| Agosto
sarebbe dovuto essere un mese “tranquillo”, un mese in cui la finanza internazionale
e nazionale godessero della pausa che segue l'andata in ferie dei
cosiddetti Big o Vip. Invece no. In agosto sono “esplose” le crisi di alcune
tra le più significative economie asiatiche, prima fra tutte quella
giapponese. In agosto è venuta allo scoperto la quasi “bancarotta”
della Russia. In agosto si sono manifestati i prodromi di una recessione
che coinvolge le più importanti realtà nazionali sudamericane.
Le Borse, tutte le Borse, inevitabilmente sono state coinvolte da questo succedersi di notizie, di dati, di fatti. Ne è seguito un mese borsistico all'insegna di quello che gi esperti chiamano “nervosismo” e, dove più, dove meno, le quotazioni di agosto chiudono in netta flessione rispetto a quelle di luglio. Anche in Italia molti risparmiatori che avevano acquistato titoli, incoraggiati dai continui, ripetuti “massimi” raggiunti dai prezzi delle azioni, hanno vissuto momenti di “suspense”; molti hanno venduto (comunque guadagnandoci), molti sono tornati al più tranquillo investimento in titoli a reddito fisso. I commenti e le analisi degli esperti e/o dei “presunti” esperti hanno quasi ogni giorno esibito l'abilità dialettica degli estensori nel tentativo di spiegare (senza però riuscirci) le cause di questo “ciclone” finanziario che ha investito tante economie che pure sembravano poggiare su solide basi. Che sia stata colpa del “niño”? Ed ora, quale futuro? Le esportazioni italiane verso quei mercati in difficoltà in quale misura ne risentiranno? La guerra dei prezzi sui prodotti provenienti dai Paesi che hanno già svalutato o che si accingono amercato italiano? |
Un
dato è certo. La Finanziaria che il governo si |
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