|
So
che in Francia è stata approvata la legge che mira a prevenire e reprimere
i gruppi a carattere settario: in Italia a che punto siamo?
Molto indietro, tant'è che il nostro progetto di legge è l'unico attualmente
presentato e speriamo possa avviarsi celermente all'esame della Camera.
Nel predisporlo poi ci siamo ampiamente avvalsi dell'esperienza francese,
avendo studiato gli atti delle commissioni parlamentari e ministeriali
francesi che si occupano del fenomeno da almeno dieci anni. Ma abbiamo
anche studiato "carte" italiane quali la già citata relazione del 1998
del Ministero dell'interno, ricca comunque di spunti preziosi e taluni
casi di plagio o di circonvenzione di incapace quali il caso Braibanti,
il caso Verdiglione e la vicenda giudiziaria di "mamma Ebe".
Se
verrà approvata la legge anche in Italia, saranno pesanti le pene per
questi pseudo-religiosi, chiamati guru, che sfruttano la vulnerabilità
dei loro seguaci?
Più
che pesanti saranno certe, perché gli strumenti di lotta forniti sono
maggiormente raffinati. Non viene reintrodotto il reato di plagio, che
fu applicato in Italia al solo caso Braibanti e poi fu dichiarato incostituzionale
dalla Corte Costituzionale; viene invece modificato il reato di circonvenzione
ampliandone la portata alle persone temporaneamente incapaci a causa
dell'età, di menomate condizioni fisiche o psichiche, anche ove tale
menomazione sia indotta con pratiche o con sostanze; ove tale condizione
sia verificata sono annullabili gli atti posti in essere a danno di
sé e del proprio patrimonio ed i responsabili sono punibili da tre ai
sei anni. A supporto delle vittime la legge da noi presentata prevede
la partecipazione al processo di associazioni che hanno tra i loro scopi
la tutela della dignità e dei diritti della persona, come accade nei
processi per stupro.
Quali
potrebbero essere le misure da adottare per prevenire questo tipo di
esperienza di manipolazione mentale? Quale misura preventiva
la proposta prevede la costituzione di un osservatorio che raccolga
le informazioni sul fenomeno e dialoghi con inquirenti e magistrati.
Tuttavia le migliori forme di prevenzione restano l'educazione dei giovani
e l'informazione ai cittadini; e qui torniamo all'importanza mai abbastanza
sottolineata della famiglia e della scuola. Né va dimenticata, in una
nazione tradizionalmente e solidamente cattolica come l'Italia, l'importanza
dell'azione e dell'insegnamento della Chiesa. Riprendendo i concetti
espressi nella prima risposta: spetta a noi genitori combattere lo smarrimento
dei nostri giovani, spetta a noi politici ed alle istituzioni civili
e morali contrastare lo smarrimento della società.
La
ringrazio, onorevole, per la disponibilità e le auguro buon lavoro.
Gabriella De Marco
|