Anno XVI -No. 08 - 2000

 

 

 

 

 

Amedeo Pavone

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Inizialmente lo chiamavano cervello elettronico, ma poi si accorsero che il cervello era sempre quello dell'uomo e l'elettronica era solo il mezzo, l'Hardware, (la "ferraglia"- tradotto alla lettera).

Per far funzionare il mezzo occorreva l'intelligenza dell'uomo che doveva predisporre il software operativo.

La conclusione logica è una sola: la bontà dei programmi informatici è legata a quello che è stato pensato dall'uomo ed è stato scritto nel software.

E' per questo che, proprio per il medico pratico, sono stati predisposti numerosi programmi che, partendo dagli stessi presupposti, hanno dato luogo a soluzioni diverse e con funzionalità diverse, comportando gravi ritardi nelle applicazioni concrete dell'informatica alla medicina generale.

Il professionista medico ha visto peraltro sempre con molta diffidenza tutto ciò che può essere considerato una interferenza nella sua prestazione di opera intellettuale e non ha recepito perciò con immediatezza la grandissima potenzialità del nuovo sistema. Né tanto meno la Sanità pubblica, con tutti i suoi risvolti Nazionali, Regionali e Locali ha saputo o voluto agevolare l'ingresso a vele spiegate dell'informatica nella medicina generale, lesinando sugli investimenti finanziari che avrebbero potuto dare uno sviluppo notevole alla Sanità.

Il risultato è che da decenni ormai si continuano a spendere miliardi in investimenti parcellizzati per un numero indefinito di esperimenti pilota che, al momento di concretizzare, non ricevono quel supporto indispensabile per poter estendere veramente alla gran parte delle strutture i risultati che man mano riescono a realizzare sul campo e che perciò si perdono per strada. Oggi, finalmente, sembra che ci siano in concreto i presupposti per poter intervenire sullo sviluppo dell'informatica in medicina generale. Iniziamo dai medici:

- mentre nel lontano 1984 quando iniziarono i primi esperimenti pilota si cadeva nel vuoto assoluto poiché mancava ancora una mentalità informatica ed i medici di medicina generale che operavano col computer erano un numero irrilevante, oggi il terreno in cui sviluppare le nuove strategie di intervento è completamente diverso, in quanto già oltre il trenta per cento dei medici opera nel proprio ambulatorio con sistemi informatici. Passando alle strutture polispecialistiche:

- nel 1984 usavano ancora penna e calamaio ed enormi supporti ed archivi cartacei, mentre oggi sono ormai quasi tutte completamente informatizzate ed operano con un personale che finalmente ha abbandonato gli innumerevoli preconcetti che nutriva nei confronti del lavoro effettuato con un computer davanti. Ormai anche queste Strutture hanno tutti i presupposti per poter essere rapidamente collegate in rete con medici e Ospedali anch'essi sulla via di una completa informatizzazione.

 

 

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