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INTRODUZIONE
Il Carcinoma Lobulare
Infiltrante della mammella è noto per sollevare spesso problemi diagnostici
e questo inconveniente si propone sia da un punto di vista clinico che
radiologico (1-3).
Alla base di queste
difficoltà risiedono una peculiare istologia e una specifica modalità
di accrescimento. Uno sviluppo secondo modalità infiltrative associato
a una scarsa reazione connettiva tessutale possono infatti rendere iconograficamente
misconosciuta la neoplasia fino ai suoi stadi più avanzati. Con gli
elevati poteri di risoluzione spaziale e di contrasto di cui dispone
e sfruttando opportunamente i tempi di captazione del Gadolinio (mezzo
di contrasto paramagnetico), la metodica RM è in grado di distinguere
più facilmente il parenchima sano dal tessuto neoplastico, anche quando
quest'ultimo sia presente sotto forma di piccoli focolai (4-6). Queste
prerogative risultano particolarmente utili nel contesto di strutture
ghiandolari mammograficamente "dense", e confermano quindi sensibilità
e accuratezza diagnostica della metodica anche nella stadiazione di
questo istotipo neoplastico (7-8), così difficilmente inquadrabile talvolta
con l'imaging tradizionale.
MATERIALI
E METODI
Abbiamo rivisto retrospettivamente
27 esami RM della mammella eseguiti in pazienti affette da CaLobulare
già istologicamente accertato. L'età delle pazienti era compresa tra
32 e 81 anni.
Abbiamo deliberatamente
considerato sia l'istotipo infiltrante che quello in situ, nonostante
quest'ultimo non sia considerabile quale effettiva entità maligna, proprio
perché se da un lato lo scopo del lavoro era rivolto all'analisi dell'attendibilità
della stadiazione effettuabile con RM, dall'altro si è voluta indagare
la corrispondenza tra istologia e valutazione dinamica della metodica.
Abbiamo pertanto rivisto
19 (79%) casi di CaLobulare puro e 8 (30%) casi in cui il CaLobulare
era associato a una componente in situ o infiltrante di CaDuttale.
Dei casi di CaLobulare,
18 (67%) erano infiltranti e 7 (26%) erano in situ, mentre in 2 (7%)
casi i sottotipi erano combinati. Tutte le pazienti avevano preventivamente
eseguito la Mammografia.
Dieci (37%) di queste
pazienti erano pervenute al nostro Dipartimento quale parte di un gruppo
di studio che esegue valutazione RM combinata alla Mammografia per valutare
la risposta di tumori localmente avanzati alla chemioterapia neoadiuvante
prechirurgica. Sette (26%) erano state sottoposte a RM in quanto sospette
per recidiva neoplastica dopo chirurgia conservativa e trattamento radiante.
Le restanti dieci (37%) pazienti avevano eseguito RM in base a riscontro
clinico o mammografico sospetto in corso di screening.
L'esame RM è stato
eseguito con apparecchiatura Siemens, Vision, 1,5T.
Previo posizionamento
di un'agocannula in fossa cubitale per la successiva iniezione di mdc
(gadolinio) ed appoggio delle mammelle in una bobina dedicata bilaterale,
le pazienti sono state sottoposte ad esame in posizione prona.
Abbiamo utilizzato
una sequenza ad elevato potere di risoluzione spaziale (spessore della
singola slice=2,5mm), che consentisse altresì uno studio del parenchima
in tempi brevi (67sec.), in modo da cogliere le captazioni più precoci,
considerabili sospette, rispetto al normale parenchima. La sequenza
utilizzata è stata la seguente:
T1WFastGE;TR=8.1msec,
TE=4msec, FlipAngle=20°, mean Field of View =330x330mm, Matrice=192x256,
Dimensione di Pixel=1,67x1,25mm e Rapporto Segnale/Rumore=0,75. Con
questa sequenza viene coperto l'intero parenchima mammario (40 fette
dello spessore di 2,5 mm, senza intervallo tra una fetta e la successiva).
Gli artefatti da pulsazione cardiaca sono stati rimossi orientando i
gradienti di fase e di frequenza.
La stessa sequenza è
stata acquisita prima e cinque volte dopo l'iniezione di gadolinio alla
dose standard di 0,1 mmol/Kg di peso corporeo, senza intervallo tra
un'acquisizione e la successiva. A paziente congedata si è proceduto
allo studio morfologico e funzionale del parenchima.
Alla consolle dell'apparecchio,
si è eseguita dapprima la sottrazione di immagini.
Dal primo e dall'ultimo
pacchetto di immagini acquisiti dopo gadolinio, si è sottratto lo stesso
pacchetto ottenuto prima dell'iniezione. Le nuove immagini "cancellano"
tutto ciò che non capta contrasto e forniscono quindi una rappresentazione
morfologica delle aree di enhancement.
La prima sottrazione
ottenuta mostra le captazioni avvenute più precocemente, mentre la seconda
sottrazione comprende anche captazioni più tardive.
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