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INTERVISTA
ALL'ON. TESTA
Come
è emerso dalle precedenti parti della nostra inchiesta sul plagio
e le sette religiose, al problema non sono indifferenti nemmeno le forze
politiche, poichè la necessità di legiferare in materia,
anche seguendo l'esempio di altri paesieuropei, è ormai considerata
imprescindibile.
Per
saperne di più abbiamo intervistato l'on. Lucio Testa, parlamentare
dei Democratici, primo firmatario di un progetto di legge che vuole
riconsiderare l'intera questione.
Onorevole
Testa, qual è la sua posizione sulla delicata tematica relativa ai movimenti
delle sette?
I
fatti più recenti - l'omicidio della suora a Chiavenna da parte di tre
ragazze, la profanazione di decine di tombe nel cimitero di Gaeta, un
fatto gravissimo perché si è trattato di un'operazione pianificata,
compiuta in un ampio arco di tempo da più persone - e più in generale
l'allarme lanciato dal Ministero dell'interno sul proliferare di gruppi
satanici e movimenti religiosi e magici, mostrano come il fenomeno vada
estendendosi. La nostra preoccupazione è rivolta in particolare non
tanto alle manifestazioni esteriori e già penalmente perseguibili, quanto
al vuoto morale e culturale che attanaglia in primis alcuni giovani,
ma anche alcuni altri gruppi sociali. L'art. 8 della Costituzione garantisce
la libertà religiosa; quindi non possiamo perseguire nessuno almeno
sino a quando le loro pratiche non sconfinano nel reato. Occorre rafforzare
l'azione di contrasto e di prevenzione, ma se non riportiamo la società
ad ideali civili o di fede rischiamo di asportare metastasi che continuamente
si riformano.
C'è
una proposta di legge per fermare questo sottile e grave dilagare dell'influenza
settaria, sempre più presente nel nostro paese?
C'è
ed è stata presentata dopo una travagliata elaborazione a mia prima
firma e da altri colleghi del gruppo dei Democratici. Nel prepararla
ci siamo trovati di fronte alla medesima difficoltà dinanzi alla quale
si sono trovati i funzionari del Ministero dell'interno nell'estendere
la relazione sui nuovi movimenti magici o religiosi e cioè la definizione
legale di setta. Il Ministero ha accolto una accezione amplissima per
cui si sono trovati catalogati come setta anche movimenti non sospettabili.
Noi abbiamo bypassato questo problema stabilendo che la setta è definita
tale in base a quello che fa, fornendo agli inquirenti e alla magistratura
gli strumenti idonei a valutare l'operato di questi gruppi. Ci siamo
avvalsi della vecchia legge sulle associazioni politiche segrete, approvata
quando scoppiò lo scandalo P2, stabilendo che le misure contro tali
associazioni - punibilità, salvo altri reati, fino a 5 anni per i promotori,
scioglimento e confisca dei beni, interdizione dai pubblici uffici,
sospensione dei pubblici dipendenti in attesa della definizione del
procedimento - si applicano anche contro ai movimenti sedicenti religiosi,
esoterici o magici, ove ricorrano criteri di segretezza, interna od
esterna, connessi a finalità o atti o ritualità contrari alla legge
ed al buon costume, nonché lesivi della dignità e dei diritti della
persona.
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