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Tra le numerose iniziative
collaterali alla celebrazione dell’anno santo, quella a più alto contenuto
scientifico è stata l’incontro mondiale dei Docenti Universitari, tenutosi
dal 3 al 10 settembre.
Il programma dei convegni
era assai vario, ma per ciò che riguarda la medicina grande risalto
hanno avuto, per la qualità dei relatori e lo spessore dei temi trattati,
le tre giornate dedicate alla “Fisiopatologia della
comunicazione di massa”, ospitata dal Collegio De Merode di piazza
di Spagna.
L’incontro era organizzato
dal prof. Vincenzo Mastronardi – del Dipartimento
di Scienze Psichiatriche della Sapienza – con la collaborazione di Leadership
Medica, che alle tematiche trattate dedica da sempre ampio spazio.
In effetti gli argomenti
all’ordine del giorno erano fin troppi, ciascuno di essi avrebbe richiesto
una trattazione specifica.
Si è parlato infatti
di plagio, di manipolazione sociale, di serial killer, di nefasta influenza
dei mass media, di sette, di mobbing e di altro ancora.
Volendo sintetizzare,
la fisiopatologia della comunicazione di massa è una disciplina che
si occupa di quei processi degenerativi che, a livello sociale e individuale,
hanno luogo attraverso le molteplici forme di comunicazione di cui disponiamo.
Un classico esempio
di fisiopatologia della comunicazione di massa è la figura del serial
killer, la cui attività non di rado viene influenzata dai contenuti
di pellicole cinematografiche che tendono a fare dell’assassino un eroe,
seppure in negativo.
A parlarne è stato George
B. Palermo, criminologo dell’Università del Wisconsin, già autore
di perizie psichiatriche su noti serial killer (uno per tutti Jeffrey
Dahmer, il “mostro di Milwaukee”).
Palermo si è anche chiesto
se un uso distorto della stampa non metta a rischio gli stessi principi
democratici sui quali si regge la società.
Una questione su cui
riflettere, quando si pensa alla “leggerezza” di certi titoli che condannano
un cittadino ancora prima del processo. Molto suggestiva è stata la
parentesi storica che il convegno ha affidato al prof.
Baima
Ballone e al dott. Aristide Malnati. Ballone,
docente all’Università di Torino e massimo studioso della
Sacra Sindone, ha offerto una brillante dimostrazione di psichiatria
legale applicata al passato remoto.
La sua relazione, molto
dettagliata, ha illustrato le argomentazioni scientifiche che portano
ragionevolmente a credere che la Sindone sia davvero il lenzuolo che
ha avvolto il corpo di Cristo.
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