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| . . | Bocciati dall’Antitrust perché
distorsivi della concorrenza sia la legge
collegata alla finanziaria ‘98 sia il recente accordo Sanità
- Farmindustria - Assosalute.
Secondo l’Antitrust i due provvedimenti allontanano
infatti dal necessario processo di liberalizzazione del mercato.
I protocolli fra Ministero, Farmindustria
e Assosalute prevedono che le case
farmaceutiche si impegnino a non alzare più del 20% il prezzo dei
farmaci di fascia C fino al costo di 10.000
lire (tra cui il "Fluibron" della Chiesi,
la "Cardioaspirina" della Bayer, Il "Polase" della Wyeth, tanto
per citarne alcuni) e non oltre il 10% per quelli il cui costo supera
tale cifra (come ad esempio il "Levolac" della
Boehringer, il "Gentalin" della Essex,
il "Fluifort" della Dompé). Secondo l’organo di vigilanza
questo testo è "volto a ricondurre
elementi di regolamentazione dei prezzi"
e contrasta con il processo di apertura alla concorrenza avviato dal mercato farmaceutico nei principali paesi europei. Con questa motivazione l’Authority ha deciso di aprire un’istruttoria (che dovrà chiudersi entro il 27 novembre) nei confronti di Farmindustria. . . |