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LA
SEDE
Il
Palazzo della Cancelleria di Roma, situato in Corso Vittorio Emanuele,
sorse per volontà di papa Damaso nel IV sec., fu adibito dapprima ad
archivio e in seguito a residenza cardinalizia. Fu completamente ristrutturato
agli inizi del Cinquecento per volontà del cardinale Raffaele Riario.
Divenuto sede della Cancelleria Apostolica, l'edificio fu sottoposto
a successivi ammodernamenti, nei quali si cimentarono, tra gli altri,
artisti come Giorgio Vasari, Perin del Vaga e Prospero Fontana.
IL COMITATO SCIENTIFICO
Il comitato di direzione scientifica della mostra è composto da Fabrizio
Bisconti (Segretario della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra),
Elena Cavalcanti (docente di Letteratura Cristiana Antica, Univ. Roma
3), Angela Donati (docente di Epigrafia e Antichità Romane, Università
di Bologna) e Paolo Liverani (Ispettore per le Antihictà Classiche,
Città del Vaticano).
Il
Concilio Vaticano II e il Giubileo 2000 sono i due più grandi eventi
della storia della Chiesa del ventesimo secolo.
E
proprio quando la Chiesa cattolica si avvia a vivere il terzo millennio
dalla nascita di Cristo, ecco che una straordinaria rassegna dedicata
agli apostoli Pietro e Paolo si offre non solo per la novità del tema,
letterario storico e artistico, e per i reperti archeologici organicamente
raccolti per la prima volta, ma soprattutto per la fondamentale importanza
e conoscenza del Cristianesimo come movente e fattore della storia.
La
mostra, inaugurata il 30 giugno a Roma, nel Palazzo della Cancelleria,
chiuderà il 10 dicembre, accompagnata da un prestigioso catalogo Electa
e una direzione scientifica di altissimo livello. E' dedicata ai due
apostoli Pietro e Paolo e alla loro incidenza sul primo cristianesimo,
mette in luce - attraverso a centocinquanta eccezionali reperti archeologici
provenienti da numerosi musei italiani e stranieri - quanto di straordinario
accadde, a partire dal I secolo della nostra era, nella capitale dell'impero,
in seguito all'arrivo, alla permanenza e al martirio dei due padri,
nella città destinata a divenire il centro di tutta la cristianità.
Questa mostra dunque racconta per immagini l'evolversi, tra mille persecuzioni,
del Cristianesimo.
Essa
è collocata nei locali sotterranei appena restaurati del Palazzo della
Cancelleria, locali destinati al termine dell'esposizione ad ospitare
l'Antiquarium degli scavi sottostanti l'edificio. Mostra questa che
diventa una finestra unica, spalancata sulla prima cristianità romana
e su un'epoca, il tardo impero, ancora poco nota agli storici. E' in
Vaticano che il corpo di Pietro venne deposto intorno al 64 o 67 d.C.
in una fossa terragna a cielo aperto, oggetto di venerazione fino al
II sec., quando fu abbellita da una forma architettonica. Ecco i luoghi
della memoria cristiana, a Roma, sede di tutta la Chiesa cattolica cristiana
che nei secoli ha continuato l'itinerario della fede, della conversione,
del perdono, di cui questa mostra è mirabile esempio.
Questi luoghi e questi oggetti di arte e di storia parlano della mirabile
persona di Cristo e dei suoi due apostoli martiri.
L'ITINERARIO
DELLA MOSTRA
L'esposizione
è articolata in cinque sezioni:
-
le origini di Roma cristiana;
-
il clima spirituale nella Roma tardo imperiale;
-
Pietro e Paolo, la storia;
-
Pietro e Paolo, i volti e le idee
-
il culto degli apostoli Pietro e Paolo dalle origini al V secolo.
Nella
prima sezione, alla luce degli studi recenti, ecco l'influsso culturale
ebraico che ha lasciato tracce durevoli nell'organizzazione della prima
comunità cristiana romana, con una serie di reperti che raccontano iscrizioni
in lingua latina, ebraica e greca, provenienti dalla catacomba ebraica
di Monteverde, datate tra il III e il IV sec., unitamente a lucerne
e vetri dorati sempre del IV sec. La seconda sezione illustra il contesto
sociale e culturale della Capitale dell'Impero tra II e IV secolo, attraverso
il variegato panorama di credenze religiose, concezioni filosofiche
e superstizioni. Si parte dall'epoca dei Severi, di relativa tolleranza
nei confronti del Cristianesimo, fino alle persecuzioni di Diocleziano
e Massimiano, per arrivare al regno di Costantino, che con l'editto
di Milano del 313 concede ai cristiani libertà di culto; ed ancora al
V sec.
quando di fatto il cristianesimo si ufficializzò come unica religione
dell'impero. La III sezione è dedicata alle fasi salienti della vita
dei due apostoli, che arrivano a Roma fin dal I secolo della nostra
era.
Ecco dunque scene derivate dai Vangeli e dagli Atti degli Apostoli,
fissate su oggetti d'arte di grande significato e bellezza. La IV sezione
dà idea di come nell'arte e nella storia si è venuta fissando l'immagine
iconografica dei Principi degli Apostoli.
Le
fisionomie dei due santi apostoli codificate di fatto tra il III e il
IV sec. attraverso documenti rarissimi e antichissimi, come la testa
"Ritratto del filosofo Plotino" del III sec., il vaso liturgico di Emesa
del V sec., preziosissimo argento siriaco oggi al Louvre ed esposto
quindi per la prima volta in Italia, fino alle ampolle d'argento dorato
del Tesoro della casa romana dei Valeri, datate IV-V sec.; e per finire
vanno ricordate anche le due singolari tavolette lignee dipinte, d'epoca
tarsa, dal Sancta Sanctorum al Laterano, con i ritratti dei due apostoli,
oggetti cari da secoli alla devozione dei pontefici romani. Infine la
V sezione, ove si documenta il culto dei martiri su cui poggia la chiesa
universale di Roma. Ecco le tre principali basiliche sorte sui luoghi
della sepoltura degli apostoli e dedicate a loro dall'imperatore Costantino
nei primi decenni del IV sec.: San Pietro in Vaticano, San Paolo fuori
le mura sulla via Ostiense, e la Basilica Apostolorum (oggi S. Sebastiano)
sulla via Appia, dove il culto era attribuito a entrambi fino alla metà
del III sec.

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