AnnoXVI -No. 08 - 2000

 

 

 

 

 

Achille Aveta

1/2

Opinione Tedesca

In Germania i politici si sono ripetutamente pronunciati sulle problematiche religiose che stiamo esaminando.

Essi si sono fatti carico delle preoccupazioni della popolazione, dibattute dai media, riconoscendo la dimensione socio-politica del problema. Nel giugno 1998 il Parlamento Federale Tedesco riceveva la relazione finale su Cosiddette sette e psicogruppi, redatta dalla Commissione d'inchiesta incaricata dopo due anni di indagini e 49 sedute. Nei compiti della Commissione non rientrava il giudizio su singoli gruppi né sui loro presupposti ideologici. Anche questa Commissione si è fatta guidare dal principio della neutralità e della tolleranza statale.

I gruppi raccolti sotto la definizione di sette vengono accusati di isolamento, di manipolazione psichica del singolo attraverso strutture interne totalitarie e con l'impiego di tecniche di controllo considerate problematiche, di frode, di sfruttamento, di causare gravi danni psicologici nei membri e nei loro congiunti, ma anche della pianificazione di sistemi sociali antidemocratici.

Pertanto, l'indagine della Commissione si proponeva, tra l'altro, di: - individuare i pericoli derivanti da queste organizzazioni per il singolo, per lo Stato e per la società; - studiare gli scopi politico-sociali sia manifesti che nascosti di queste organizzazioni; - stabilire l'ambito legittimo della rivendicazione della libertà di religione da parte di nuovi movimenti religiosi o filosofici, delle cosiddette sette e degli psicogruppi. Il concetto di dipendenza psicologica o "spirituale" descrive esperienze che, viste dall'esterno, sono connesse all'influsso di un gruppo o di un'autorità a danno di singoli. Il termine descrive queste esperienze talvolta con l'analogia al fenomeno dell'assuefazione a medicinali o sostanze stupefacenti. L'assuefazione consiste in un bisogno interiore non controllabile, forte e regolare di tenere un certo comportamento o di provare una certa esperienza seguendo canoni stereotipati; se ne viene impedito il compimento, insorgono fenomeni come stress, paure, disorientamento, iperattività o stati depressivi (tutti fenomeni tipici dell'astinenza).

Se si osservano i casi in cui un individuo cerca di affermare i propri diritti di fronte ad un gruppo, il singolo è sottoposto, in qualità di denunciante, all'obbligo di provare i fatti dichiarati. Questo sembra smplice, se esistono dei documenti dichiarativi. Tuttavia, se dal gruppo o dai suoi membri viene messa in discussione la validità di tali documenti, il singolo si può facilmente trovare in difficoltà: per procedimenti interni in genere non ci sono né documenti scritti né testimoni neutrali; i membri che rimangono nell'organizzazione normalmente non deporranno a favore di un ex-membro, soprattutto in gruppi rigidamente strutturati, come nel caso di Scientology citato ad esempio dalla Commissione, dove distacchi e processi contro l'organizzazione vengono considerati come comportamenti esecrabili o addirittura come delitti, tanto che i "fedeli" si possono sentire legittimati, a danno del "disertore", a non dire la verità davanti alla corte. I pochi documenti scritti sono redatti normalmente dal gruppo stesso e formulati in modo giuridicamente ineccepibile.

Comportamenti informali, come per esempio lo sfruttamento di una situazione di pressione o di debolezza, sono praticamente impossibili da provare. Per il neofita inesperto i tentativi di indottrinamento non sono umanamente riconoscibili se nascosti abilmente; col passar del tempo diventa difficile ricordare i singoli elementi dell'indottrinamento come tali e, cosa più importante, documentarli in forma giuridicamente riconoscibile.

Inoltre, la situazione legislativa presente rende possibile alle organizzazioni in questione di argomentare pubblicamente che le accuse rivolte loro non riguardano l'associazione stessa, ma che si tratterebbe piuttosto di un increscioso comportamento imputabile a singoli soggetti.

L'orientamento Svedese

Nell'ottobre 1998 anche una Commissione governativa svedese pubblicava un rapporto sui nuovi movimenti religiosi. Il mandato affidato alla Commissione includeva un'indagine sulla misura in cui le persone che abbandonano i movimenti religiosi alternativi vivono stati di disagio, e sul tipo di aiuto necessario.

È stata, inoltre, rivolta particolare attenzione alla situazione dei bambini all'interno di questi movimenti. La Commissione svedese ha condiviso l'importanza di un costante dibattito sull'atteggiamento della società verso i movimenti che limitano le libertà democratiche all'interno delle loro fila. Ogni anno, in Svezia all'incirca un centinaio di persone cerca aiuto per problemi che si sono presentati in relazione all'appartenenza o all'abbandono di un nuovo movimento religioso.

C'è motivo di supporre che un numero maggiore di soggetti cercherebbe aiuto se gli addetti all'assistenza conoscessero gli specifici problemi che insorgono in questo contesto; l'imperfetta comprensione delle cause sottese e la stessa natura del problema probabilmente impediscono alla gente di avvertire l'insorgere del problema. Molti vengono trattenuti da sentimenti di vergogna per essere stati "raggirati"; il numero dei reticenti è presumibilmente alto, e molte più persone si farebbero avanti, se sapessero dell'esistenza di qualche forma di assistenza quando abbandonano un nuovo movimento religioso.

 

Click Here!