Anno XVI - No. 07 - 2000

 

 

 

 

 

Adriano Bassi

Richard Wagner è sempre stato un personaggio amato, odiato oppure addirittura vezzeggiato dal pubblico e dalla critica. Tutto ciò ha sempre creato una costante attenzione sul suo stile e sulla sua produzione.

Ogni anno a Bayreuth il Festival wagneriano rappresenta tutti i lavori teatrali del compositore tedesco, rileggendo con rinnovata attenzione le sue "infuocate" pagine. Nato a Lipsia nel 1813 e morto a Venezia nel 1883, egli ha saputo rivoluzionare il teatro musicale, eliminando tutte le tradizioni, per lasciare spazio ad un collegamento ampio e storicamente nuovo della letteratura con la musica. Il suo stile originale ha messo in crisi le regole dell'Ottocento, offrendo la possibilità ai compositori del Novecento di percorrere nuove strade e di raggiungere nuovi traguardi.

Wagner abbandona anche il genere del grand-opera riproducendo un nuovo aspetto di teatro d'opera epico che si diluisce con la mitologia. Anche nell'aspetto discografico il compositore offre numerosi esempi della sua produzione: infatti molti esecutori si sono cimentati con la sua opera: interpretandola in differenti modi, senza però perdere quello smalto che lo contraddistingue.

Per esempio il "Parsifal" ha una numerosa serie di esecutori fra i quali si distingue P. Boulez nella splendida registrazione della EMI 157-270-178-3 (5LP) E' ormai noto che le interpretazioni di Boulez sono sempre ricche di una profonda ricerca filologica, che mette in risalto l'orchestrazione possente e varia unità ad un uso drammatico e scuro della voce. Anche Solti per la Decca 417-143-22c (4CD) rilegge la partitura in modo lucido e completamente privo dalle tradizioni che si sono aggiunte nel primo Novecento. Nel cast di Solti sono presenti nomi prestigiosi quali Tiri Te Kanawa, Popp con l'ausilio della Wiener Philarmoniker. Una garanzia per l'interpretazione wagneriana.

Anche il "Tannhauser" è un ulteriore esempio del suo genio, poiché il lavoro dimostra una profonda conoscenza del dramma. Per quanto riguarda la discografia, ritroviamo Solti alla guida della Wiener Philarmoniker in una incisione Decca 41450I-22B (3CD) forse eccessivamente ritmica ma incisiva per quanto riguarda le voci, calibrate per lo stile di Wagner.

Nell'Idillio di Sigfrido troviamo molti interpreti che hanno inciso questa lapidaria pagina orchestrale. Fra le incisioni più interessanti si può ricordare quella di Ashkenazy con l'English Chamber Orchestra per la Decca 410 111-22k, poiché il direttore utilizza una sonorità asciutta senza trascurare un velato romanticismo che è alla base del brano. Ritornando brevemente indietro nel tempo, troviamo la superba interpretazione di Furtwangler con la Wiener Philarmoniker per la EMI 149.0II97/99 M (3 LP); forse meno plateale, pur essendo ricca di giochi sonori che rendono la presente pagina storica e indimenticabile. Anche Toscanini si era cimentato con la difficile partitura ed infatti negli archivi discografici è rimasto un documento che può fare la gioia degli appassionati (RCA 26.35 111 EK, 4LP). Del resto il binomio Toscanini-Wagner non poteva dare altro che ottimi risultati. Comunque al di là dell'aspetto discografico, Wagner fu un personaggio ricco di carisma e di un istrionismo che soggiogarono il pubblico e i critici del tempo. Un istrionismo in positivo, dato che numerosi sono i punti in suo favore. Il primo riguarda la trasformazione della tavolozza orchestrale, con l'ampliamento delle possibilità strumentali.

La seconda conquista si basa sull'abbandono totale del romanticismo legato alle concezioni chopiniane. Infine la frantumazione dello stile tonale è l'elemento più importante nella sua vita d'artista. Continuando nella ricerca discografica, troviamo pagine pianistiche le quali non sono diventate famose quanto i lavori operistici. Per esempio la "Sonate fur Klavier" B. dur rappresenta un aspetto prezioso dell'uso che Wagner fa del pianoforte.

Gli interpreti più accreditati sono Galling e Speidel, che hanno registrato il brano per case discografiche piccole (FSM: Fono Schallplatten Gmbh. Munster 33043/44) per Galling e (Car: Camus Uerlag Stuttgart 53 113) per Speidel. Bisogna chiedersi come mai le grandi opere sono sempre incise da case discografiche prestigiose e i brani poco conosciuti sono appannaggio delle case più modeste. Eppure è sempre Wagner! Potenza del mercato discografico!

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