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Una nota della Società
dell’8 settembre, con i dati della semestrale riferisce: “L’andamento
del primo semestre 2000" - ha dichiarato Corrado Ravanelli, Presidente
di Mirato SpA - “è stato estremamente positivo, consentendoci anche
di conquistare nuove fasce di mercato, come quello delle giovanissime,
con prodotti fortemente innovativi. Prevediamo che i risultati del secondo
semestre saranno ancora soddisfacenti, sia in termini operativi, sia
a livello di risultato netto; tale ottimismo è motivato dai risultati
relativi alle vendite dei prodotti a maggiore marginalità, in particolare
la linea Bon Bons di Malizia. Credo che tali positivi risultati siano
ben accolti dal mercato finanziario, e che tale soddisfacimento si rifletta
favorevolmente sul nostro titolo, che a nostro giudizio appare oggi
sottostimato rispetto ai suoi fondamentali economici e patrimoniali”.
Senza voler essere scortesi con Corrado Ravanelli, contraddicendolo,
non si può fare a meno di annotare che il conto economico della Mirato
ha presentato negli ultimi tre semestri il seguente consuntivo (mil.
di lire):
Valore
della produzione
I sem. ’99= 81.819
II sem. ‘99= 95.048
I sem. 2000= 85.808
Margine
operativo lordo
I sem. ‘99=7.841
II sem. ‘99=16.093
I sem. 2000= 10.678
Risultato
prima delle imposte
I sem. ’99=7.799
II sem. ‘99=16.839
I sem. 2000= 11.213
Il secondo semestre
del 2000 se è in incremento rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente,
è, invece, in sensibile flessione rispetto al semestre che lo precede.
Nei bilanci, piaccia o non piaccia, valgono i numeri e non le parole.
Per il prossimo futuro
la nota della Società informa che: “Il Consiglio di Amministrazione
ha inoltre esaminato l’aggiornamento delle previsioni per l’anno in
corso, che prevedono una crescita del risultato operativo di circa il
14% ed un incremento dell’utile netto di circa il 20%”. Si prevede,
quindi, un “Margine operativo” di 27.360 mil (rispetto ai 23.934 mil
del ’99) ed un “Utile netto” di c.ca 16/17 mld, anche in conseguenza
del minor carico fiscale. Difficile parametrare il 14% di incremento
del MOL in mancanza di riferimenti sullo sviluppo delle vendite e della
struttura dei costi. Si può scrivere, comunque, che un “Utile netto”
di 16/17 mld su un fatturato inferiore ai 200 mld, se non è un dato
“esaltante”, è tuttavia un risultato “accettabile”.
In un articolo pubblicato
da MF del 10 ottobre ’99, sono state riportate le approfondite valutazioni
di analisti molto qualificati che concludevano con un target di 9 Euro
alla fine del 2000 e di 10,85 in 5 anni.
In un articolo molto
più recente (23 settembre u.s.), MF riferisce, invece, un report di
Centrosim che indica intorno a 7,8 Euro un prezzo obiettivo di medio-lungo
termine. In definitiva a ottobre si stimava a fine 2000 una quotazione
di 9 Euro; a fine settembre (poco meno di un anno dopo), questa ipotesi
è stata ridimensionata fortemente e si parla di un valore inferiore
a 8 Euro nel medio periodo.
Si dovrebbe concludere
che nelle stime che hanno determinato il prezzo di collocamento, abbiano
influito valutazioni prospettiche in qualche misura virtuali. Oggi analisti
e risparmiatori sono passati dal “virtuale” al “reale”.
Il titolo, infatti,
oggi quota L. 11521 rispetto a L. 12586 del prezzo di collocamento.
Non si può (e non si deve) sottovalutare che la Mirato fattura meno
di 200 miliardi; che opera in un mercato fortemente competitivo in cui
sono determinanti il permanente rinnovamento del listino; che l’”immagine”
richiede il continuo rinvigorimento dei marchi; che il marketing deve
essere supportato da notevoli investimenti in pubblicità e promozioni.
Quello in cui opera la Mirato è un mercato in cui è “guerra tutti i
giorni”.
Corrado Ravanelli considera
l’attuale quotazione penalizzante: forse pecca per l’amore che nutre
per la sua creatura.
Il collocamento ha consentito
di dotare la società di adeguati mezzi finanziari ed alla famiglia Ravanelli
di “intascare” poco meno di 23 miliardi.
Anche per i Ravanelli
è “sensato” passare dal “virtuale” al “reale”.
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