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Dopo
averci introdotto alla conoscenza di compositori e opere immortali della
musica sinfonica e operistica, il maestro Bassi fa un viaggio a ritroso
nel tempo per incontrare personalmente i musicisti che, nei secoli,
hanno lasciato il segno. Sono le "Interviste impossibili", attraverso
le quali l'autore vuole scoprire con il lettore anche la dimensione
umana dei personaggi che conosciamo solo nella loro veste di artisti.
Nelle interviste impossibili, che danno vita a fantasiosi viaggi attraverso
il tempo, non poteva mancare la possibilità di avvicinare il grande
e mitico Luigi Boccherini. Il colpo di fortuna mi capita a Parigi nel
1767, quando il compositore si trova nella capitale francese per ragioni
di lavoro. Lo incontro in casa del barone de Bagge, durante uno dei
tanti ricevimenti.
Boccherini
ha un'espressione di meraviglia e di divertimento, osserva le belle
dame che fanno da cornice alla festa. Del resto in casa de Bagge, mecenate
del XVIII secolo, ogni sera si teneva un "party" dove artisti, poeti,
letterati faceva capolino tentando di entrare nelle sue grazie. La presenza
di Boccherini solletica la mia curiosità e cerco di avvicinarlo con
una scusa banale.
Bassi
- Anche lei qui, maestro?
Boccherini
- Si, perché?
Bassi
- Niente! Mi fa piacere constatare che anche lei conosce il famoso barone
de Bagge. Comunque se non la incomodo desidero farle alcune domande.
Boccherini
- Tanto devo passare il tempo. Mi dica. Bassi - lei è molto giovane
e già famoso, dato che anche qui a Parigi in tanti la conoscono. Che
effetto le fa?
Boccherini
- Più che altro la cosa mi sorprende. Non pensavo di aver prodotto musica
così valida da poter essere conosciuta anche all'estero. Ho scritto
musica nella migliore tradizione italiana quale la cantata e l'oratorio
e probabilmente il mio stile è piaciuto agli esperti e al pubblico.
Bassi
- Mi dica, sinceramente, perché si trova a Parigi.
Boccherini
- In un'altra occasione le risponderei che sono fatti miei, ma poiché
siamo in una situazione speciale e lei mi è simpatico, le dirò che faccio
le stesse cose che stanno facendo gli altri invitati e cioè tento di
entrare anch'io nei "Concerts Spirituels". Sarebbe un bel colpo, dato
che riuscirvi è l'ambizione di ogni musicista in cerca di allori. Ho
dei progetti e Parigi può diventare il mio trampolino di lancio.
Bassi
- Quanto conta di fermarsi in Francia?
Boccherini
- Almeno un anno. Voglio conoscere tutte le persone influenti per poter
raggiungere il mio scopo.
Bassi
- Lei sta vivendo un momento magico per la musica e contemporaneamente
si trova in mezzo ad Haydn e Mozart. Cosa pensa di questa situazione?
Boccherini
- Sono d'accordo con lei che la musica si trova in un momento positivo
e penso proprio di essere uno dei fautori di questo rinnovamento. Inoltre
il fatto di vivere in mezzo ai grandi della composizione mi stimola
e mi dà la possibilità di produrre sempre di più, cercando l'originalità
e le innovazioni, specialmente, nella musica strumentale che amo moltissimo.
Bassi
- Lei ha trascorso un'infanzia serena?
Boccherini
- Certamente! Inoltre ho avuto un grande papà che mi ha impartito le
prime nozioni di musica. E' stato un insegnante comprensivo e ricco
di entusiasmo, ed ora mi manca moltissimo.
Bassi
- Mi può anticipare qualche suo progetto musicale?
Boccherini
- Dovrei partecipare l'anno prossimo ed esattamente il 20 marzo 1769
ad un concerto proprio nei "Concert Spirtuels". Speriamo di ottenere
un buon successo. Bassi - Caro maestro, grazie per la chiacchierata.
Boccherini
- Abbiamo già finito? Proprio adesso che mi stavo divertendo!
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