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AnnoXVI -No. 08 - 2000

 

 

 

 

 

 Francesco Provenzano

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Si riapre il Parlamento e ritornano sul tappeto, immutate e irrisolte, le solite tematiche. Il clima si fa sempre più surriscaldato in vista delle prossime elezioni, ovviamente anche i sindacati vogliono avere una valenza maggiore nelle decisioni che il governo dovrebbe prendere.

Gli scioperi sono indetti per lo più da movimenti di base e inconsueti, ad esempio quello dei poliziotti, con i quali non possiamo che essere d’accordo. Quando parlamentari, ministri, ex ministri, funzionari godono di emolumenti da emirati arabi, offrire diciottomila lire lorde di aumento è veramente inqualificabile, soltanto ad ipotizzarlo c’è da vergognarsi.

Ma ormai ammazzarsi per la vergogna rappresenta un’eccezione.

Detto questo, siamo ormai in costante discesa, in cui l’euro ci sta dolcemente spingendo, e neanche poi tanto dolcemente.

Ma non era stato detto che con l’istituzione della moneta unica europea saremmo diventati tutti più ricchi? Più ricchi di chi? Un altro punto importante che condiziona la vita di tutti è l’aumento del petrolio, tema che ci viene propinato quotidianamente dai mass media.

Di fatto l’unico che da questa situazione (non sembri paradossale) ci guadagna è lo stato italiano.

E vi spieghiamo perché: l’ENI, ente di stato, in questa fase ha incassato circa 400 miliardi in più, che provengono dagli aumenti che sono stati man mano deliberati sulla benzina, mentre per il rimborso alle varie categorie interessate (autotrasportatori, tassisti...) il Ministero del tesoro ha stanziato cifre nettamente inferiori, come ad esempio quelle proposte per i tassisti, che sono nell’ordine complessivo di 120 miliardi.

La differenza fra quanto incassato e quanto si intende erogare è di circa 280 miliardi, che vanno ad arricchire, appunto, il Ministero del tesoro; un modo come un altro per continuare a prendere in giro non solo i tassisti ma anche i cittadini in genere.

Per quello che riguarda i lavori parlamentari, la Commissione Affari Sociali del Senato ha approvato il disegno di legge sulla “Riqualificazione dell’assistenza sanitaria e attività professionale”, di cui riportiamo la parte iniziale: “1.

Nel conferimento o nella conferma degli incarichi di struttura semplice o complessa e degli incarichi professionali ai sensi degli articoli 15, 15-bis e 15-ter del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, i direttori generali stabiliscono, per ciascun dirigente interessato, obiettivi di riqualificazione dell’assistenza e di razionalizzazione delle risorse anche al fine di realizzare, nel periodo di durata dell’incarico, la progressiva e programmata riduzione delle liste di attesa in base a specifici piani e volumi di attività. 2.

Il monitoraggio continuo delle attività istituzionali e libero professionali ai fini della gestione e riduzione delle liste di attesa è svolto sotto la diretta responsabilità del direttore sanitario aziendale. 3.

Il raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 1 costituisce elemento di valutazione nell’ambito delle verifiche di cui all’articolo 15, comma 5, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, ai fini della conferma dell’incarico."

Francesco Provenzano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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