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Azionisti
di riferimento della Compagnia sono la Compart (31,71%) e Mediobanca
(13,58 %); Compart - a sua volta - è controllata da alcune Banche,
da alcuni privati e da Mediobanca che ne ispira la gestione.
E' altrettanto noto che Mediobanca è ancora in attesa di definire il
"dopo Cuccia". Si può aggiungere che, nella recente assemblea
della Compart, il Presidente Luigi Lucchini confermò la disponibilità
a "cedere" Fondiaria, per un prezzo "adeguato". Il futuro di
Fondiaria, quindi, è legato alle decisioni della Compart e, perciò,
di Mediobanca che non è però, attualmente, in grado di assumerne.
In questo contesto, si colloca l'"uscita" di Roberto Gavazzi.
Dopo aver portato la partecipazione della Compagnia nel MPS al
2%, l'Amministratore di Fondiaria ha "lanciato" alla banca senese la
proposta di un accordo nel "bancassicurazione". Gavazzi sa che MPS non
vuole accordi, ma vuol gestire il "bancassicurazione"; Gavazzi sa che
Cuccia non voleva che Fondiaria finisse nel MPS ma caldeggiava un accordo
Fondiaria - SAI; Gavazzi sa che per questi motivi in passato le trattative
Fondiaria - MPS, sono "morte" prima di nascere. Il "dopo Cuccia", può
rendere oggi possibile ciò che prima non lo era e consentire quindi
al MPS, di "conquistare" Fondiaria verso cui la "Fondazione" è attratta
per evidenti ragioni di "toscanità". L'accordo proposto da Gavazzi,
si inquadra, dunque, nel tentativo di riaffermare la propria autonomia
(di cui in effetti non gode), proponendo al MPS un patto "inter-pares"
per scongiurarne l'"assalto". In questa ottica, la "proposta", ha tutta
l'aria di un ballon d'essai.
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