Anno XVI-N.09-2000

 

 

 

 

 

 

 

Genina Iacobone

Negli anni Cinquanta-Sessanta furono introdotte in Italia le ricerche di mercato, unitamente alle tecniche di gestione aziendale provenienti dagli Stati Uniti. Tecniche innovative che modificarono l'approccio alla vendita dei prodotti, tanto che Adriano Olivetti ed altri imprenditori ritennero indispensabile organizzare una scuola di formazione manageriale in grado di introdurle nella realtà aziendale italiana.

Le ricerche nel marketing avevano ed hanno uno scopo ben preciso: individuare e portare a livello conscio i desideri inconsci del consumatore. Attualmente queste ricerche vengono utilizzate come inchieste, in particolare in campo sanitario, per assegnare il "bollino blu" di qualità a questo o quel reparto ospedaliero o dipartimento universitario, basandosi su dati oggettivamente insufficienti; i campioni presi in esame, senza dubbio, non sono in grado di dare pareri o giudizi documentati. Un po' poco per dare scientificità all'inchiesta, o alla ricerca che sia; un po' poco per assegnare qualifiche di eccellenza a questa struttura o a quel primario.

Tutto ciò per i seguenti motivi:

1) normalmente le strutture ospedaliere ed universitarie sono molto reticenti nel dare informazioni sui risultati ottenuti dalle proprie unità in generale, tanto meno su quelli realizzati dai singoli reparti o dipartimenti.

2) Questa "omertà" si è accentuata con l'avvento dei direttori generali, ai quali è stato dato il potere di scegliere i propri collaboratori e la responsabilità della gestione e quindi delle scelte effettuate. Naturalmente essi, in generale, non amano rendere noti i risultati e si trincerano nel silenzio. Tale silenzio va a danno degli operatori del settore che lavorano con serietà e spesso non vengono valorizzati per la loro effettiva professionalità. Non ci vogliono convegni o dibattiti per capire che questa è una delle cause per le quali molti laureati eccellenti in medicina operano in strutture straniere, apportandovi competenza, prestigio e genialità, a danno di quelle italiane. Le Asl, le aziende ospedaliere e le regioni, essendo tutte unità pubbliche, hanno, e sottolineiamo hanno, l'obbligo di fornire i dati richiesti, come avviene in altri paesi dell'Unione Europea.

3) Nel corso degli ultimi due anni abbiamo inviato - alle aziende ospedaliere, alle Asl e agli assessorati regionali - numerose richieste al riguardo, attraverso moduli prestampati di facile compilazione, preparati da esperti.Ad oggi dobbiamo constatare che solo il Molise ci ha inviato un volume che riporta tutti i dati richiesti, in modo completo ed esaustivo, mentre le altre regioni, in particolare quelle che esibiscono il programma sanitario come un fiore all'occhiello, ci hanno fornito dati superficiali e incompleti. Ringraziamo dunque l'assessorato alla sanità della regione Molise per la disponibilità e la collaborazione.

Potremmo scrivere su questo tema pagine intere, sia come giornalisti specializzati nel settore, sia come comuni cittadini, sia come pazienti. Lo faremo certamente, malgrado l'opposizione e i silenzi, quando avremo completato l'assemblaggio dei dati, ottenuti su informazioni scientificamente valide e non sul sentito dire.Vi garantiamo che nella graduatoria che emergerà non mancheranno le sorprese.