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Una
grande Banca. Un Consiglio di Amministrazione composto da 17 componenti.
Un Comitato Esecutivo di 10 membri.
Un
Collegio Sindacale composto dal Presidente e da 5 sindaci effettivi.
Una
primaria Società di certificazione come la PricewaterhouseCoopers S.p.A..Con
questa struttura amministrativa e di controllo (oltretutto costosa:
oltre 6.000 milioni), si è scoperto, soltanto dopo molti mesi, che nel
bilancio al 31.12.99 non è stata contabilizzata una minusvalenza di
100 (cento!) miliardi.Tutti i quotidiani riportano la notizia dandole,
nei titoli e nell'ampiezza del testo, il doveroso rilievo.Secondo il
Presidente della Banca, Siro Lombardini, l'"errore è emerso in sede
di verifica dei conti ai fini della redazione della semestrale; la responsabilità
è di quanti avrebbero dovuto informare e non hanno informato gli amministratori;
con adeguate rettifiche contabili si eviteranno interventi sul bilancio
'99, che, pertanto, resta così com'è; è stato già dato incarico ai legali
di esaminare possibili azioni di responsabilità verso chi ha mancato".
Per
la cronaca, sotto "accusa" sarebbero l'ex Amministratore Delegato Alberto
Costantini - oggi in Cassa Marca - e l'ex direttore per la finanza Riccardo
Ratti - oggi in Banca Profilo.
Le
affermazioni di Lombardini sembrano sancire il principio che la firma
della "Relazione degli Amministratori", del "bilancio", della "nota
integrativa" e degli "allegati" siano un "pro-forma" che il Consiglio
adempie senza assumersene responsabilità alcuna.Secondo Siro Lombardini
sussisterebbe anche un "principio di irresponsabilità" da parte del
Collegio Sindacale e della Società di Certificazione.
La
minusvalenza - che avrebbe originato il "buco" - deriva dall'acquisto
di 400 (quattrocento) miliardi di obbligazioni non quotate e scadenti
fra 15 anni; questa operazione rientrava nelle deleghe dell'Amministratore
Delegato cui pertanto risalirebbero responsabilità ed omissioni.
La
tesi non regge in quanto l'Amministratore Delegato poteva decidere l'acquisto
ma non aveva alcun potere per indicare in quale appostazione contabile
(e quindi di bilancio) i titoli "dovessero" (e non potessero) essere
allocati.
La
responsabilità dell'"errata" contabilizzazione - che avrebbe mimetizzato
la minusvalenza - è certo di chi ha effettuato le registrazioni, ma
è altrettanto certamente, e soprattutto, dell'Organo Amministrativo,
di quello di Controllo e della Società di Certificazione.
Merita
infine di essere sottolineato che: "il Consiglio di Amministrazione
con delibera del 29 giugno 2000 (perché lo si comunica solo in data
31 ottobre e cioè dopo 4 mesi?), ha provveduto a trasferire al portafoglio
immobilizzato la quasi totalità dei titoli in questione". La decisione
degli Amministratori suscita le più ampie perplessità in quanto si sono
arrogati il diritto di "modificare" il contenuto del bilancio 1999 già
approvato dall'assemblea e reso pubblico a tutti gli effetti.
Questa
decisione è il classico tentativo di imboccare una scappatoia per evitare
una riedizione del bilancio '99.
L'"autoassoluzione",
"scaricabarile" e "scappatoie" sono tutt'altro che "coerenti" con la
qualificazione personale e professionale di cui i singoli Amministratori
e Sindaci sono individualmente portatori.
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