|
Negli
anni Cinquanta-Sessanta furono introdotte in Italia le ricerche di mercato,
unitamente alle tecniche di gestione aziendale provenienti dagli Stati
Uniti. Tecniche innovative che modificarono l'approccio alla vendita
dei prodotti, tanto che Adriano Olivetti ed altri imprenditori ritennero
indispensabile organizzare una scuola di formazione manageriale in grado
di introdurle nella realtà aziendale italiana.
Le
ricerche nel marketing avevano ed hanno uno scopo ben preciso: individuare
e portare a livello conscio i desideri inconsci del consumatore. Attualmente
queste ricerche vengono utilizzate come inchieste, in particolare in
campo sanitario, per assegnare il "bollino blu" di qualità a questo
o quel reparto ospedaliero o dipartimento universitario, basandosi su
dati oggettivamente insufficienti; i campioni presi in esame, senza
dubbio, non sono in grado di dare pareri o giudizi documentati. Un po'
poco per dare scientificità all'inchiesta, o alla ricerca che sia; un
po' poco per assegnare qualifiche di eccellenza a questa struttura o
a quel primario.
Tutto ciò per i seguenti motivi:
1)
normalmente le strutture ospedaliere ed universitarie sono molto reticenti
nel dare informazioni sui risultati ottenuti dalle proprie unità in
generale, tanto meno su quelli realizzati dai singoli reparti o dipartimenti.
2)
Questa "omertà" si è accentuata con l'avvento dei direttori generali,
ai quali è stato dato il potere di scegliere i propri collaboratori
e la responsabilità della gestione e quindi delle scelte effettuate.
Naturalmente essi, in generale, non amano rendere noti i risultati e
si trincerano nel silenzio. Tale silenzio va a danno degli operatori
del settore che lavorano con serietà e spesso non vengono valorizzati
per la loro effettiva professionalità. Non ci vogliono convegni o dibattiti
per capire che questa è una delle cause per le quali molti laureati
eccellenti in medicina operano in strutture straniere, apportandovi
competenza, prestigio e genialità, a danno di quelle italiane. Le Asl,
le aziende ospedaliere e le regioni, essendo tutte unità pubbliche,
hanno, e sottolineiamo hanno, l'obbligo di fornire i dati richiesti,
come avviene in altri paesi dell'Unione Europea.
3)
Nel corso degli ultimi due anni abbiamo inviato - alle aziende ospedaliere,
alle Asl e agli assessorati regionali - numerose richieste al riguardo,
attraverso moduli prestampati di facile compilazione, preparati da esperti.Ad
oggi dobbiamo constatare che solo il Molise ci ha inviato un volume
che riporta tutti i dati richiesti, in modo completo ed esaustivo, mentre
le altre regioni, in particolare quelle che esibiscono il programma
sanitario come un fiore all'occhiello, ci hanno fornito dati superficiali
e incompleti. Ringraziamo dunque l'assessorato alla sanità della regione
Molise per la disponibilità e la collaborazione.
Potremmo
scrivere su questo tema pagine intere, sia come giornalisti specializzati
nel settore, sia come comuni cittadini, sia come pazienti. Lo faremo
certamente, malgrado l'opposizione e i silenzi, quando avremo completato
l'assemblaggio dei dati, ottenuti su informazioni scientificamente valide
e non sul sentito dire.Vi garantiamo che nella graduatoria che emergerà
non mancheranno le sorprese.
|