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Molte
persone sono plagiate da maghi, santoni, guru, operatori dell'occulto;
come risponde la chiesa alla diffusione, ancora nel 2000, di queste
pratiche frutto di ignoranza e superstizione?
La
chiesa cattolica, in documenti ufficiali, ne sottolinea la non scientificità
e la opposizione all'insegnamento della Bibbia, nonché l'eloquenza dei
risultati purché vengano studiati con sano e disincantato senso critico.
Non
è che la richiesta dell'occulto si rivolge ai maghi perché il settore
che prima costituiva un punto di riferimento spirituale oggi ha perso
il carisma, rivolgendo le sue attività peculiari più al sociale che
ai bisogni spirituali? Siffatta richiesta è, purtroppo, attestata
dall'intera Storia dell'umanità sotto ogni latitudine; deriva da diffusa
paura di decidere da soli a causa delle normali incertezze del vissuto,
da ignoranza, dal solleticante desiderio di prevalere piegando "forze
occulte", e viene sicuramente accentuata quando cala l'invito a guardare
in Alto. A quel Dio che, in terra, ha dichiarato segno di somiglianza
a Lui proprio le attività sociali.
A chi ha il compito di educare i giovani al senso
religioso del mistero che cosa suggerisce, per far si che non diventino
facile preda dei reclutatori di quei gruppi che applicano il controllo
mentale? Hanno questo nobile ma arduo compito anzitutto la famiglia
di origine, la scuola, gli operatori pastorali e, vicendevolmente, tutti
i battezzati: almeno con l'esempio di vita cristiana coerente. Essendo
questa la trasmissione di un bene dai risultati eterni, dovrà venir
affidata non ad estemporanea improvvisazione ma ad accurata e diuturna
preparazione che tenga conto delle varie fasi nello sviluppo dei giovani.
Per tali educatori è indispensabile:
a)
informarsi dettagliatamente e studiando le fonti dirette circa
i gravi danni, sui singoli e sulla società (famiglia, ecc.), causati
dai gruppi che applicano il controllo mentale; b)
diffondere
informazione documentando;
c)
curare e aiutare le vittime di quei gruppi e chi ne è uscito,
ma ne subisce condizionamenti riemergenti;
d)
rispettare il lento cammino di "adepti in uscita" e seguirli
sapientemente, anche per più anni, perché sorga in loro l'autentico
senso del mistero;
e)
non abbandonare mai e per nessun motivo a se stesse le vittime
delle sette: sarebbe il più bel regalo alle sette stesse.
Luisa Miccoli
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