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Richard
Wagner è sempre stato un personaggio amato, odiato oppure addirittura
vezzeggiato dal pubblico e dalla critica. Tutto ciò ha sempre creato
una costante attenzione sul suo stile e sulla sua produzione.
Ogni anno a Bayreuth il Festival wagneriano rappresenta tutti i lavori
teatrali del compositore tedesco, rileggendo con rinnovata attenzione
le sue "infuocate" pagine. Nato a Lipsia nel 1813 e morto a Venezia
nel 1883, egli ha saputo rivoluzionare il teatro musicale, eliminando
tutte le tradizioni, per lasciare spazio ad un collegamento ampio e
storicamente nuovo della letteratura con la musica. Il suo stile originale
ha messo in crisi le regole dell'Ottocento, offrendo la possibilità
ai compositori del Novecento di percorrere nuove strade e di raggiungere
nuovi traguardi.
Wagner
abbandona anche il genere del grand-opera riproducendo un nuovo aspetto
di teatro d'opera epico che si diluisce con la mitologia. Anche nell'aspetto
discografico il compositore offre numerosi esempi della sua produzione:
infatti molti esecutori si sono cimentati con la sua opera: interpretandola
in differenti modi, senza però perdere quello smalto che lo contraddistingue.
Per
esempio il "Parsifal" ha una numerosa serie di esecutori fra i quali
si distingue P. Boulez nella splendida registrazione della EMI 157-270-178-3
(5LP) E' ormai noto che le interpretazioni di Boulez sono sempre ricche
di una profonda ricerca filologica, che mette in risalto l'orchestrazione
possente e varia unità ad un uso drammatico e scuro della voce. Anche
Solti per la Decca 417-143-22c (4CD) rilegge la partitura in modo lucido
e completamente privo dalle tradizioni che si sono aggiunte nel primo
Novecento. Nel cast di Solti sono presenti nomi prestigiosi quali Tiri
Te Kanawa, Popp con l'ausilio della Wiener Philarmoniker. Una garanzia
per l'interpretazione wagneriana.
Anche
il "Tannhauser" è un ulteriore esempio del suo genio, poiché il lavoro
dimostra una profonda conoscenza del dramma. Per quanto riguarda la
discografia, ritroviamo Solti alla guida della Wiener Philarmoniker
in una incisione Decca 41450I-22B (3CD) forse eccessivamente ritmica
ma incisiva per quanto riguarda le voci, calibrate per lo stile di Wagner.
Nell'Idillio
di Sigfrido troviamo molti interpreti che hanno inciso questa lapidaria
pagina orchestrale. Fra le incisioni più interessanti si può ricordare
quella di Ashkenazy con l'English Chamber Orchestra per la Decca 410
111-22k, poiché il direttore utilizza una sonorità asciutta senza trascurare
un velato romanticismo che è alla base del brano. Ritornando brevemente
indietro nel tempo, troviamo la superba interpretazione di Furtwangler
con la Wiener Philarmoniker per la EMI 149.0II97/99 M (3 LP); forse
meno plateale, pur essendo ricca di giochi sonori che rendono la presente
pagina storica e indimenticabile. Anche Toscanini si era cimentato con
la difficile partitura ed infatti negli archivi discografici è rimasto
un documento che può fare la gioia degli appassionati (RCA 26.35 111
EK, 4LP). Del resto il binomio Toscanini-Wagner non poteva dare altro
che ottimi risultati. Comunque al di là dell'aspetto discografico, Wagner
fu un personaggio ricco di carisma e di un istrionismo che soggiogarono
il pubblico e i critici del tempo. Un istrionismo in positivo, dato
che numerosi sono i punti in suo favore. Il primo riguarda la trasformazione
della tavolozza orchestrale, con l'ampliamento delle possibilità strumentali.
La seconda conquista si basa sull'abbandono totale del romanticismo
legato alle concezioni chopiniane. Infine la frantumazione dello stile
tonale è l'elemento più importante nella sua vita d'artista. Continuando
nella ricerca discografica, troviamo pagine pianistiche le quali non
sono diventate famose quanto i lavori operistici. Per esempio la "Sonate
fur Klavier" B. dur rappresenta un aspetto prezioso dell'uso che Wagner
fa del pianoforte.
Gli interpreti più accreditati sono Galling e Speidel, che hanno registrato
il brano per case discografiche piccole (FSM: Fono Schallplatten Gmbh.
Munster 33043/44) per Galling e (Car: Camus Uerlag Stuttgart 53 113)
per Speidel. Bisogna chiedersi come mai le grandi opere sono sempre
incise da case discografiche prestigiose e i brani poco conosciuti sono
appannaggio delle case più modeste. Eppure è sempre Wagner! Potenza
del mercato discografico!
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