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LA
TERZA FASE.
Forme
di sapere che stiamo perdendo
Raffaele Simone Edizioni Laterza
pag.149
In questi nostri tempi
stiamo velocemente cambiando l’approccio al sapere. Nella storia del
conoscere, dopo la fase della scrittura, dopo l’era della stampa siamo
approdati a quella che l’autore definisce la terza fase della televisione
e del computer.
La televisione, nata
come un elettrodomestico di svago, in realtà si è dimostrata la più
potente scuola di pensiero che l’uomo abbia mai potuto frequentare.
Le conoscenze non sono
più veicolate solo tramite l’operazione del leggere e dello scrivere,
ma giungono a noi anche dal video, con tutta la suggestione che l’immagine
porta con sè. Lo stesso telefono sta diventando sempre più fonte di
informazioni e si sta evolvendo alla velocità della luce.
Il libro ha perso il
primato sulla conoscenza.
Il sapere dell’uomo
non sarà più lo stesso. Cambieranno il nostro modo di formulare conoscenze,
il nostro modo di comunicare e di intendere la comunicazione di ciò
che sappiamo e vogliamo sapere. Ma come tutto ciò si sta verificando?
Quanto del vecchio,
magari ringiovanito da un buon maquillage sarà possibile traghettare
con noi in questa rivoluzione epocale?
Che cosa, invece, ci
stiamo inesorabilmente lasciando alle spalle come un bel tramonto la
cui luce si spegne lentamente nella notte?
E’ giusto inquadrare
bene il problema con l’aiuto del prof.
Raffaele Simone, ordinario
di Linguistica dell’Università Roma Tre, che sa guidare in modo competente
ed agile in un percorso dove tutto sembra ovvio, ma non lo è. Un testo
davvero utile a chiunque guarda perplesso come lo stile epistolare è
mutato da quando l’e mail ha sostituito la vecchia lettera, costringendo
le parole a restringersi, le frasi a comprimersi e le sigle a moltiplicarsi
all’infinito. Un testo che illumina sul gap generazionale che blocca
il dialogo tra professori ancorati alla logica stringente dell’analisi
razionale e ragazzi tuffati nell’atmosfera più sfumata, allusiva emozionalmente
forte, meglio espressa dalle note della loro musica.
La svolta che il conoscere
sta facendo ha il fascino del paradosso: in un mondo dove si diffonde
a macchia d’olio la realtà virtuale del senso visivo ecco che tra le
persone si instaura la comunicazione implicita che predilige l’evocazione
indiretta, la trasmissione di esperienze e non di discorsi, il ritorno
al mito della Grande Terra Madre di tutti gli uomini, schiavi o no delle
moderne forme di sapere.
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