|
Inizialmente
lo chiamavano cervello elettronico, ma poi si accorsero che il cervello
era sempre quello dell'uomo e l'elettronica era solo il mezzo, l'Hardware,
(la "ferraglia"- tradotto alla lettera).
Per
far funzionare il mezzo occorreva l'intelligenza dell'uomo che doveva
predisporre il software operativo.
La
conclusione logica è una sola: la bontà dei programmi informatici è
legata a quello che è stato pensato dall'uomo ed è stato scritto nel
software.
E' per questo che, proprio per il medico pratico, sono stati predisposti
numerosi programmi che, partendo dagli stessi presupposti, hanno dato
luogo a soluzioni diverse e con funzionalità diverse, comportando gravi
ritardi nelle applicazioni concrete dell'informatica alla medicina generale.
Il
professionista medico ha visto peraltro sempre con molta diffidenza
tutto ciò che può essere considerato una interferenza nella sua prestazione
di opera intellettuale e non ha recepito perciò con immediatezza la
grandissima potenzialità del nuovo sistema. Né tanto meno la Sanità
pubblica, con tutti i suoi risvolti Nazionali, Regionali e Locali ha
saputo o voluto agevolare l'ingresso a vele spiegate dell'informatica
nella medicina generale, lesinando sugli investimenti finanziari che
avrebbero potuto dare uno sviluppo notevole alla Sanità.
Il
risultato è che da decenni ormai si continuano a spendere miliardi in
investimenti parcellizzati per un numero indefinito di esperimenti pilota
che, al momento di concretizzare, non ricevono quel supporto indispensabile
per poter estendere veramente alla gran parte delle strutture i risultati
che man mano riescono a realizzare sul campo e che perciò si perdono
per strada. Oggi, finalmente, sembra che ci siano in concreto i presupposti
per poter intervenire sullo sviluppo dell'informatica in medicina generale.
Iniziamo dai medici:
- mentre nel lontano 1984 quando iniziarono i primi esperimenti pilota
si cadeva nel vuoto assoluto poiché mancava ancora una mentalità informatica
ed i medici di medicina generale che operavano col computer erano un
numero irrilevante, oggi il terreno in cui sviluppare le nuove strategie
di intervento è completamente diverso, in quanto già oltre il trenta
per cento dei medici opera nel proprio ambulatorio con sistemi informatici.
Passando alle strutture polispecialistiche:
-
nel 1984 usavano ancora penna e calamaio ed enormi supporti ed archivi
cartacei, mentre oggi sono ormai quasi tutte completamente informatizzate
ed operano con un personale che finalmente ha abbandonato gli innumerevoli
preconcetti che nutriva nei confronti del lavoro effettuato con un computer
davanti. Ormai anche queste Strutture hanno tutti i presupposti per
poter essere rapidamente collegate in rete con medici e Ospedali anch'essi
sulla via di una completa informatizzazione.
|