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Come
in un racconto trecentesco, quelli di Calandrino, Bruno e Buffalmacco,
leggiamo sui giornali di quell'agricoltore mi pare piemontese che si
era comprato la moglie da lenoni albanesi, per giunta a rate.
Lei - pare - era troppo grassa per la strada e così quel gruppo imprenditoriale
ha pensato bene di diversificare gli investimenti: le piacenti a battere,
la grassa al contadino.
Saranno pure stati arrestati, ma presto, presumo, si rimetteranno tutti
al lavoro...E' una storia estrema, di sesso e denaro? Mah...
Ogni
giorno in cronaca di Roma dei quotidiani leggo delle giovanissime dell'est
prostituite in zone precise a basso costo, come "scelta di marketing",
oppure della bella ucraina che in patria faceva il medico e ora la vende
sotto padrone, o delle albanesi che cercano di scappare dal giogo...
E periodicamente da qualche mese il ministro Livia Turco cerca di riaprire
a certe condizioni le "case chiuse", qualcuno equipara i mercanti di
schiave ai clienti, poi magari nel Veneto il cliente fermato e identificato
si ammazza per la vergogna, e allora si pensa di essere andati troppo
in là... e comunque non pare proprio che sarà in questa coda di legislatura
che avremo delle risposte politiche (serie? non serie? solo strumentali?)
alla questione sesso e soldi, due delle tre s che con quella di "sangue"
paiono costituire il nucleo primario degli umani coinvolgimenti.
Cerco
di offrire qui, sommariamente, un breviario della brutta e antichissima
faccenda.
Qualcosa
di cui si parla, si scrive, si mostrano immagini volentieri, perché
tutto ciò pare una fenomenale merce appunto vecchia quanto il mondo
ma particolarmente "a la page" in queste stagioni così "spettacolari",
in cui il fuori si vende benissimo...e il corpo sta fuori, no? Allora,
vediamo.
Facciamo l'impossibile, con case, casini, casoni...chiuse, socchiuse
o spalancate che siano, per sottrarre le schiave al mercato. Via i papponi,
come si dice a Roma, in galera.
E'
il primo, inderogabile punto.
Ma le ragazze che senza schiavisti vogliono "liberamente", oppure se
vogliamo evitare il dibattito su quest'avverbio, anche solo "autonomamente"
vendere il loro corpo, non possono farlo, da maggiorenni? E perché no?
La
prostituzione del corpo è fuori legge?
Mentre
quella dello spirito, della testa, della dignità giacché "non si vede"
nell'attimo, è lecita?
E chi sessualmente è represso, insoddisfatto o anche solo timido, ma
tanto timido, attenzione, uomo o donna che sia, deve chiudersi in una
stanza - se ne ha almeno una tutta per sé - a masturbarsi?
E' questa la soluzione al mistero del sesso e dei soldi ad esso applicati?
Siamo sicuri di voler entrare nel labirinto della natura umana, di cui
il sesso, orale o scritto, teorico o pratico, è magna pars?
Insomma: è sacrosanto e imprescindibile identificare i reati, e punirli.
Ma starei un po' più attento a maneggiare materiale infiammabile, privato,
privatissimo, come quello che concerne corpo e psiche di fronte al pagano
dono del sesso. Meno grida, e più silenzio, quando l'affare non riguarda
la legge e la polizia, bensì la maturità dell'individuo e della comunità.
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