione sotto forma di capitale, secondo il valore attuale,
per un importo non superiore al 50% della posizione individuale. Il
Fondo Pensione Aperto Sai opera in regime di contribuzione definita,
ovvero l'entità delle prestazioni pensionistiche è determinata secondo
criteri di corrispettività e in base al principio della capitalizzazione.
Una volta maturato il diritto alla prestazione pensionistica, la posizione
individuale dell'iscritto, al netto della parte erogata sotto forma
di capitale, è impiegata come premio unico per l'erogazione di una rendita
immediata con tre possibilità:
1) una rendita vitalizia;
2) una rendita vitalizia
reversibile, che viene corrisposta all'iscritto finché è in vita e successivamente
alla persona da lui designata tra i soggetti previsti dal sistema previdenziale
obbligatorio
3) una rendita certa
per 5 o 10 anni e successivamente vitalizia, che, per il periodo prescelto,
viene corrisposta all'iscritto (o, in caso di decesso, alla persona
da lui designata) e, successivamente, all'iscritto stesso finché in
vita. I contributi versati da lavoratori autonomi, liberi professionisti
e soci di cooperativa sono deducibili nel limite del 6% del reddito
con un massimo di cinque milioni; per i lavoratori dipendenti, che,
come detto, possono aderire solo su base collettiva, il limite personale
è pari al 2% del reddito con un massimo di 2,5 milioni, a condizione
che una parte di TFR di ammontare equivalente sia destinata al Fondo.
|