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AnnoXVI -No. 08 - 2000

 

 

 

 

 

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Il Regno Unito apre alla ricerca sugli embrioni. Gli Stati Uniti si associano. Il dibattito investe tutta l’Europa. Il Papa prende posizione.

I pro ed i contro si sprecano. Subito in Borsa c’è chi è corso ad acquistare titoli di Società ritenute beneficiarie di queste “aperture” scientifiche. “Il Giornale” del 26 agosto ha titolato: “Piazza Affari fa festa con Biotech effetto Clinton su Biosearch, Esaote, e Schiapparelli rinviato per rialzo”.

Il 31 luglio, il titolo Biosearch quotava L. 109.922, il 30 agosto L. 126.826; nello stesso periodo Schiapparelli è salita da L. 372 a L. 406 ed Esaote da L. 7629 a L. 8154. Il pressapochismo di pseudo - speculatori improvvisati ed orecchianti regna sovrano. L’attività della Biosearch (cfr. ns. archivio “Biosearch Italia S.p.A.: il fascino è nel nome”) non può trarre e non trarrà alcun beneficio dalla ricerca nella biotecnologia alla quale è - ed intende rimanere - del tutto estranea.

Il suo futuro prossimo dipende fortemente dall’ottenere, prima possibile, le autorizzazioni per la commercializzazione di due antibiotici messi a punto nei propri laboratori.

La Schiapparelli, dopo una serie incredibile di ristrutturazioni, ha abbandonato il settore farmaceutico ed ha concentrato il proprio core-business nella cosmesi e nell’alimentazione biologica. Nulla a che vedere, dunque, con gli embrioni e le cellule umane.

La Esaote è specializzata nella progettazione e costruzione di apparecchi elettromedicali con particolare riferimento alla strumentazione per la diagnostica della cardiochirurgia. Tutt’altro campo e tutt’altra specializzazione.

L’incontrollata emotività rischia, dunque, di coinvolgere altri “cercatori d’oro” che cacciando “embrioni in Borsa” si avventurano ad investire in titoli di Società di cui ignorano perfino l’attività.

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