AnnoXVI-Numero09-2000

 

 

 

 

 

 

 

CURRICULUM ABSTRACT BIBLIOGRAFIA

Nicola Gasbarro

Introduzione

La chirurgia laparoscopica rispetto alla laparotomica offre indubbi vantaggi rappresentati dalla quasi assenza di cicatrici cutanee, dalla riduzione della morbilità, del dolore e della degenza post-operatoria, da un più rapido ritorno alle attività sociali che, nel complesso, incidono favorevolmente sui costi globali. Inoltre, le maggiori difficoltà tecniche della laparoscopia sono compensate da una migliore visualizzazione dei dettagli anatomici, per l'ingrandimento dell'immagine, che risulta molto utile quando si debba operare su organi delicati, come le salpingi,o in contiguità di strutture vascolari e nervose, come avviene nella linfoadenectomia pelvica e lomboaortica.

Tuttavia, la creazione ed il mantenimento dello pneumoperitoneo, necessario alle procedure laparoscopiche classiche, può comportare inconvenienti che hanno indotto a ricercare nuovi metodi di sollevamento della parete addominale.

In questa direzione si sono cimentati diversi Autori che hanno ideato numerosi sistemi per il sollevamento della parete addominale dando vita ad una tecnica laparoscopica senza pneumoperitoneo, denominata gas-less o isobarica (6, 8).

I vantaggi delle tecniche gas-less nei confronti di quelle con pneumoperitoneo sono di ordine generale e tecnico.Vantaggi generali della laparoscopia gas-less I vantaggi generali risiedono nella assenza di esposizione alla CO2 e nella assenza di aumento della pressione intraaddominale (tabella I).

Infatti, le conseguenze fisiopatologiche della insufflazione di CO2 nella cavità peritoneale sono molteplici e, nel complesso, l'impatto generale del CO2 pneumoperitoneo sui sistemi cardipolmonare, acido-base, endocrino, ed immunologico e sulla circolazione fetoplacentare, risulta potenzialmente sfavorevole. Inoltre, la crescente applicazione delle tecniche laparoscopiche in oncologia ginecologica ha recentemente sollevato interrogativi sul potenziale di diffusione neoplastica intrinseco del pneumoperitoneo

 

1) Sistema cardiopolmonare

Sono state descritte diverse modificazioni dei parametri emodinamici quali: riduzione del ritorno venoso e della gettata cardiaca, aumenti della pressione arteriosa sistemica media e della pressione polmonare di incuneamento; sono inoltre state segnalate aritmie cardiache (3, 9, 18).

La riduzione del ritorno venoso e, conseguentemente, della gittata cardiaca è un effetto dell'aumento della pressione intraaddominale e quindi della compressione della vena cava inferiore. Il rallentamento del flusso sanguigno in questo vaso accentua inoltre la stasi venosa a livello degli arti inferiori aumentando il rischio tromboembolico.

L'aumento della pressione arteriosa sistemica e polmonare è frequente durante chirurgia ed attribuito alla anestesia generale, ma,in corso di pneumoperitoneo, su questi parametri può influire anche l'immissione in circolo di noradrenalina ed endotelina dalla superficie peritoneale danneggiata.

A livello respiratorio si registra un aumento delle resistenze polmonari inspiratorie ed espiratorie proporzionale all'aumento della pressione addominale (2, 9).

 

2) Sistema acido-base

Gli effetti descritti comprendono: acidosi peritoneale di superficie, aumento della PCO2 nella arteria polmonare, aumento della concentrazione di CO2 nella frazione di ffine espirazione (7, 10, 18)

Tutti questi effetti risultano proporzionali ai valori di pressione intraaddominale raggiunti ed alla durata della procedura che , in alcuni casi, si è notevolmente allungata per l'applicazione della laparosocopia a situazioni chirurgiche di crescente complessità.

 

3) Sistema endocrino ed immunologico

Sperimentalmente è stato riscontrato un aumento dei livelli sistemici di noradrenalina ed endotelina riferibile alla loro immissione in circolo dalla superficie peritoneale danneggiata dallo pneumoperitoneo (18).

E' stata inoltre messa in evidenza una riduzione della attività fagocitaria di granulociti e macrofagi che si risolve solo dopo circa un'ora dalla evacuazione dello pneumoperitoneo (18, 19); e sebbene questa riduzione della attività fagocitaria sembri meno pronunciata dopo laparoscopia che dopo laparotomia (15) è possibile che altri fattori negativi si sommino ad essa nel favorire la diffusione neoplastica quando il CO2 pneumoperitoneo sia indotto in presenza di una patologia maligna (vedi più avanti).

 

4) Gravidanza

Riguardo alla gravidanza , studi sperimentali nella pecora hanno riscontrato che l'esposizione a CO2 pneumoperitoneo provoca acidosi fetale. Inoltre, l'aumento della pressione intraaddominale comporta un aumento della pressione intrauterina che si ripercuote sfavorevolmente sul flusso utero-placentare causando ipossia fetale (5,11). Entrambi gli effetti possono essere evitati con l'adozione di una metodica gas-less che pertanto dovrebbe considerarsi elettiva in gravidanza (1).

 

5) CO2 pneumoperitoneo e diffusione neoplastica

Le tecniche laparoscopiche non sono ancora considerate lo standard di riferimento in ginecologia oncologica ed il motivo principale risiede nel timore che la rottura di cisti maligne o della capsula di linfonodi metastatici così come la difficoltosa estrazione dei pezzi anatomici possa causare la disseminazione endoaddominale della neoplasia o metastasi della parete addominale. Di fatto, in letteratura sono riportati diversi casi di metastasi nella sede di inserzione dei trocars in pazienti con carcinoma ovarico (review in van Dam et al, 16).

Tuttavia recenti studi sperimentali sollevano l'interrogativo se non sia piuttosto il CO2 pneumoperitoneo a promuovere intrinsecamente la diffusione neoplastica. I meccanismi potenzialmente implicati sono due: quello della turbolenza e quello della lesione mesoteliale (17). L'insufflazione di gas nella cavità addominale causa fenomeni di turbolenza che potrebbero determinare la esfoliazione e la disseminazione endoperitoneale di cellule maligne. Inoltre in corrispondenza dei tramiti dei trocars si producono alti flussi di gas, sia durante la fase di mantenimento dello pneumoperitoneo, per le inevitabili perdite del sistema, sia al momento della sua evacuazione (cosiddetto "chimney effect", effetto ciminiera),con una particolare concentrazione di cellule neoplastiche in queste sedi che spiegherebbe la maggiore frequenza di metastasi della parete addominale dopo laparoscopia rispetto alla laparotomia (Fig. 1).

A questo proposito, lo studio di Bouvy e coll. (4) ha riscontrato, in un modello animale, un significativo aumento della crescita neoplastica endoaddominale e delle metastasi di parete (port site metastases) nel gruppo di animali sottoposti a CO2 pneumoperitoneo rispetto a quelli sottoposti a laparoscopia gas-less.

Se da un lato la turbolenza provocherebbe la esfoliazione e diffusione delle cellule neoplastiche, dall'altro la lesione mesoteliale sarebbe responsabile del loro impianto e successiva proliferazione.

Istologicamente il peritoneo è costituito da un monostrato di cellule mesoteliali che poggiano su una membrana basale al di sotto della quale si trova tessuto connettivo denso. La superficie cellulare è caratterizzata da molteplici microscopiche estroflessioni digitiformi (microvilli) ricoperte da glicoproteine e glicosaminoglicani che le conferiscono una carica elettrostatica negativa, la quale contrasta sia la adesione degli organi intraaddominali sia la eventuale adesione di cellule maligne (13).

Il CO2 pneumoperitoneo potrebbe annullare questa carica elettrica "protettiva" per la notevole acidosi che si viene a determinare a livello della superficie peritoneale in seguito alla reazione: CO2+H2O-H+ + HCO3-, con liberazione di ioni idrogeno a carica positiva; e ciò potrebbe favorire l'adesione di cellule neoplastiche alla sua superficie (Fig. 2).

A questo riguardo lo studio di Volz e coll. (17) ha confrontato in un modello animale l'effetto sulla diffusione neoplastica tra CO2 pneumoperitoneo tradizionale, pneumoperitoneo con elio e CO2 pneumoperitoneo riscaldato, riscontrando proprio nello CO2 pneumoperitoneo tradizionale la diffusione neoplastica maggiore. E ciò probabilmente perché lo pneumoperitoneo con elio non causa acidosi ed in quello CO2 riscaldato essa è notevolmente ridotta per la maggiore rarefazione del gas.

Da queste osservazioni preliminari sembrerebbe pertanto emergere l'evidenza che i rischi di diffusione neoplastica dipendano più che dalle tecniche laparoscopiche in sé dall'impiego del CO2 pneumoperitoneo e questo promuove ulteriormente l'utilizzo di metodiche gas-less.

Vantaggi tecnici della laparoscopia gas-less L'assenza di pneumoperitoneo offre maggiore versatilità alle procedure laparoscopiche e ciò compensa gli svantaggi di un maggior e ingombro delle anse intestinali, riducibile con un più spiccato Trendelemburg, e di una minore esposizione delle regioni laterali della cavità addominale( cosiddetto effetto tenda 6, 8, 14) (Tab. II).

Innanzitutto,in assenza di pneumoperitoneo, è possibile utilizzare l'accesso ombelicale del laparoscopio anche per l'introduzione di strumenti chirurgici, sia laparoscopici, sia convenzionali. Ciò permette in alcuni casi, l'esecuzione di piccoli interventi (asportazioni di idatide di Morgagni, asportazione di piccoli miomi peduncolati, diatermocoagulazione di focolai endometriosici) con l'introduzione di uno solo dei trocars accessori o addirittura di farne a meno ( soprattutto nelle diagnostiche) con ulteriore riduzione della invasività.D'altra parte, negli interventi più complessi, la praticabilità della via ombelicale evita quasi sempre il ricorso ad un terzo trocar sovrapubico e consente una più facile estrazione dei pezzi anatomici (capsule di cisti ovariche, piccoli miomi interi e grossi frammenti di miomi depezzati).

Un altro vantaggio che abbiamo occasionalmente constatato riguarda casi di emoperitoneo importante da rottura di gravidanza tubarica o da corpo luteo emorragico, in cui le tecniche laparoscopiche con pneumoperitoneo, oltre ad essere relativamente controindicate per le sfavorevoli ripercussioni emodinamiche, non sempre risultano tempestive ed efficaci nel raggiungimento dell'emostasi per la difficoltà di una rapida evacuazione di sangue e coaguli con il solo strumentario laparoscopico. Al contrario, la tecnica gas-less non ha ripercussioni emodinamiche sfavorevoli e permette la contemporanea inserzione attraverso l'accesso ombelicale del laparoscopio, dell'aspiratore chirurgico convenzionale che avendo un calibro ed una aspirazione maggiore di quello laparoscopico, consente in tempi molto più brevi l'evacuazione del sangue.

Un altro vantaggio da noi constatato è la possibilità di eseguire intervento laparoscopico in pazienti allergiche al lattice che per questo motivo non potevano essere operate in laparoscopia con pneumoperitoneo per la presenza di lattice nei tubicini di insufflazione. Sono giunte alla nostra osservazione due pazienti con tali problematiche e con emoperitoneo da gravidanza tubarica e sottoposte a laparoscopia gas-less.

Va aggiunto ancora che l'assenza di insufflazione gassosa elimina quei casi di irritazione frenica che si manifesta nel post-operatorio come dolore scapolare e contribuisce quindi ad una ulteriore riduzione del disconfort della paziente operata. La presenza di dolore scapolare in una paziente sottoposta a laparoscopia gas-less orienta quindi subito verso la ricerca di altre cause, tra le quali, in particolare, bisogna considerare la possibilità di irritazione frenica da sanguinamento endoperitoneale attivo (segno di Kehr ).

Le differenti metodiche di laparoscopia gas-less La distensione della cavità addominale in laparoscopia gas-less è ottenuta tramite sollevamento meccanico della parete addominale.

I sistemi impiegati allo scopo sono essenzialmente di due tipi: il tipo ad ancoraggio sottocutaneo (12) e quello a tutto spessore (full thickness -14).

I sistemi ad ancoraggio sottocutaneo sollevano la parete addominale tramite inserzione di un unico grosso ago che scorre nel sottocute tra pube ed ombelico o di due robusti aghi ricurvi che scorrono nel sottocute periombelicale (Laparotenser, Fig. 3). L'estremità libera dell'ago/aghi viene quindi agganciata ad un braccio meccanico sollevatore che sospende la parete addominale. Il vantaggio principale di questi sistemi consiste nella possibilità di applicazione indipendentemente dalla presenza di aderenze peritoneali periombelicali. Tuttavia, l'inserimento degli aghi può essere difficoltoso in pazienti con scarso pannicolo adiposo ed inoltre l'effetto tenda è più accentuato.I sistemi a tutto spessore sono invece costituiti da dispositivi che una volta introdotti in addome, attraverso il tramite ombelicale permettono di agganciarne la parete, e sono rappresentati essenzialmente dal Laparofan e dall'Air-Lift (fig. 3). Il Laparofan è un dispositivo meccanico monouso i cui bracci si aprono a ventaglio dopo l'introduzione in addome.

L'Air-Lift consiste in un dispositivo monouso ad aria che dopo essere stato introdotto accartocciato attraverso l'ombelico, viene espanso sino ad acquisire una forma a ciambella.Sia l'Air-Lift che il Laparofan vengono quindi agganciati ad un braccio elettrico sollevatore fissato al letto operatorio (Laparolift).

Lo svantaggio principale di questi sistemi è rappresentato dalla difficoltà o impossibilità di applicazione nel caso di insospettate aderenze peritoneali periombelicali, a cui si aggiunge, per il Laparofan, un non omogeneo sollevamento della parete addominale, a motivo della sua foggia a ventaglio a sole due branche.Il nostro sistema di sospensione per la laparoscopia gas-less: il gas-lup Per ovviare a questi inconvenienti abbiamo brevettato con il nome di "Gas-Lup" (da Gasbarro-Lupo) un nuovo dispositivo full-thickness composto semplicemente da tre valve indipendenti, a lama lunga e sottile, che vengono inserite attraverso la breccia ombelicale di 15 mm alle ore 9, 12 e 15: la loro posizione può però essere modificata in presenza di aderenze ostacolanti o, in casi limite, se ne possono impiegare solo due. Un dispositivo adattatore permette di fissare i manici delle valve al braccio orizzontale di sollevamento e sostegno che a sua volta scorre su un'asta verticale fissata al letto operatorio tramite i dispositivi a morsa standard di ancoraggio dei reggigambe. Nei manici delle valve sono presenti due siti di aggancio, a diversa altezza, per il fissaggio all'adattatore: si utilizza comunemente il sito di aggancio inferiore, mentre quello superiore viene impiegato nelle pazienti con spesso pannicolo adiposo. Il sollevamento della parete addominale avviene per trazione manuale sul braccio orizzontale che viene quindi bloccato nella posizione voluta (figg. 4, 5, 6, 7). I componenti dell'intero sistema sono riutilizzabili e ciò lo rende, a differenza del Lapofan e dell'Air-Lift, estremamente economico. Inoltre lo strumentario è di semplice e rapida applicabilità. In circa 2 anni nel nostro reparto abbiamo eseguito circa 350 interventi con tale metodica e non è stato mai necessario ricorrere allo pneumoperitoneo. La tipologia degli interventi è stata la seguente: Isterectomie laparoassistite - Exeresi cisti ovariche - Miomectomie -Linfoadenectomie pelviche - Gravidanze extrauterine - Laparoscopie diagnostiche ecc.La metodica viene illustrata nel nostro Reparto ai Medici durante i Corsi T.I.G.E. (Training Intensivo di Ginecologia Endoscopica) che si svolgono presso il Reparto dell'Ospedale di Chivasso e quello dell'Ospedale Maria Vittoria di Torino.

I Corsi, diretti da N.Gasbarro e T.Gargiulo, hanno periodicità mensile e danno la possibilità agli iscritti di partecipare attivamente alle sedute operatorie (fig. 8).

 

Conclusioni

Le metodiche laparoscopiche gas-less hanno numerosi vantaggi rispetto a quelle classiche con impiego di CO2 pneumoperitoneo perché evitano gli effetti sfavorevoli dell'aumento della pressione endoaddominale e della esposizione alla CO2 e perché consentono, nei diversi tipi di interventi ginecologici, soluzioni tecniche inattuabili quando si debba operare in un sistema "a circuito chiuso". In particolare, il GAS-LUP permette il sollevamento meccanico della parete addominale anche in quelle pazienti con aderenze parietali periombelicali in cui gli altri dispositivi risultano di difficile applicazione. Si sottolinea inoltre la possibilità del riutilizzo dell'intero strumentario e quindi la sua economicità.

N. Gasbarro, M. Brusati, P. Lupo, A. Togliani Regione Piemonte ASL 7, Chivasso Ospedale Civico - Reparto di ostetricia e ginecologia

 

 

Fig.1

 

 

 

 

 

Fig.2

 

 

 

 

 

Fig.3

 

 

 

 

 

Fig.4

 

 

 

 

 

Fig.5

 

 

 

 

 

Fig.6

 

 

 

 

 

Fig.7

 

 

 

 

 

Fig.8