Anno XVI - No. 07 - 2000

 

 

 

 

 

Gabriella De Marco

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So che in Francia è stata approvata la legge che mira a prevenire e reprimere i gruppi a carattere settario: in Italia a che punto siamo?

Molto indietro, tant'è che il nostro progetto di legge è l'unico attualmente presentato e speriamo possa avviarsi celermente all'esame della Camera. Nel predisporlo poi ci siamo ampiamente avvalsi dell'esperienza francese, avendo studiato gli atti delle commissioni parlamentari e ministeriali francesi che si occupano del fenomeno da almeno dieci anni. Ma abbiamo anche studiato "carte" italiane quali la già citata relazione del 1998 del Ministero dell'interno, ricca comunque di spunti preziosi e taluni casi di plagio o di circonvenzione di incapace quali il caso Braibanti, il caso Verdiglione e la vicenda giudiziaria di "mamma Ebe".

Se verrà approvata la legge anche in Italia, saranno pesanti le pene per questi pseudo-religiosi, chiamati guru, che sfruttano la vulnerabilità dei loro seguaci?

Più che pesanti saranno certe, perché gli strumenti di lotta forniti sono maggiormente raffinati. Non viene reintrodotto il reato di plagio, che fu applicato in Italia al solo caso Braibanti e poi fu dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale; viene invece modificato il reato di circonvenzione ampliandone la portata alle persone temporaneamente incapaci a causa dell'età, di menomate condizioni fisiche o psichiche, anche ove tale menomazione sia indotta con pratiche o con sostanze; ove tale condizione sia verificata sono annullabili gli atti posti in essere a danno di sé e del proprio patrimonio ed i responsabili sono punibili da tre ai sei anni. A supporto delle vittime la legge da noi presentata prevede la partecipazione al processo di associazioni che hanno tra i loro scopi la tutela della dignità e dei diritti della persona, come accade nei processi per stupro.

Quali potrebbero essere le misure da adottare per prevenire questo tipo di esperienza di manipolazione mentale? Quale misura preventiva la proposta prevede la costituzione di un osservatorio che raccolga le informazioni sul fenomeno e dialoghi con inquirenti e magistrati. Tuttavia le migliori forme di prevenzione restano l'educazione dei giovani e l'informazione ai cittadini; e qui torniamo all'importanza mai abbastanza sottolineata della famiglia e della scuola. Né va dimenticata, in una nazione tradizionalmente e solidamente cattolica come l'Italia, l'importanza dell'azione e dell'insegnamento della Chiesa. Riprendendo i concetti espressi nella prima risposta: spetta a noi genitori combattere lo smarrimento dei nostri giovani, spetta a noi politici ed alle istituzioni civili e morali contrastare lo smarrimento della società.

La ringrazio, onorevole, per la disponibilità e le auguro buon lavoro.

Gabriella De Marco

 

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