Anno XVI - No. 07 - 2000

 

 

 

 

 

Luisa Miccoli

1/2

Intervista a Monsignor Minuti,

Presidente del Gruppo di Ricerca

e Informazione sulle Sette (GRIS)

Come spiega, Mons. Minuti, lo svilupparsi del fenomeno di nuove forme di culto negli stati occidentali, tra i quali anche l'Italia, cattolica per tradizione?

Le attuali condizioni sociali, segnate da diffusa insicurezza per la concorrenza di tanti fattori destabilizzanti (paura ricorrente di guerra atomica, guerre di inaudita ferocia in tante regioni, intolleranza etnica e religiosa, milioni di profughi, disoccupazione, crisi della famiglia, egoismo edonistico con relativi sfruttamenti dei "deboli") hanno aumentato disperazione, diffidenza, isolamento e conseguente ricerca di appoggio "affidabile". Il secolarismo diffuso e la ricerca spasmodica di benessere hanno impoverito la vita religiosa in famiglia; genitori non esemplari non hanno trasmesso valori imprescindibili per l'autentico bene individuale e sociale, né sono stati capaci di illuminare religiosamente figli in adolescenza fisiologicamente contestatrice e tuttavia in ansiosa ricerca di risposte ben fondate ai grandi "perché" della vita. La ridotta pratica cristiana ha spinto verso fumosi surrogati: tante "nuove" forme di culto hanno capito e prontamente usato il momento favorevole, offrendo ad un mercato affamato imminenti - e perciò efficaci - "oasi paradisiache" e "risposte facili a domande difficili". Non è forse onesto e operativo ammettere che, anche questa volta "i figli di questo secolo" sono stati più avveduti e tempestivi che "i figli della luce" (cfr. Lc 16,8)?

Poiché non tutti i movimenti spirituali diversi dalle religioni tradizionali, che comunemente sono definiti sette sono pericolosi, dove termina secondo lei la libertà di religione e comincia la strumentalizzazione della persona all'interno di un gruppo religioso? La libertà di abbracciare una religione o l'altra è funzione della misura di verità religiosa raggiunta con ricerca rispettabile, degna di questo nome. Contro tale rispettabilità congiurano relativismo religioso (una religione vale l'altra) e le "decisioni" che non sono propriamente "scelte" ma soltanto cedimento ad attrazioni attuate con studiati inganni.

Quando un adepto si accorge o comincia a sospettare di essere stato attirato non da autentiche verità ma da esche ben mimetizzate, ha un dovere morale: deve - nell'interesse suo e sociale - concludere di trovarsi non in una rispettabile religione ma in una deplorevole organizzazione con inequivocabili connotati di setta: starà poi a lui prendere le decisioni più sagge in rapporto alla sua concreta situazione (di famiglia ecc.). Non è libertà religiosa aderire a frodi: proprio sono il sintomo della strumentalizzazione della persona all'interno di sedicenti gruppi religiosi.

Quale tipo di lavoro svolge il GRIS sul territorio?

Il Gruppo di Ricerca e di Informazione sulle Sette riceve richieste di aiuto - ordinariamente - da parenti di persone che in casa presentano comportamenti "nuovi", fanno discorsi a loro insoliti e spesso insistono perché si passi tutti insieme ad un gruppo "religioso" dai contorni imprecisi. Questa è la via più comune per rivelare, sul territorio o su un esatto suo punto, l'azione di un gruppo "religioso" che, pur tendendo a conquistare intere famiglie, ne teme la naturale solidarietà dei membri e spinge ad agire senza scoprire le carte fino a suscitare il giusto allarme per le sue posizioni dottrinali e per i metodi di persuasione. Tali posizioni e metodi, presenti nelle pubblicazioni del gruppo, vengono studiati proprio nelle dirette e ufficiali vie di diffusione: se ne prepara relativa, ineccepibile documentazione e, a scopo preventivo e terapeutico, viene resa nota per via di stampa, radio, tv, internet, conferenze e incontri personali.

 

Click Here!