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Opinione
Tedesca
In
Germania i politici si sono ripetutamente pronunciati sulle problematiche
religiose che stiamo esaminando.
Essi
si sono fatti carico delle preoccupazioni della popolazione, dibattute
dai media, riconoscendo la dimensione socio-politica del problema. Nel
giugno 1998 il Parlamento Federale Tedesco riceveva la relazione finale
su Cosiddette sette e psicogruppi, redatta dalla Commissione d'inchiesta
incaricata dopo due anni di indagini e 49 sedute. Nei compiti della
Commissione non rientrava il giudizio su singoli gruppi né sui loro
presupposti ideologici. Anche questa Commissione si è fatta guidare
dal principio della neutralità e della tolleranza statale.
I gruppi raccolti sotto la definizione di sette vengono accusati di
isolamento, di manipolazione psichica del singolo attraverso strutture
interne totalitarie e con l'impiego di tecniche di controllo considerate
problematiche, di frode, di sfruttamento, di causare gravi danni psicologici
nei membri e nei loro congiunti, ma anche della pianificazione di sistemi
sociali antidemocratici.
Pertanto, l'indagine della Commissione si proponeva, tra l'altro, di:
- individuare i pericoli derivanti da queste organizzazioni per il singolo,
per lo Stato e per la società; - studiare gli scopi politico-sociali
sia manifesti che nascosti di queste organizzazioni; - stabilire l'ambito
legittimo della rivendicazione della libertà di religione da parte di
nuovi movimenti religiosi o filosofici, delle cosiddette sette e degli
psicogruppi. Il concetto di dipendenza psicologica o "spirituale" descrive
esperienze che, viste dall'esterno, sono connesse all'influsso di un
gruppo o di un'autorità a danno di singoli. Il termine descrive queste
esperienze talvolta con l'analogia al fenomeno dell'assuefazione a medicinali
o sostanze stupefacenti. L'assuefazione consiste in un bisogno interiore
non controllabile, forte e regolare di tenere un certo comportamento
o di provare una certa esperienza seguendo canoni stereotipati; se ne
viene impedito il compimento, insorgono fenomeni come stress, paure,
disorientamento, iperattività o stati depressivi (tutti fenomeni tipici
dell'astinenza).
Se
si osservano i casi in cui un individuo cerca di affermare i propri
diritti di fronte ad un gruppo, il singolo è sottoposto, in qualità
di denunciante, all'obbligo di provare i fatti dichiarati. Questo sembra
smplice, se esistono dei documenti dichiarativi. Tuttavia, se dal gruppo
o dai suoi membri viene messa in discussione la validità di tali documenti,
il singolo si può facilmente trovare in difficoltà: per procedimenti
interni in genere non ci sono né documenti scritti né testimoni neutrali;
i membri che rimangono nell'organizzazione normalmente non deporranno
a favore di un ex-membro, soprattutto in gruppi rigidamente strutturati,
come nel caso di Scientology citato ad esempio dalla Commissione, dove
distacchi e processi contro l'organizzazione vengono considerati come
comportamenti esecrabili o addirittura come delitti, tanto che i "fedeli"
si possono sentire legittimati, a danno del "disertore", a non dire
la verità davanti alla corte. I pochi documenti scritti sono redatti
normalmente dal gruppo stesso e formulati in modo giuridicamente ineccepibile.
Comportamenti informali, come per esempio lo sfruttamento di una situazione
di pressione o di debolezza, sono praticamente impossibili da provare.
Per il neofita inesperto i tentativi di indottrinamento non sono umanamente
riconoscibili se nascosti abilmente; col passar del tempo diventa difficile
ricordare i singoli elementi dell'indottrinamento come tali e, cosa
più importante, documentarli in forma giuridicamente riconoscibile.
Inoltre,
la situazione legislativa presente rende possibile alle organizzazioni
in questione di argomentare pubblicamente che le accuse rivolte loro
non riguardano l'associazione stessa, ma che si tratterebbe piuttosto
di un increscioso comportamento imputabile a singoli soggetti.
L'orientamento Svedese
Nell'ottobre
1998 anche una Commissione governativa svedese pubblicava un rapporto
sui nuovi movimenti religiosi. Il mandato affidato alla Commissione
includeva un'indagine sulla misura in cui le persone che abbandonano
i movimenti religiosi alternativi vivono stati di disagio, e sul tipo
di aiuto necessario.
È
stata, inoltre, rivolta particolare attenzione alla situazione dei bambini
all'interno di questi movimenti. La Commissione svedese ha condiviso
l'importanza di un costante dibattito sull'atteggiamento della società
verso i movimenti che limitano le libertà democratiche all'interno delle
loro fila. Ogni anno, in Svezia all'incirca un centinaio di persone
cerca aiuto per problemi che si sono presentati in relazione all'appartenenza
o all'abbandono di un nuovo movimento religioso.
C'è motivo di supporre che un numero maggiore di soggetti cercherebbe
aiuto se gli addetti all'assistenza conoscessero gli specifici problemi
che insorgono in questo contesto; l'imperfetta comprensione delle cause
sottese e la stessa natura del problema probabilmente impediscono alla
gente di avvertire l'insorgere del problema. Molti vengono trattenuti
da sentimenti di vergogna per essere stati "raggirati"; il numero dei
reticenti è presumibilmente alto, e molte più persone si farebbero avanti,
se sapessero dell'esistenza di qualche forma di assistenza quando abbandonano
un nuovo movimento religioso.
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