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Anno XVI - No. 06 - 2000

 

 

 

 

 

 

"Confesso a Dio Onnipotente  e a voi fratelli che ho molto peccato in pensieri, parole, opere ed omissioni".

In una infelice quanto inopportuna esternazione Don Bagget Bozzo ha dichiarato che anche lui ha pensieri e stimoli omosessuali, ritiene tuttavia che vivendo in castità non commette peccato.

Forse essendo egli inserito attivamente nell’ambito politico in cui il compromesso è regola, ha dimenticato che si fa peccato in pensieri, parole, opere ed omissioni.

Noi, per carità cristiana, ci permettiamo di ricordarglielo, ma soprattutto ci teniamo a sottolineare che quanto da lui detto può suscitare soltanto confusione e che alla gente, quella comune, presa da problemi ben più seri, non interessa conoscere quanto attiene alla sfera sessuale,  sua o di chiunque altro. Ognuno del proprio privato può fare quello che vuole, purché ci risparmi certe esibizioni, sia pure verbali. Punto e basta.

Tutto questo accade mentre a Ginevra, sotto l’egida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, scienziati a congresso hanno programmato ricerche per i prossimi cinquant’anni affinché i rapporti sessuali siano realizzati tramite computer, naturalmente asessuato…basta inserire un chip nel cervello.

 

Il giorno 31 maggio u.s. il neo Ministro Umberto Veronesi ha presentato al Senato il suo programma per la Sanità.

Il Presidente di turno apre la seduta alle 17.30 con il solito rituale, e con molta veemenza dice: “I Senatori hanno un minuto per effettuare le domande e il ministro non dovrà superare i dieci minuti nelle risposte.”

A questo punto l’obiettivo della televisione effettua una piccola panoramica dell’aula del Senato, presenti 4 senatori, segue la  zoomata sull’area riservata al governo. Solo, completamente solo, il Prof. Veronesi illustra il suo programma: unico interlocutore, un senatore di Alleanza Nazionale, radiologo.

Su un problema che tocca la pelle della gente, assenteismo completo, vuoto totale dell’aula, e diventa ridicola l’affermazione del presidente dell’assemblea che limita il tempo per le domande e le risposte. Per dare spazio a chi? A dei fantasmi?

Sono questi spettacoli che allontanano la gente dalla politica, non certo gli spot  che suggeriscono di non andare a votare.

Forse i senatori dovrebbero essere clonati, ma, senza forse, per i cittadini sarebbe troppo averne il doppio. In casi simili sarebbe invece opportuno oscurare il video.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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